Per fare i bidelli bisogna non avere condanne e tantomeno procedimenti penali in corso.
Nel nostro Parlamento ci sono oltre cento persone che non potrebbero fare i bidelli, ma possono fare i parlamentari, i ministri e i vice ministri.
E votano SI logicamente.
È tutto.
Ennio Morricone opened the gates to heaven when he wrote this music. This young girl now walks through them. So very sad to learn of Patricia Janečková's passing at age 25!
I giudici non impediscono di governare.
I giudici impediscono a chi governa di essere al di sopra della legge
Si chiama Stato di diritto
#Meloni#Fuoridalcoro
Il presidente del Senato e seconda carica dello Stato presiedendo la seduta in aula chiama "coglione" un esponente dell'opposizione. Ogni giorno che passa con La Russa ai vertici delle istituzioni democratiche è un giorno di imbarazzo per la Repubblica italiana.
Ha risposto direttamente lui, Pedro Sánchez.
Pochi minuti fa, il premier spagnolo è intervenuto dal palazzo della Moncloa e ha replicato in modo durissimo e calibrato al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alle sue minacce di tagliare tutti gli accordi commerciali con la Spagna.
Ed è una risposta all’altezza del momento storico e di un grande leader.
“Quello che sta accadendo è estremamente grave. Il mondo sta entrando in una dinamica di escalation militare che può avere conseguenze imprevedibili.
È così che iniziano le grandi catastrofi dell’umanità. Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone.
La posizione del governo spagnolo può essere riassunta in quattro parole: NO ALLA GUERRA. Non risolveremo i problemi del mondo con conflitti e bombe.
Alcuni ci accuseranno di essere ingenui per questo, ma ingenuo è pensare che la soluzione sia la violenza, ingenuo è credere che le democrazie o il rispetto tra le nazioni nascano dalle rovine o pensare che un’obbedienza cieca e servile significhi leadership.
La Spagna difende una soluzione diplomatica, il rispetto del diritto internazionale e la ricerca di una de-escalation immediata.
Le guerre recenti ci hanno insegnato che gli interventi militari unilaterali non portano stabilità, ma spesso più terrorismo, più instabilità e crisi economiche.
Per questo motivo il governo spagnolo ha deciso che il nostro Paese non parteciperà a questa escalation e non contribuirà a operazioni che non rispettano la legalità internazionale.
Non lo facciamo per paura di ritorsioni. Lo facciamo perché è coerente con i nostri valori e con i nostri interessi.
Non ripeteremo l’errore dell’Iraq, non saremo complici per paura delle ritorsioni. Non saremo complici di qualcosa che è dannoso per il mondo e contrario ai nostri valori e ai nostri interessi solo per evitare ritorsioni da qualcuno.
La Spagna continuerà a difendere la pace, il multilateralismo e la diplomazia come unica strada per risolvere i conflitti.”
Oggi nessuno rappresenta, incarna e resta fedele al senso originario dell’Europa - dell’Europa di Spinelli, Rossi e Ventotene - come quest’uomo qui.
Un gigante del nostro tempo.
Lorenzo Tosa
Dice Bizzarri che siamo tutti deficienti perché accettiamo il fatto di avere un governo di sciamannati che ne combina una e più d'una al giorno, tipo crosetto che se ne stava beatamente a Dubai con moglie e figli quando gli è scoppiata una guerra intorno ➡️
Il PD a questo punto resta l'unico grande partito d'Italia, e forse d'Europa, ad avere una corrente interna schierata in una direzione ideologica opposta su (quasi) tutto - dalla politica estera all'economia, passando per la libertà di espressione - e addirittura alleata tatticamente in più occasioni con la coalizione opposta. È forse dai tempi del Labour di Corbyn che non si vede una situazione del genere.
La Lega era in una condizione simile, ma Vannacci se n'è andato e i no-euro leghisti pesano molto più su Internet che a Montecitorio. La "destra sociale" antiamericana di Fratelli d'Italia si è estinta o amalgamata. Forza Italia non è un partito e quindi togliamola dal discorso. Nell'opposizione, il M5S ha perso da tempo la componente esplicita "rossobruna" o populista pura (e quell'elettorato è finito a destra o è tornato all'astensione).
Ovviamente la segreteria PD sa che perdere o cacciare i «riformisti» (in realtà liberal-centristi conservatori) significherebbe mettersi contro un pezzo importante dell'establishment mediatico ed economico, perché quella è una corrente che va pesata in termini di connessioni, più che di consenso. Il PD resta così imprigionato in una formula instabile.
Una condizione di cui porta responsabilità anche la segreteria stessa, che prometteva agli esordi di mettere in soffitta il vecchio PD «delle correnti», e invece si ritrova davanti ai propri limiti culturali e strutturali.
Francesca Albanese denuncia il “CORSERA” per diffamazione.
Alla fine ha deciso di denunciarli.
La relatrice Onu per i territori palestinesi occupati Francesca Albanese ha deciso di denunciare il “Corriere della Sera” per diffamazione, dopo essere stata sbattuta in prima pagina, definita senza mezzi termini “militante sempre più filo Hamas” e persino “partigiana di Hamas” e per averle attribuito quella famosa frase mai pronunciata su Israele “nemico dell’umanità”.
La risposta di Albanese a tutto questo fango è esemplare:
“Al Corriere: indago su Gaza da 859 giorni. Le mie inchieste possono non essere condivise, ma vanno rispettate: frutto di 859 giorni di lavoro mio e altrui su crimini contro la popolazione civile. Per questo ho chiesto ai miei legali di reagire alle vostre diffamazioni: la misura è colma”.
