Darmian: "Dopo sei anni vissuti intensamente, trovare le parole giuste non è semplice.
Sei anni volati in un attimo, perché quando indossi una maglia con il cuore il tempo non si conta in stagioni, ma in emozioni, sacrifici, vittorie, cadute e persone che diventano famiglia e parte di ciò che sei.
Con il cuore pieno di orgoglio e gratitudine per questi colori, ringrazio la Società, lo staff, i compagni e tutte le persone che mi sono state accanto in questo percorso straordinario.
Un grazie va anche a voi tifosi, che mi avete sempre sostenuto e fatto sentire uno di voi. Il vostro affetto è stato un privilegio e lo porterò sempre con me.
Le strade si dividono, ma ci sono legami che non finiranno mai, perché ci sono squadre che smettono di essere solo una maglia e diventano casa. 🖤💙
Grazie di tutto!
Matteo Darmian"
Sommer: "Dopo tre stagioni indimenticabili, piene di sfide, crescita e passione, è arrivato il momento di aprire un nuovo capitolo. Tre stagioni, quattro trofei e ricordi che porterò con me per sempre. Fin dal primo giorno ho sentito l’incredibile calore e il sostegno degli interisti. Sarò sempre grato per l’affetto che avete dimostrato a me e alla mia famiglia. Grazie a tutte le persone con cui ho avuto il privilegio di lavorare durante questi anni straordinari.
Grazie di cuore. Forza Inter. 🖤💙"
Il giorno in cui il calcio scoprì che si poteva segnare un rigore... senza calciare in porta. 🤯🇳🇱
C’è un aneddoto del 1982 che fotografa alla perfezione la filosofia del calcio semplice del “Profeta” Johan Cruijff rivoluzionaria e provocatoria.
In una partita contro l'Helmond Sport, Cruijff si presenta sul dischetto del rigore.
Il portiere si prepara al tiro, il pubblico trattiene il respiro.
Ma Johan fa qualcosa che nessuno allo stadio ha mai visto prima.
Invece di tirare, appoggia morbidamente la palla di lato. Il suo compagno Jesper Olsen scatta in avanti, attira il portiere fuori dai pali e gli restituisce il pallone.
Cruijff, con un sorriso beffardo, deve solo spingere la sfera nella porta completamente vuota. 🎯🧠
Gli avversari protestano infuriati, l'arbitro convalida, lo stadio esplode in un misto di incredulità e ammirazione.
Era nato il rigore di seconda, la dimostrazione geometrica che il calcio è prima di tutto un gioco di spazio, tempo e astuzia.
A chi gli dava del folle o diceva che si correva troppo a quei ritmi, lui rispondeva:
"I calciatori corrono troppo perché non sanno dove posizionarsi.
Il pallone è uno solo, quindi deve correre lui, non tu".
Un genio totale che non ha solo vinto tre Palloni d'Oro, ma ha riscritto le regole del gioco per le generazioni a venire. 👑
#JohanCruyff #KickOff #FootballStories #Legends #RetroFootball #Genius
@Moho_Football
Adesso anche basta!!!
Marco Travaglio e la redazione del Fango quotidiano non sono gli ideologi del campo largo, non hanno nessun diritto di veto . Sono una banda di squallidi personaggi che vivono alle spalle della politica e nel
fango ci sguazzano.
„Gdyby Kamala Harris została prezydentką USA, Trump byłby w więzieniu, Cieśnina Ormuz byłaby otwarta, Ukraina byłaby zwycięska, benzyna kosztowałaby mniej niż 3 dolary za galon, a USA NADAL byłyby szanowane i wspierane na całym świecie!”
Trudno się nie zgodzić z Matthew McConaughey…
Maja Chwalinska has changed her life at this year’s Roland Garros.
Her total career earnings before Roland Garros:
$864,030.
What she’s earned at this tournament:
$1,624,000.
Because the players don’t get the money til after the tournament, she was worried she wouldn’t be able to cover her costs for a hotel as she went further and further in the draw.
Polish company OSHEE had to step in and pay for the rest of her hotel fees.
It’s nothing short of heartwarming to see this happening to such a humble person who has overcome her share of struggles.
She overcame a battle with depression and stopped playing tennis entirely for a period to take care of her mental health.
