Il procuratore federale Palazzi ha reso note le motivazioni della sentenza per i fatti del 2006, per i quali tutti gli imputati sono stati assolti. Particolarmente duro il giudizio nei confronti dei nerazzurri ("condotte finalizzate ad assicurare un vantaggio in classifica").
@FIGC Che figura,che scandalo nei confronti del calcio europeo e mondiale.Lo specchio di un paese incapace di rinnovarsi. Una consorteria di cariatidi tutti legati da una sete di potere che si concretizza nell'attaccamento alla poltrona. Senza pudore, la vergogna è solo la nostra.
Volete farmi credere che Malagò non aveva requisiti per Presidenza FIGC e l'uffucio che ha validato la conformità è quello di Viglione che aveva l'accordo con Marotta&Malagò per diventare Segreterio Generale?
Lo stesso Viglione che faceva pressione su Rocchi?
Non ci crederò MAI!
Without Calciopoli in 2006, Inter's last three won Scudetti would be in 1989, 1980 and 1971. Crazy stat.
Generational losers who could win only if they are favoured by the whole country.
LADRI DAL MILANO 🐀
⚫️🔵 #Ferdico, il pentito, tratta la cessione di biglietti con l'allenatore dell'Inter #Inzaghi, richiedendogliene un numero cospicuo.
⚫️🔵 Più biglietti, più business, maggior apporto della tifoseria.
⚫️🔵 Inzaghi pressa a suo dire la società per assicurarsi maggior supporto della Curva.
🚨 #Report, con il suo conduttore, ha trattato questo attuale tema.
🚨 #Report, oggi senza conduttore, tratta temi anacronistico e volti a spostare il Focus.
Si sbaglia io non sono arrabbiata ma sono delusa, rammaricata nel constatare che ad un episodio come quello di domenica dove, 200 tifosi si sono girati di spalle a fronte di altri 40000 che hanno osservato il minuto di silenzio, si sia dato così ampio risalto. Più di 7 milioni di tifosi juventini che non c'entrano proprio nulla,si sono sentiti offesi da personaggi che non hanno nessuna superiorità morale per poter sputare sentenze. Se per i recenti episodi relativi all'infiltrazione mafiosa all'interno di una tifoseria dove dirigenti della società fanno allegramente foto con assassini 'ndraghetisti, ai suoi bilanci e a tutto quello che sul campo accade da tempo rimanendo impuniti, ci fosse la stessa misura di giudizio, di voglia di giustizia di obbiettività e onestà intellettuale le assicuro che gesti come quelli di domenica magari non ne capiterebbero più. Io lo sport l'ho sempre vissuto con gioia come mi ha insegnato mio padre, sempre rifuggita la violenza di ogni tipo e quando Agnelli denunciò infiltrazioni mafiose nella curva juventina sono stata orgogliosa del mio presidente. Non confonda voglia di giustizia con amarezza e stanchezza per uno sport che in Italia sta calpestando i suoi valori per far contenti ambienti specifici. Non si può odiare chi non si ama al massimo le si può augurare ciò che merita.
Non sopporto nessun tipo di ipocrisia i tifosi juventini sono stanchi dei soliti pesi e due misure. Ma anche basta a portare avanti questa polemica perché se va avanti è anche per gente come lei. Basta a buttare la croce sopra gente che non ama le finzioni e le ipocrisie ognuno ha il diritto di comportarsi come sente e non essere costretti a comando a commemorare una persona di cui non si ha stima, come nella vita di tutti i giorni! Io personalmente non mi sarei girata, e avrei sopportato il minuto di silenzio con indifferenza assoluta verso Mazzola, ma non mi sento di condannare le persone che hanno deciso di assumere questo comportamento perché li capisco. Se non volete che ciò accada allo stadium fate sì che nessun interista venga commemorato in casa nostra. La sceneggiata del 2006 è una macchia indelebile per il calcio italiano e per tutti i tifosi juventini. Ora basta!
@Corriere Sospesi tra l'incompetenza e la malafede. In ogni caso una fine ingloriosa per quello che era il quotidiano di riferimento per l'informazione in Italia. Era
Charlotte Matteini, giornalista specializzata in inchieste sul mondo del lavoro, ha ripreso l'annuncio e ne ha parlato sul suo canale Youtube.
Grazie a tutti quello che hanno fatto girare il video e messo un like. (240.000 views e 6.700 likes)
https://t.co/j2lEo2AeEw
RISPETTATELE VOI LE SENTENZE
Prendo spunto dall'ennesima
risposta ad un mio post del tipico tifoso romanista anti-juventino, (a cui poi risponderò), per mettere una volta per tutte le cose in chiaro.