Ha fatto non bene ma benissimo a denunciare.
Chiamandoli per nome. Senza nascondersi.
C’è un limite anche alla falsificazione. E nei confronti di Francesca Albanese è stato ampiamente superato.
Solidarietà a questa grande donna.
Soprattutto oggi, nel momento più difficile.
Lorenzo Tosa
Quando il marito venne eletto Presidente, lei disse che il suo “Quirinale è una camera di ospedale con persone che soffrono”. E così fu.
Carla Voltolina, moglie di Pertini, rifiutò il ruolo di “first lady”. Non voleva clamore, attenzione mediatica. Voleva soltanto fare il suo, in ospedale, ad aiutare gli altri, come psicoterapeuta specializzata nell’ambito di tossicodipendenze e malattia mentale. A 51 anni si era infatti prima laureata in scienze politiche, poi in scienze sociali con quella specializzazione, al fine di aiutare chi ne avesse bisogno.
Staffetta partigiana, rifiutò – sistematicamente – ogni possibilità che le sarebbe derivata dall’essere la moglie del Presidente della Repubblica e prima ancora di un politico affermato.
Rifiutò persino la Presidenza della Croce Rossa Italiana: “Io vivo cercando addirittura di non far sapere che sono la moglie del presidente della Repubblica. Sono la dottoressa Voltolina, e basta”.
Si spegneva oggi, il 6 dicembre del 2005, una grande italiana e una grande donna. Un esempio di correttezza e onestà come il marito. E una persona che fece tanto sia per il Paese sia per le altre persone.
Ricordarne la memoria, anche quest'anno, è un dovere morale.
Domani nella Commissione del Parlamento europeo la destra voterà per togliere l’immunità a Ilaria Salis e riconsegnarla alle catene del regime di Orban.
La stessa destra salverà al Senato Santanchè e alla Camera Nordio, Piantedosi e Mantovano.
Non sanno cosa è la vergogna!
Oggi, sul Corriere della Sera, Matteo Salvini ha rilasciato l’intervista più delirante della sua carriera.
Un concentrato di ipocrisia, vittimismo e smemoratezza selettiva.
Vale la pena metterne in fila cinque passaggi.
Primo.
“Quello che sta accadendo mi ha colpito come mai mi era accaduto, da trent’anni a oggi. È un prima e un dopo. Ho pianto vedendo i ragazzi che pregavano”.
Più dell’11 settembre, più di Bucha, più di Gaza. Più di Capitol Hill. Per Salvini, il vero spartiacque della storia non sono i genocidi, i golpe o gli attentati che hanno segnato il mondo: è la morte di Charlie Kirk.
Secondo.
“Mi ha colpito il fiume di rabbia e cattiveria, non più nascosta, esibita con il sorriso e senza vergogna”.
Parla proprio lui. Lo stesso che nel 2024, commentando l’uccisione di un migrante depresso da parte delle forze dell’ordine, disse: “Non ci mancherà”.
Lo stesso che da anni aizza i suoi seguaci contro migranti, persone LGBT+, donne, minoranze di ogni tipo.
Terzo.
“Domani stesso manderò una lettera ai presidi e ai rettori: mi metto a disposizione per andare a parlare nelle scuole e nelle università”.
A raccontare cosa? Di quando esibì su un palco una bambola gonfiabile per insultare Laura Boldrini?
O di quando convocò un presidio sotto casa di Elsa Fornero e aizzò i presenti dicendo: “Sono un pacifista, ma quando sento Fornero mi incazzo come una bestia e mi prudono le mani. Fortuna che non è in casa oggi”.
O di quando mise alla gogna sui suoi social degli studenti che lo contestavano, lasciando visibili i loro volti, compreso quello di un ragazzo con disabilità?
Quarto.
“Se una parte della sinistra legittima la violenza nei confronti di chi non la pensa come lei vivremo giorni difficili”.
Ma chi? Chi è che la starebbe legittimando? Quale leader, quale partito, quale movimento? Salvini non fa nomi, perché non ci sono. Accusa nel vuoto per coprire un fatto semplice: a legittimare la violenza, per anni, è stata proprio la sua propaganda.
Quinto.
“Dopo questo omicidio, cambierà completamente il segno del raduno di Pontida. È necessario che diventi un momento di riflessione sulla libertà contro la violenza. Mi piacerebbe un collegamento con il Brasile, dove l’ex presidente Jair Bolsonaro è stato condannato a 27 anni perché primo nei sondaggi, altra eliminazione politica”.
Siamo alla follia. Nella stessa intervista in cui piagnucola contro la violenza, dice di voler invitare un uomo appena condannato per aver pianificato l’avvelenamento del presidente eletto Lula, l’assassinio del giudice Alexandre de Moraes e un tentato colpo di Stato.
Questo è Matteo Salvini: il vicepresidente del Consiglio che piange per Kirk, ride della morte dei migranti, paragona le avversarie a bambole gonfiabili e sogna di collegarsi con un golpista condannato in Brasile.
Se cercavate un’immagine dell’ipocrisia e della pericolosità di questa destra, eccola servita.
Siamo governati dai patrioti, abbiamo il tennista più forte al mondo e non posso vedere le sue partite sulla RAI. I soldi del canone me li spendete per pagare Pino Insegno...
Che vi venga la diarrea, posso dirlo?