@AlessiaMorani@Antonio_Tajani Frontex conta gli attraversamenti, non tutti gli irregolari presenti sul territorio. Se la situazione fosse quella che si racconta, in Spagna non ci sarebbero oltre 1,2 milioni di domande di regolarizzazione.
La Comisión Europea que preside Von der Pfizer admite lo que cualquiera mínimamente informado ya sabía: las inoculaciones COVID se aprobaron sin conocer los datos de seguridad. Tampoco conocemos los datos de licitación, que Von der Pfizer se encargó de hacer desaparecer, y sabemos que los contratos eximían a los fabricantes de cualquier responsabilidad civil por efectos adversos, pese a que lo negaron por activa y por pasiva cuando en Grupo de Control desvelamos el contenido (apócrifo por aquel entonces) de los contratos
¿Qué falta exactamente para que metan a esta señora en la cárcel?
#ProsecuteVonDerLeyen
🛑 ÚLTIMA HORA:
Risto desvela cómo el PSOE quiere controlar la información.
La Jefa de gabinete de Mar Espinar, escribe al programa para decirles de qué tienen que hablar.
El Socialismo no cree en la libertad.
Fijaos en la cara que se le queda a la rival de Ayuso.
Sanchismo.
After losing Washington to the patriots, globalist-liberal forces retreated to Brussels, and set their sights on Serbia, Slovakia, and Hungary. Today's chaos in the Serbian Parliament - smoke bombs, violence, and obstruction - shows how far they’re willing to go to destabilise sovereign nations. We cannot allow this to continue. ❌
I would like to express my support to President @avucic and to the democratically elected government of Serbia.
Ogni tanto è bene rinfrescare la memoria con questo passaggio di @boni_castellane .
Che evidentemente non ha girato abbastanza.
C'è tutto.
Chi segue Boni sa.
Risposta, molto rispettosa, a Liliana Segre.
Il dibattito sul genocidio a Gaza, reale o presunto che sia, non può prescindere dalle scienze sociali. Nel suo articolo per il Corriere della Sera, Liliana Segre ha indicato due caratteristiche del genocidio che, a suo dire, sarebbero assenti a Gaza. Avendo studiato nei miei libri l’organizzazione dei massacri di Robespierre in Francia, di Mao in Cina, di Stalin in Russia e di Pol Pot in Cambogia, mi permetto di segnalare alcune caratteristiche del genocidio presenti a Gaza.
Per impostare il dibattito pubblico in maniera rigorosa, dobbiamo ricorrere innanzitutto alla sociologia fenomenologica per mettere in discussione il significato delle parole che l’uomo comune dà per scontato. In questo caso, la parola che tutti danno per scontata è “guerra”. Tutti parlano di “guerra” a Gaza. Ma siamo sicuri che ciò che accade a Gaza sia una guerra? A Gaza non ci sono mica due eserciti regolari che si scontrano come accade in Ucraina. C’è soltanto un esercito che spara quasi esclusivamente contro la popolazione civile, come tutte le immagini mostrano e come confermano, almeno in questa fase iniziale delle indagini, la Corte penale internazionale e la Corte di giustizia internazionale dell’Onu. L’esercito israeliano ha distrutto tutte le scuole, le moschee, gli ospedali, le case e i campi profughi dei palestinesi usando copiosamente le potentissime bombe MK-84 concepite per cancellare indiscriminatamente tutto ciò che toccano con crateri smisurati.
In secondo luogo, l’esercito israeliano ha ucciso oltre 44.000 persone in dodici mesi. Tuttavia, autorevoli riviste parlano di (almeno) 186.000 morti dirette e indirette. Un caso di morte indiretta sono i palestinesi che defungono per un infarto perché gli ospedali non funzionano o i bambini che muoiono perché vengono amputati senza anestesia, come ha testimoniato il medico britannico-Palestinese Abu Sittah. Il bimbo morto per amputazione senza anestesia non rientra nel calcolo dei 44.000. Questa è una caratteristica tipica del genocidio: distruggere tutte le condizioni materiali di esistenza di un popolo per precipitarlo nella disperazione affinché non si rialzi più.
