C’è un giudice a Washington, e ha scritto 26 pagine. Richard Leon, distretto della Columbia, nominato da George W. Bush, ha stabilito ieri che le sanzioni di Donald Trump contro Francesca Albanese probabilmente violano il Primo Emendamento. “Se Albanese si fosse opposta all’azione della Cpi contro cittadini Usa e israeliani, non sarebbe stata inserita nell’elenco delle persone sanzionate”. Effetto delle misure: “punire” e “reprimere le espressioni sgradite”. La causa l’aveva intentata a febbraio il marito Massimiliano Cali.
Marco Rubio aveva firmato le sanzioni il 9 luglio 2025: ordine esecutivo 14203, accuse di “antisemitismo” e “sostegno al terrorismo”. Conseguenze: niente conto corrente neanche presso Banca Etica, niente carta di credito, contanti in tasca per affittare un’auto. Una cittadina italiana, relatrice Onu, punita per un rapporto sulle aziende che traggono profitto dall’occupazione israeliana.
Le dichiarazioni contro Francesca Albanese
Vale la pena rileggere quello che hanno detto i politici italiani in questi dieci mesi. Antonio Tajani, Roma, 18 luglio 2025: “La Albanese è stata sanzionata dagli Usa per il ruolo che svolge presso le Nazioni Unite e non in quanto cittadina italiana”. Il ministro degli Esteri scopre, per una cittadina italiana sanzionata, una cittadinanza a tempo. Monaco, 13 febbraio 2026: “Le sue dimissioni? Credo che siano inevitabili”. Inevitabili. Il giudice Leon scrive il contrario: era inevitabile riconoscere l’illegittimità della punizione.
Matteo Salvini, Dritto e Rovescio, Rete 4, 9 ottobre 2025. La definisce “pericolosa per sé e per gli altri”. Testuale: “Questa signora ha lo stipendio pagato da me, da te, da chi è in studio e da chi è a casa”. Pagella Politicacertificherà che è falso: i relatori speciali Onu lavorano gratis. E poi: “Si prenda una settimana, vada in vacanza, vada sulla Flotilla, ma non rompa le palle sulla pace!” Insulto da televisione del pomeriggio contro chi denunciava un genocidio.
I politici e i giornalisti
Sara Kelany (Fratelli d’Italia), fine luglio 2025: interrogazione al ministro Piantedosi contro l’ospitata di Albanese alla Camera. Argomento: Albanese è “già sanzionata dal segretario americano Marco Rubio con l’accusa di faziosità, antisemitismo, supporto al terrorismo”. Le sanzioni di Trump diventano titolo di credito per un’interrogazione parlamentare. Tradotto: ce lo dicono gli americani. Quelle stesse sanzioni adesso un giudice federale le dichiara probabili violazioni della Costituzione.
Ester Mieli (Fratelli d’Italia), 13 febbraio 2026: “La fake avvocato Francesca Albanese, maestra in propaganda antisemita, è inadeguata per il ruolo”. Tre invenzioni in una frase: Albanese è laureata a Pisa, master alla SOAS di Londra, dottorato a Amsterdam. Fake è l’aggettivo.
Maurizio Molinari, ex direttore di Repubblica. A RaiNews24, luglio 2025, dice davanti alle telecamere che le sanzioni colpiscono Albanese per “dubbi sui titoli di studio” e “sospetti di finanziamenti da Hamas”. L’Ordine dei giornalisti del Lazio lo censura per “accuse infondate”. L’Ordine nazionale, ad aprile 2026, annulla la sanzione. Resta agli atti che un ex direttore di quotidiano nazionale ha usato un provvedimento giudicato illegittimo da un giudice Usa per fare moral assassination in diretta Rai.
Un punto è chiaro: nessuno di loro ha contestato i fatti del rapporto. Rubio stesso non li ha contestati. Le sanzioni colpivano un’opinione documentata. Lo dice un giudice federale nominato dai repubblicani. Lo dicono 26 pagine di motivazione.
L’Italia istituzionale ha taciuto e dileggiato la cittadina italiana sanzionata. Quando il sistema giudiziario americano fa quello che il governo italiano si è rifiutato di fare, ci si chiede a cosa serva avere un ministro degli Esteri. Tajani ha detto che le dimissioni di Albanese erano inevitabili. In retrospettiva, sono altre le dimissioni che potrebbero esserlo.
(il mio articolo per @LaNotiziaTweet)
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BREAKING! US court ha suspended the US sanctions against me!
As the judge says: "Protecting the Freedom of speech is always just the public interest".
Thanks to my daughter and my husband for stepping up to defend me, and everyone who has helped so far.
Together we are One.
Per tutti quelli che: e allora il 7 Ottobre?
Anni 1971 e 1982.
Il documentario "Ghetto di Gaza: Ritratto di una famiglia palestinese", mostra i crimini israeliani a danno dei palestinesi di Gaza.
Padiglioni nazionali chiusi per protesta contro Israele alla Biennale
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My today's Substack:
How the “virtues” of neoliberal globalization paved the way to its demise
Cosmopolitanism and competition find their nemesis
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Il 45% degli italiani dichiara meno di 20 mila euro lordi l'anno e contribuisce per il 6,3% dell'Irpef totale. I dati sulle dichiarazioni dei redditi mostrano come come i redditi italiani siano molto compressi verso il basso.