È arrivato il momento di rendere giustizia e smontare, dati alla mano, lo stucchevole pregiudizio alimentato da decenni di detrattori che, passando di generazione in generazione, hanno preferito credere alla favola della Juventus che “ruba” piuttosto che arrendersi alla realtà: i nostri 38 titoli sono stati vinti sul campo con immensi campioni e in modo assolutamente regolare.
Il mondo anti-juventino si riempie spesso la bocca con la frase “le sentenze vanno rispettate” peccato che siano i primi poi a non farlo, ignorando ciò che i giudici hanno realmente messo nero su bianco. Rispettare le sentenze significa accettare i verdetti nella loro interezza, non solo nelle parti che fanno comodo alla propria frustrazione sportiva.
Prendiamo il caso Calciopoli. Nelle motivazioni ufficiali della Cassazione e nelle sentenze civili definitive emerge una verità storica incontrovertibile: risulta che nessuna gara è stata alterata, i campionati regolari e nessun arbitro è stato condannato per aver truccato partite a favore della Juventus. Chi continua a insinuare il contrario sta semplicemente negando la realtà dei fatti giudiziari.
In questo scenario, Luciano Moggi ha pagato un prezzo altissimo. Parliamo di un uomo che conosceva il calcio come pochi e sapeva fare magistralmente il suo lavoro, al punto che nell'ambiente tutti pendevano dalle sue labbra. Questo enorme potere lo ha portato a peccare di superbia, al punto da considerarsi un semidio infallibile, un intoccabile al di sopra di tutto. Voleva farsi rispettare e parlava con i designatori arbitrali esattamente come facevano i dirigenti di tutte le altre squadre.
A livello telefonico non è mai stata trovata una sola intercettazione in cui Moggi parlava con gli arbitri; tuttavia, sul terreno di gioco sapeva farsi rispettare eccome, anche a costo di alimentare miti falsi come il caso di Paparesta. Quella della chiusura a chiave negli spogliatoi di Reggio Calabria è rimasta una pura leggenda metropolitana smentita dai fatti e dai tribunali. Moggi non ha mai fatto o chiesto favori specifici per la Juventus come invece hanno fatto o chiesto altri. E, in tutto questo, la Juventus come società non c'entrava assolutamente nulla e l’allora inesperto Elkann trovò la scusa perfetta per epurare lui e Giraudo, colpevoli di essersi praticamente sostituiti alla proprietà, scavalcando quella tradizionale compostezza e quell'aristocratico rigore che avevano sempre contraddistinto lo stile della Juventus.
Quella fu poi una pagina di giustizia sportiva parziale e frettolosa, scritta per liquidare la Juventus il prima possibile. Non è una difesa di parte, lo dicono le parole storiche di Piero Sandulli (all'epoca presidente della Corte Federale della FIGC), il quale ammise apertamente che i giudici si trovarono a dover inventare una fattispecie di illecito strutturato per poter sanzionare la società, spinti dall'esigenza di "accontentare un pubblico che aspettava solo la condanna", assecondando quel sentimento popolare che con il diritto non ha nulla a che fare.
E la storia si è ripetuta recentemente con il caso plusvalenze, dove la Juventus unica a pagare con una penalizzazione grottesca, in un sistema in cui tutti facevano la stessa cosa. Un accanimento mirato a colpire e isolare Andrea Agnelli, l'unico presidente visionario che ha avuto il coraggio di sfidare lo status quo e i poteri forti del calcio europeo. La sua colpa? Aver cercato di salvare il sistema calcio dal declino e dallo strapotere economico del campionato inglese, anticipando dinamiche che oggi sono sotto gli occhi di tutti.
Quindi, la prossima volta che partono le solite accuse da bar, ricordatevi di studiare le carte. Smettetela di insinuare e, se davvero ci tenete alla legalità, iniziate voi a rispettare le sentenze.
Pessima figura del napoletano Massimo D'Alessandro al Processo del Lunedì di Lunedì 24 Agosto, per difendere il fallo non fischiato di De Bruyne che è valso il gol al Napoli e poi riferirsi al famoso fallo di Pjanic nel 2018 con Francesco Oppini che gliene dice di tutti i colori.
@SkySport E si comincia alla grande, silenziata arbitropoli si può ricominciare con i favori prointer. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma🤮