In terzo luogo, Israele ha chiuso tutte le vie di fuga ai palestinesi conferendo loro due caratteristiche tipiche dei popoli soggetti a genocidio: non hanno difese e non hanno scampo. Anche questo è tipico dei governi genocidi: chiudere tutte le vie di fuga ai dominati uccidendo i civili impunemente senza freni.
In quarto luogo, Israele ha ridotto i palestinesi alla fame impedendo loro di ricevere cibo e aiuti umanitari con stragi di efferata crudeltà, come la strage della farina del 29 febbraio 2024: una strage del tutto immotivata contro i civili palestinesi falcidiati dai mitragliatori israeliani mentre si lanciavano affamati verso i camion dell’Onu con il cibo.
L’articolo in oggetto del Corriere della Sera commette anche un errore metodologico: l’errore di giudicare ciò che accade ai palestinesi in base al punto di vista del Corriere della Sera stesso. Mentre il genocidio degli ebrei è stato raccontato dagli ebrei stessi, le cui testimonianze sorreggono tutti i libri sull’Olocausto, nessuno ha chiesto ai palestinesi che cosa essi pensino di ciò che sta capitando loro. Il fatto di non includere il punto di vista delle vittime nella scrittura della storia delle vittime è un errore metodologico grave quando si fa “storia” . Quando diciamo che il governo Netanyahu non intende commettere un genocidio - domando - abbiamo incluso le parole dei ministri israeliani che hanno invocato l’uso della bomba atomica contro Gaza o le parole di Gallant che, in una conferenza pubblica, disse che avrebbe colpito tutti palestinesi, definiti "animali umani", per punire Hamas? I palestinesi ci chiedono di includere questi fatti nella “nostra” storia su di loro. Ce lo chiede anche la teoria postcoloniale di Edward Said, Homi Bhabha e Gayatri Chakravorty Spivak.
C’è poi la convinzione di Liliana Segre secondo cui indicare come “genocidio” ciò che accade a Gaza svaluterebbe l’orrore infinito dell’Olocausto nazista. Ma quale dato o fatto sorregge una conclusione di questo tipo? Per quel che mi riguarda, l’Olocausto nazista resterebbe un orrore assoluto sia che a Gaza sia genocidio, sia che a Gaza sia pulizia etnica. Aggiungo che, nella letteratura scientifica sulla violenza politica, la pulizia etnica è talmente simile al genocidio che gli esperti fanno difficoltà a distinguere chiaramente tra i due, tant’è vero che l’enciclopedia di Oxford sul terrorismo concepisce la pulizia etnica come una “variante” del genocidio.
Infine, sono d’accordo che le parole dovrebbero essere usate con cautela, ma non è nemmeno possibile, almeno in una società libera, che la parola “genocidio” sia “ostaggio” di una élite del potere.
Il prossimo genocidio non si presenterà identico al genocidio organizzato da Hitler. Per questo motivo, noi occidentali non riusciremo a riconoscerlo, a causa dei nostri limiti culturali e dei nostri pregiudizi eurocentrici.
No es Paiporta, es Letur.
Como en Castilla La Mancha gobierna el PSOE, la izquierda no monta manifestaciones por las víctimas.
Ni Page da explicaciones en las Cortes.
Ni el Gobierno critica la gestión de los socialistas manchegos.
El doble rasero zurdo.
El viernes pasado D. Santiago Posteguillo, experto en la Historia de Roma, estuvo en el Senado dando una conferencia sobre la importancia de Hispania.
Resulta que D. Santiago el 29 de octubre estaba a 50 metros del barranco del Poyo en Paiporta. Nadie fue ayudarles en tres días cuando estaban entre barro y muertos. Su testimonio estremece. La verdad estremece.
Durante más de tres días no aparecieron ni los bomberos, ni el Ejército. Estuvieron tres días entre cadáveres y barro.
El vídeo sólo dura 10 minutos. Merece la pena escucharlo. El relato de los políticos nada tiene que ver con la realidad.
Esta diputada ha ido al Congreso con los deberes bien hechos y ha explicado punto por punto y con las leyes que competen las responsabilidades que tenía el gobierno central sobre la gestión de la DANA de Valencia.
Ha destrozado a Teresa Ribera y desmontado todos sus bulos.