She wasn’t sure if she’d ever come back to this sport.
Absolutely unreal story. 🥹
🇵🇱❤️
«L’Ucraina ha il miglior esercito d'Europa, migliore di qualsiasi membro NATO lì, eccetto gli Stati Uniti. E gli ucraini sono un esempio morale per il mondo. Un popolo libero, in gran parte abbandonato, ha affrontato uno degli eserciti più grandi e ha rifiutato di arrendersi. Il Congresso americano dovrebbe essere sfacciatamente a favore dell’Ucraina, è una tragedia che gli Stati Uniti non stiano facendo di più». (John Bolton, ex consigliere per la sicurezza nazionale USA)
«“Non mi sento bene… devo vomitare.”
E in quel momento si è fermato tutto.
Il tennis.
Il risultato.
La partita.
Perché davanti a noi non c’era più il numero uno al mondo.
C’era solo un ragazzo stremato, piegato dalla fatica, che stava cercando disperatamente di restare in piedi.
Jannik Sinner oggi ha perso.
Ma chi lo critica non ha capito cosa significhi amare davvero lo sport.
Perché ci sono giorni in cui vincere o perdere non conta più niente.
Conta solo il cuore che metti mentre stai crollando.
Era avanti di due set.
Aveva il match in mano.
Poi il caldo infernale, il malore, le gambe che non rispondevano più, il volto sempre più spento.
Eppure lui continuava a guardare dall’altra parte della rete. Continuava a provarci. Continuava a lottare contro qualcosa di molto più grande di un avversario.
Ed è devastante vedere un ragazzo di 23 anni soffrire così davanti al mondo intero.
Fa male.
Fa malissimo.
Perché Jannik non è soltanto un campione.
È uno di quei ragazzi che ti fanno sentire orgoglioso di essere italiano.
Uno che non urla.
Non cerca scuse.
Non recita.
Non costruisce personaggi.
Lui lavora.
Soffre.
Combatte.
Sempre.
E mentre il suo corpo stava cedendo, sul 5-1 per Cerundolo nel quarto set, Simone Vagnozzi gli ha detto:
“Rilassati, inizia a pensare al quinto.”
Capite cosa significa?
Che anche in mezzo all’inferno loro continuavano a crederci.
Che anche quando il fisico era distrutto, il cuore non aveva ancora smesso di combattere.
Ed è questa la vera grandezza di Jannik Sinner.
Non i trofei.
Non i record.
Non il numero uno.
La sua anima.
Per questo un ragazzo così non può essere criticato. Mai.
Perché prima dei titoli c’è l’essere umano.
E oggi abbiamo visto un ragazzo dare tutto sé stesso fino all’ultima forza rimasta.
Ci sono sconfitte che fanno rumore.
E poi ci sono sconfitte che fanno piangere.
Quella di oggi lascia un vuoto dentro, perché nessuno vuole vedere il proprio campione soffrire così.
Ma allo stesso tempo ci ricorda perché lo amiamo tanto.
Perché Jannik non ci ha regalato solo vittorie.
Ci ha regalato emozioni vere.
Orgoglio.
Dignità.
Esempio.
E anche oggi, nel giorno della sconfitta, ci ha insegnato cosa significa non mollare mai.
Forza Jannik.
Non devi dimostrare niente a nessuno.
Per noi resterai sempre il nostro orgoglio più grande.»
[> https://t.co/WObwOEC4Oh]
Ricapitolando:
- un anno a disegnare le 5 pere
- due settimane a parlare di Calciopoli
- una settimana a parlare della quantità di persone nelle piazze
- Conte dimesso
- Juve e Milan quinta e sesto
- Scudetto e coppa Italia
Like se godi, RT se spruzzi
A proposito di scontri diretti, l’Inter con le squadre arrivate in Champions ha fatto 4 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta. Abbiamo perso qualche partita di troppo invece con le piccole
🎙️ Cristian Chivu on Andy Diouf:
"He has a great future, he deserved a performance like this. He's improved a lot, maybe playing wider is better for his skillset. He can score, he can take players on one-v-one, he's fast and can turn well.
But he's the same as he was months ago, when people were criticizing him. He still has a long way to go, but he has showed that he's #Inter quality." @Inter_TV