Nessuno ha cacciato gli ebrei, come testimoniano le organizzazioni ebraiche Lea e Mai Indifferenti. Sono stati cacciati tifosi del genocidio, di Bibi e Trump
La storica #Ponzani dà una lezione a #LaRussa: avere nostalgie fasciste nel 2026 è sconcertante. Il problema non è cosa pensa nel salotto di casa, ma che le spara come seconda carica dello Stato. Un insulto alla Repubblica. #25Aprile#ottoemezzo
#MementoHistoria
🧐La #UE ha dato all'#Ucraina 67 miliardi nel 2022, 70 nel 2023, 80 nel 2024. Per il 2025 dati forniti in modo discontinuo e poco trasparente, a me risultano almeno 36 miliardi: probabilmente molti di più. Ed ora altri 90 miliardi...
🙄Rendiconti?
In soli 5 giorni l’Italia ha più che raddoppiato la soglia minima necessaria, passando dal 117% al 207%. Un’accelerazione straordinaria che dimostra quanto sia forte il sostegno popolare.
Non dobbiamo fermarci assolutamente.
The power of sharing online is unstoppable.
A simulation that tells us a lot
I want to share an exercise from 2002 that has a lot to do with the current war, but also shows how astute commanders didn't get the recognition they deserved.
Today, Iran doesn't operate long or medium-range radars; it keeps almost all its equipment hidden inside mountains, including its planes, while deploying missiles, drones, and a asymmetric naval force.
This is a war the U.S. doesn't know how to fight. Let me tell you a story, follow along:
The Millennium Challenge 2002 (MC02) took place from July 24 to August 15, 2002, under the U.S. Joint Forces Command. Planned over two full years, it simulated a hypothetical 2007 scenario where the U.S. invaded a Middle Eastern country, clearly inspired by Iran or Iraq.
The scale was massive: it cost $250 million and involved 13,500 personnel across 17 simulation sites and nine live locations. At the time, it was the largest and most expensive exercise in American history, designed to test the 'network-centric' warfare doctrine, featuring high-tech electronic surveillance and integrated command.
Then came the twist: the opposing force, the 'Red Team' representing a simulated Iran, was led by retired Marine Corps Lieutenant General Paul K. Van Riper, a three-star general known for his unconventional tactics and for being 'devious' - shrewd and unpredictable. He was chosen specifically for that reason: to provide a realistic challenge.
Van Riper did not disappoint. To bypass advanced U.S. electronic surveillance, he used 'old-school' asymmetric methods: motorcycle messengers for communication and World War II-style light signals, completely avoiding radars and digital systems.
This neutralized the American command and control system, which relied heavily on cutting-edge technology.
After receiving an ultimatum from the 'Blue Team' (the simulated U.S.) demanding surrender within 24 hours, Van Riper didn’t wait: he launched a devastating preemptive strike. In just 5 to 10 minutes, he used a massive salvo of cruise missiles combined with a fleet of small boats, including suicide attacks.
The result? The Red Team sank 16 Blue Team ships: one aircraft carrier, ten cruisers, and five amphibious ships.
In the real world, this would have equated to over 20,000 American military deaths, a total shock that paralyzed the exercise on the spot.
But here is the part where you’ll understand the mistakes the U.S. is making today in fighting an asymmetric war with Iran: the exercise was abruptly halted, the sunken ships were 'refloated' as if nothing had happened, and the simulation was restarted with rigged rules.
The Blue Team was given every advantage, and the Red Team was forced to follow a pre-written script with no freedom.
Van Riper was forbidden from using his clever tactics: he was ordered to turn on anti-aircraft radars just so they could be destroyed, told not to shoot at 82nd Airborne aircraft or CV-22s, and even forced to reveal his unit positions. It was essentially a staged script to guarantee an American 'victory.' Outraged, the general resigned in protest, calling the whole thing 'propaganda' and 'scripted.'"
Van Riper would be an ideal advisor for the situation in Hormuz, a situation for which I don't see even the slightest military solution.
«Noi ripudiamo il regime iraniano che reprime e uccide i propri cittadini, in particolare le donne, ma allo stesso tempo rifiutiamo questo conflitto e chiediamo una soluzione diplomatica e politica. Alcuni ci accuseranno di essere ingenui per questo, ma ingenuo è pensare che la soluzione sia la violenza, ingenuo è credere che le democrazie o il rispetto tra le nazioni nascano dalle rovine o pensare che un'obbedienza cieca e servile significhi leadership».
Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa, parlando della guerra in Iran, dopo che ieri il presidente Usa Donald Trump ha definito la Spagna un alleato "terribile" e ha minacciato di tagliare i rapporti commerciali
La notizia completa è su La Stampa
@pbecchi "Moro era preoccupato perché l'ex Dc Giovanni Galloni gli aveva confidato che i gruppi terroristici italiani erano stati infiltrati dai servizi segreti di #USA e #Israele"
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