[3/3] L'ho raccontata attraverso le voci del responsabile dell'Oasi Giosuè Cuccurullo e della volontaria Sara D'Annunzio. Il reportage si legge qui:
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[1/3] «Mi hanno insegnato che Bibione è nata nel 1966: la valle rivela che la sua storia inizia nel 100 d.C.». Per Storie di chi, ho visitato l’Oasi Val Grande di Bibione: 370 ettari di dune millenarie, leccete e passerelle sull'acqua, inaccessibile per decenni e oggi riaperta.
[2/3] Un luogo che, dai resti di una villa romana ad ambienti immutati nel tempo, custodisce una storia finora sconosciuta, offrendo un modello che valorizza il territorio e il turismo lento.
[1/4] «È un’arte che mette insieme architettura, scultura, artigianato e musica, in un’opera di ingegneria. Tutto racchiuso in un unico manufatto, immaginato per durare nei secoli».
[3/4] Monumenti sonori di tastiere, valvole, pedali, migliaia di canne e mantici, costruiti e installati da tre generazioni in chiese e sale da concerto di tutto il mondo – con una produzione artigianale in ogni componente.
Uno scatto imperfetto, in cui ritrovare il ricordo di una lacrima: per Rockit, la fotografa Maria Laura Arturi racconta questo suo scatto a Dave Gahan dei Depeche Mode.
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[1/4] «Il valore più profondo di questi spartiti è che ci collegano a come le canzoni circolavano fino a non molti decenni fa. Approfondire la storia della loro produzione permette di capire meglio il rapporto anche fisico che abbiamo con la musica».
[3/4] Una collezione che racconta l'evoluzione di uno strumento centrale nella diffusione della canzone italiana, custodendo la storia della famiglia e dell'azienda che, dal 1930 al 2007, resero le musiche di autori e musicisti fruibili a tutti e facili da suonare.
«Mentre scattavo, ebbi chiara una sensazione: che quella sicurezza derivasse dalla certezza del proprio talento»: per la rubrica Dentro ai tuoi occhi che curo per Rockit, la fotografa Silvia Lelli racconta questo suo scatto al coreografo Merce Cunningham.
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Nel centenario dalla nascita di Piero Umiliani, ho intervistato Elisabetta e Alessandra Umiliani, curatrici del catalogo del padre, per celebrare un Maestro del suono che invita ancora a immaginare mondi esotici, dimensioni sconosciute, suoni nuovi.
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Per Rockit ho visitato lo stabilimento di Dogal, fabbrica veneziana di corde musicali che, dal 1950, fa suonare strumenti in tutto il mondo – da violini e viole del Gran Teatro La Fenice a chitarre elettriche e bassi, fino a sitar, charango e cavaquinho.
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Sul palco come cantante, musicista, compositrice: per Rockit, la fotografa Fabiana Amato racconta la storia di questo suo scatto a Saya Gray.
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Uno scatto nato continuando a guardare, aspettare, rispettare: per la rubrica Dentro ai tuoi occhi che curo per Rockit, il fotografo Giuseppe Craca racconta la storia di questo suo scatto a Prince.
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[1/4] «All’inizio, ero un po’ intimorita. Invece, le uniche cose che ho visto sono state gioia, senso di appartenenza e tante risate. Mi accorsi che nessuno documentava quei momenti e iniziai a scattare: l’ho fatto con l’intenzione di avere un archivio a cui poter ritornare».
[3/4] Un corpus di oltre 1400 scatti, raccolti in Identità Veneta: una narrazione visiva della comunità giovanile alternativa in Veneto e delle pratiche con cui crea spazi di espressione sicuri e si riappropria dello spazio urbano, dando dimensione alla propria voce.