Michael Olise dal Crystal Palace al Bayern Monaco: 53 mln di euro
Desire Doué dal Rennes al Psg: 50 mln di euro
Bradley Barcola dal Lione al Psg: 45 mln di euro
Arda Guler dal Fenerbahce al Real Madrid: 20 mln + 10 di bonus
Tipologia di giocatori (in affari non tra big) su cui mettere la fiches pesante (pagati tanto ma neanche tantissimo i primi). Con tutto il rispetto per Manu Kone o Palestra
Prendiamo il #Rugby, che è uno sport di squadra e professionistico: dopo l’impresa di Grenoble ci invitarono nel Sei Nazioni. Avevamo una squadra con molti oriundi, qualche talento locale, zero esperienza internazionale. Avevamo almeno vent’anni di ritardo da recuperare rispetto a squadre che nel frattempo miglioravano a ritmo serrato - dopo il passaggio al professionismo - con federazioni più ricche, più grandi e una cultura di staff tecnici radicata da secoli - i britannici e i celtici, per non parlare dell’emisfero sud - o comunque in pieno sviluppo da decenni come i francesi.
Ci siamo messi là, con pazienza e pochi soldi, partendo da un paio di generazioni di giocatori forti ma inesperti e da un movimento piccolo e quasi tutto concentrato nel nordest. Un passo alla volta, tante sberle, tante partite perse perché al 60esimo finiva la benzina, ma anche momenti che chi segue il rugby ricorda con amore - la prima volta nel Sei Nazioni, la prima vittoria in trasferta, la prima volta in cui abbiamo battuto l’Irlanda, la Francia, la Scozia.
Dopo vent’anni abbiamo un’accademia nazionale che sforna talenti, due franchigie nel campionato con celtici e sudafricani, nazionali ambiti dalle squadre di club più forti del mondo, oltre 100mila tesserati (più di gallesi e scozzesi, ma un quinto dei francesi e meno di un terzo degli inglesi). E siamo stabilmente al mondiale, con una squadra in grado di battere chiunque in una partita secca - Inghilterra, Australia, Sudafrica, Francia - e che batte regolarmente le nazionali del Tier 2 (Giappone, Samoa, Fiji, Georgia e compagnia). E un’U20 che continua a sfornare giocatori pronti o quasi pronti per l’Alto livello.
Per riuscirci siamo passati dal gioco chiuso fondato solo sulla mischia a un gioco bello e veloce, costruito, alla mano come fanno i francesi, migliorando in difesa, nella tecnica e nei punti d’incontro, incrementando la tenuta atletica… creando un gioco veramente “italiano” cioè adatto alle nostre caratteristiche ma moderno, veloce, a volte anche sorprendente.
E senza una polemica arbitrale.
I modelli positivi ci sono.
Basta volerli applicare.
#BosniaItalia
Più passano i minuti, più benedico il regalo di La Penna. È una vera benedizione di come l'errore, macroscopico che sia,metta in luce, per l'ennesima volta, l'ipocrisia italiana.Scorsa settimana si applaudiva una simulazione decisiva al 94°, oggi si invoca l'esilio di Bastoni 😍