Frida Kahlo disse a suo marito Diego:
“Non ti chiedo di darmi un bacio.
Non chiedermi scusa
quando penso che tu abbia sbagliato.
Non ti chiederò nemmeno di abbracciarmi quando ne ho più bisogno,
non ti chiedo di dirmi quanto sono bella,
anche se è una bugia,
né di scrivermi niente di bello.
Non ti chiederò nemmeno di chiamarmi
per dirmi com'è andata la giornata,
né di dirmi che ti manco.
Non ti chiederò di ringraziarmi
per tutto quello che faccio per te,
né che ti preoccupi per me
quando i miei animi sono a terra,
e ovviamente, non ti chiederò
di appoggiarmi nelle mie decisioni.
Non ti chiederò nemmeno di ascoltarmi quando ho mille storie da raccontarti.
Non ti chiederò di fare niente, nemmeno di stare al mio fianco per sempre.
Perché se devo chiedertelo, non lo voglio più."
- Frida Kahlo
Frida Kahlo, Diego y yo
#DBArte #BaroArte #arte #art #cultura
In una lettera datata 30 maggio 1943 Cesare Pavese scrisse a Fernanda Pivano queste meravigliose parole:
Cara Fern,
la Sua lettera mi ha molto commosso e se potessi prenderei subito il treno per provarLe che non è vero che la circondi il gelo e l'ostilità. Ma non capisco perché si trovi tanto male proprio adesso che sa che sa di poter lavorare nove ore al giorno e quindi pressoché mantenersi. Non ha sempre aspirato all'indipendenza? A meno che Le succeda come a tutti: una volta ottenutala, non sa più che farne. Si ritorna cioè a quanto Le ho sempre consigliato: si faccia una vita interiore - di studio, di affetti, d'interessi umani che non siano soltanto di «arrivare», ma di «essere» - e vedrà che la vita avrà un significato. Io non ho potuto muovermi anche perché abbiamo avuto i questurini in casa per parecchio tempo - una nostra impiegata è stata arrestata¹ - e s'immagini le grane.
Cara Fern, la solitudine che Lei sente, si cura in un solo modo, andando verso la gente e «donando» invece di «ricevere». (È la solita sacrosanta predica). Non che io aneli di essere quello a cui Lei dovrebbe donare - tanto più che i doni che Lei potrebbe farmi non sarebbero ancora la soluzione ma aumenterebbero il pasticcio. Si tratta di un problema morale prima che sociale e Lei deve imparare a lavorare, a esistere, non solo per sé ma anche per qualche altro, per gli altri.
Fin che uno dice «sono solo», sono «estraneo e sconosciuto», «sento il gelo», starà sempre peggio. E' solo chi vuole esserlo, se ne ricordi bene. Per vivere una vita piena e ricca bisogna andare verso gli altri, bisogna umiliarsi e servire. E questo è tutto.
La nostra posizione qui è molto precaria. Il padrone ogni tanto fa progetti per riportare la baracca in Piemonte - che non mi dispiacerebbe. Ma intanto - tira e molla - non faccio più niente e non ho più pace. La smetta con quella stupida storia dell'assegno. Pensi piuttosto a tradurre l'Addio, e con l'assegno si comperi un monopattino.
Coraggio e arrivederci.
Cesare Pavese
Verrà verrà il Sanremo direzione artistica Caterina Caselli, co-conduzione Fiorella Mannoia, cinque maschi distinti, uno a sera, con tre cambi d'abito a leggere cartoncini e monologhi, un mazzo di fiori e via.
Ho capito che nella vita devi incontrare chi ha gli abbracci su misura per te.
Un abbraccio deve essere come una coperta, che ti avvolge.
È una cosa da professionisti, tu devi starci comoda, poter appoggiare la testa e non deve essere troppo stretto.
Gli abbracci sono cose serie.
poi non capisco perché il ministero del merito - ottima idea - debba essere pensato solo per giovani e non anche per chi lavora dalla mattina alla sera e si sveglia alle sette meno un quarto
Il funerale che avrebbe dovuto occupare tutto lo spazio mediatico possibile era quello di Mahsa Amini, uccisa dalla poliza in Iran per avere indossato male il velo.
Fuubutsushi
composto dai kanji di “vento”, “cosa” e “poesia”, consiste in tutte quelle cose, come sentimenti, elementi naturali, profumi ecc. che suscitano in noi il ricordo di una nostalgia particolare nell’aria, come ad esempio , il vento fresco o un profumo
@leparolecheamo
Il sorriso di #DavidSassoli non era mai finto, impostato o di maniera. Ma significava apertura al mondo, curiosità di guardare oltre lo steccato e passione. Che dispiacere che ci abbia lasciato così presto
Le mie lacrime, da ragazzino, leggendo su Epoca le lettere di Enzo alla dolce "Pallerina", amore di padre messo nero su bianco, mentre affrontava la Grande Ingiustizia. Oggi dolore nell'aver appreso che quella donna, quella figlia, se n'è andata prematuramente.
#SilviaTortora
Le persone migliori, qualunque opinione abbiano, qualunque sia il modo in cui usano “piuttosto che”, qualunque sentimento abbiano per chi applaude all’atterraggio, a qualunque leader o idolo siano fedeli, sono sempre quelle che non desiderano il male di qualcuno.
Mio padre è quell'uomo che stamattina mi è andato a comparare le rose in bicicletta e per non farle cadere è caduto lui
È venuto a casa mia che sanguinava dal mento e dalla mano, ma con un mega sorriso e un "tanti auguri amore mio"
Non mi amerà mai nessuno come mi ama lui.