Los palestinos admiten que irán a por los cristianos una vez que hayan terminado con los judíos.
«Cazaremos a judíos y cristianos hasta los confines de la tierra, matándolos hasta el último».
Este es el culto a la muerte contra el que lucha Israel.
Sui social si stanno moltiplicando le richieste, da parte di ragazzi italiani o europei musulmani, di non pubblicare musica e di non possedere cani. Ci viene suggerito che il cane non farebbe accedere in casa nostra le benedizioni e, per quanto riguarda la musica, ci viene detto che questa non sarebbe gradita ad allah. Ma una cosa che colpisce, tra le argomentazioni portate, è quella del rispetto: "Se tu non credi a questo, comunque fallo per la gente come me, e cerca di evitare".
Non è un ordine, un divieto, una minaccia. È una richiesta gentile, quasi supplichevole. E proprio per questo è più efficace, più insidiosa, più difficile da respingere.
Questo si unisce ad altre osservazioni che stanno arrivando. Davide Piccardo, uno degli esponenti di spicco della comunità islamica in Italia, ha affermato che per lui vedere una donna con i capelli al vento è un problema, che lo imbarazza. Sarebbe come vedere una donna a seno scoperto. Non chiede a tutte di indossare il velo, ma parla del disagio che gli provoca il non indossarlo. Non una imposizione, ma una confessione di disagio. E io conosco bene come funziona una certa area – vedi, per esempio, Boldrini – e quindi so che in molti si porranno il problema. Si chiederanno: "E se davvero gli crea disagio? Forse dovremmo fare qualcosa, forse dovremmo adattarci, dovremmo essere più rispettosi".
Ecco, credo che qui si possa citare Oscar Wilde, che in De Profundis parlava della violenza del più debole sul più forte. E noi potremmo parlare di manipolazione. Perché, con la gentilezza – o comunque facendolo passare per un disagio personale – si pone una richiesta che limita te, ma in modo che a te sembri una piccola rinuncia, quasi un atto di cortesia. "Tanto, cosa vuoi che sia non mettere quella canzone?", "Tanto, cosa vuoi che sia coprirsi i capelli?", "Tanto, cosa vuoi che sia non avere un cane?".
Ma, come notate, sono già cumulative. Niente musica, niente capelli nudi, niente cani. Un'elisione progressiva della libertà, senza che tu te ne renda conto. Una sottrazione graduale che, passo dopo passo, riscrive le regole della convivenza. Prima la musica, poi il cane, poi i capelli, poi il modo di vestire, poi il modo di parlare, poi il modo di pensare. E ogni passo è giustificato da un appello alla sensibilità, al rispetto, alla convivenza.
Come la rana nell'acqua che si scalda: non si accorge del pericolo finché non è troppo tardi. Perché l'acqua non diventa bollente all'improvviso: si scalda lentamente, e la rana si abitua, si adatta, fino a quando non viene bollita viva.
Ecco, questo è il pericolo che si nasconde dietro queste richieste. Non sono atti isolati, non sono espressioni di sensibilità individuale: sono tasselli di una tendenza più ampia, che mira a normalizzare una visione del mondo in cui la libertà degli altri è subordinata al disagio di alcuni. In cui la convivenza non è più un equilibrio tra diritti, ma una progressiva rinuncia dei primi ai secondi. In cui il rispetto diventa un'arma, e il disagio una leva.
E noi ci ritroviamo a rinunciare pezzo dopo pezzo, convinti di fare un favore, mentre invece stiamo cedendo un pezzo della nostra libertà. Finché un giorno, aprendo la finestra, scopriremo che l'aria non è più la stessa. E forse, a quel punto, sarà troppo tardi per accorgersene.
Terroristas islámicos asesinaron a niños yazidíes delante de sus madres.
Violaban a las madres y las dejaban morir de hambre durante días, luego mataban a los niños, cocinaban sus cuerpos y servían la carne con arroz para que las madres, sin saberlo, se comieran a sus propios hijos.
La mayoría de las mujeres se suicidaron al enterarse.
Todo el mundo musulmán sabía lo que estaba pasando, ¡pero ni un solo activista musulmán o palestino protestó por los yazidíes!
Vía @realMaalouf
🔴Esempio classico della mentalità africana🔴
Africani che distruggono le infrastrutture statali in pieno giorno solo per estrarre barre di ferro come rottami metallici
Stanno distruggendo un bene pubblico dal valore per estrarre barre di ferro grezzo, sufficienti, nella migliore delle ipotesi, per comprare un solo pasto.
Non c'è paura delle conseguenze, zero regole‼️
Qui non ci sono i fantasmi del colonialismo ‼️
Qui i cattivi bianchi non c’entrano‼️
Sono loro stessi a farlo‼️
Non puoi incolpare imperialisti esterni quando i tuoi stessi cittadini trattano la proprietà pubblica come un deposito di rottami a disposizione di tutti‼️
Questo comportamento rivela una mentalità intrappolata in una matrice di sopravvivenza primitiva.
ED È PROPRIO QUELLO CHE STIAMO IMPORTANDO ‼️