Tutte le sere, in TV, ci spiegano che a sinistra litigano su tutto e a destra non concludono nulla. E poi mi chiedono: ma lei Calenda con chi andrà?
Come se non ci fosse alternativa. Del resto il bipolarismo estremizzato ha prodotto risultati brillanti in tutto il mondo come in Italia: da Trump, alla Brexit fino all'AfD.
La domanda vera è: per fare cosa? Conti in ordine, sanità, energia, sicurezza, industria, politica estera. Azione fa proposte, vota quello che è giusto per il Paese e dice no a quello che è sbagliato, chiunque lo proponga.
Non è equidistanza. È l'unico modo serio di fare politica quando le curve urlano e ci dividono sempre di più.
@gianluwaterpolo@carmelopalma@lucatelese@corradoformigli Ma scherzi ! Il fiore all’occhiello dell’ipocrisia dei 5stalle non si può toccare , anzi va difeso con tutta la forza della mistificazione di cui sono capaci questi quattro scappati di casa
@AlessiaMorani@RealPolitikR4 Siete tutti imbarazzanti , basta sentirvi parlare! Non c’è mai stata tale ignoranza e approssimazione. Quindi al posto suo non mi esaltarei troppo perché il quadro è desolante . Politica come ascensore sociale di mediocri senza nè arte né parte che trovano di che vivere.
«VE LA SPIEGO IO LA VERA DIFFERENZA TRA GIORGIA MELONI E SILVIA SALIS
Giorgia #Meloni è partita da sotto zero.
Ha iniziato a fare politica a 15 anni e da allora ha passato trent’anni tra sezioni, piazze, congressi, studio, sconfitte e una gavetta infinita.
A 27 anni guidava il movimento giovanile della destra, in un mondo nel quale per una donna arrivare al vertice non era affatto scontato.
A 31 anni è diventata il ministro più giovane della storia della Repubblica.
Poi ha avuto il coraggio di ripartire ancora da zero.
Ha fondato Fratelli d’Italia praticamente senza nulla, quando valeva meno del 2% e lo ha portato, centimetro dopo centimetro, a diventare il primo partito italiano.
Fino a scrivere la storia.
La prima donna Presidente del Consiglio d’Italia e oggi una protagonista della politica europea e internazionale.
Dall’altra parte c’è Silvia #Salis, sindaca di Genova da poco più di un anno.
E in poco più di un anno è già arrivato praticamente tutto.
Le copertine di Vanity Fair, i servizi fotografici, le interviste, un libro e Matteo Renzi che la sponsorizza come possibile nuovo volto del centrosinistra.
Ed è proprio qui che la differenza diventa enorme. Da una parte una donna che ha impiegato trent’anni per conquistarsi ogni centimetro della propria storia politica. Dall’altra una sindaca da sedici mesi già proiettata sulla scena nazionale.
Ma c’è soprattutto un paradosso incredibile.
Per una vita la sinistra ci ha spiegato, giustamente, che una donna non deve essere giudicata per la bellezza, il fisico, i vestiti o la propria immagine.
Adesso, invece, una parte del racconto intorno a Silvia Salis insiste proprio sull’immagine, sullo stile, sulle fotografie e sulle copertine, fino a presentarla come possibile antagonista di Giorgia Meloni.
E allora il confronto facciamolo davvero, sulla storia politica, sull’esperienza e sulla competenza.
Sedici mesi da sindaca da una parte.
Trent’anni di gavetta dall’altra, fino a diventare la prima donna Presidente del Consiglio nella storia d’Italia.
Le copertine possono costruire un personaggio in un giorno.
Una storia politica no.
Quella non si fotografa. Si conquista.»
(cit. Marco Squarta > https://t.co/tC2YfDVfku)