Ma a voi pare normale che La Russa abbia nominato, insieme al presidente della Camera, come presidente di una delle principali autorità indipendenti del Paese il figlio del presidente di Alleanza Nazionale?🤔
La solidarietà non va data a #Meloni, va data agli italiani che sono stati trascinati nell'imbarazzo da una premier che politicamente si è inchinata con subalternità a un pazzo autocrate che poi l'ha pure presa a pesci in faccia. Chi se ne frega della fotografia. #Trump
Può un ginecologo essere nominato alla Corte dei Conti?
Per la Corte dei Conti no, per il governo di Giorgia Meloni, che lo ha nominato, sì!
Ma non aveva detto che era finito il tempo dell’amichettismo?
@fawollo13 A proposito dell'attualità dei Promessi Sposi mi viene da pensare alla paura di don Abbondio nei confronti del potente di turno. Cosa c'è di più attuale?
Verrà il giorno. Questo governo cadrà come cadono tutti, e quel giorno dovremo scegliere. Perdonare ancora, o fare le cose per bene.
Nel quarantacinque perdonammo. Togliatti firmò l’amnistia, credemmo di essere migliori di loro. Fu il primo errore. I nipoti di quelli che salutavano romano siedono oggi in parlamento. Hanno imparato il trucco: sorridere in tv, tenere il coltello sotto il tavolo.
Hanno provato tre volte a cambiarci la Costituzione. La prima li ha fermati la Consulta. La seconda li abbiamo fermati noi, al referendum, uno a uno davanti all’urna. La terza non hanno avuto il coraggio di portarla in aula. Volevano riportarci indietro, prima che qualcuno imbracciasse un fucile in montagna. Ci riproveranno.
Quando cadranno, non basterà mandarli a casa. Si smonta la macchina.
Si comincia dai palazzi. Il cognato a dirigere l’agenzia senza saper leggere un bilancio. La cugina nel cda che in ufficio non c’è mai entrata. L’amico del sottosegretario in Rai, a decidere cosa puoi guardare la sera. Fuori. Uno per uno, cartone in mano, la faccia di chi non se lo aspettava. Chi ha rubato restituisce e risponde davanti a un giudice. Un euro rubato è pane tolto a un bambino, medicine tolte a un vecchio.
I palazzi hanno una stampella, ed è fatta di carta stampata. Non tutti i giornali, non sempre. Alcuni sappiamo quali sono. Prendono finanziamenti pubblici e pubblicità di Stato, e ogni mattina a pagina tre chiamano patrioti i razzisti, buonisti quelli che hanno ancora un cuore. Si chiudono i rubinetti. Se hanno lettori, camperanno sul mercato. Vediamo.
Poi le leggi. Chi alza il braccio in piazza entra in un’aula di tribunale. Chi scrive negro su un muro entra in un’aula di tribunale. Chi mena un ragazzo perché ne bacia un altro entra in un’aula di tribunale. Chi rimpiange il duce nel duemilaventisei non ha diritto a un microfono. Chi evade, dalla multinazionale con la sede a Dublino all’idraulico sotto casa che ti fa lo sconto senza ricevuta, deve scoprire che non conviene più. Sveglio alle tre di notte con la paura addosso.
Berlinguer la chiamava questione morale. Oggi nessuno la nomina più. Certe cose non si fanno. Non perché lo vieta un codice. Perché lo vieta qualcosa dentro.
L’Italia è malata da cent’anni. Ha dentro una cosa nera che nessuno ha voluto togliere fino in fondo. Ogni generazione la trova lì, cambia nome, si mette la giacca nuova, parla di famiglia, di patria, di tradizione, e torna a mordere i deboli. Le cancrene si tagliano. Si taglia finché il sangue non esce pulito. Fa male, si urla.
Il giorno verrà. Ottant’anni fa abbiamo avuto pietà, e la pietà ci ha riportati qui.
Questa volta no.