Before you go to sleep, remember this:
Ukraine is bleeding.
Kherson is in hell.
russian terrorists are bombing residential neighborhoods right now.
And the world is still treating this as normal.
#Pirlo è un noto amico della Russia di Putin per cui fa propaganda e non puo diventare commissario tecnico della Nazionale italiana. Sarebbe fare un regalo a Putin e piegare la nostra Nazionale ai suoi bisogni di proselitismo.
Bisogna dire No.
https://t.co/ngKTUyy53X
Dunque la destra ordine disciplina e manganello salva Delmastro, già socio dell'imprenditore dei Senese, e blocca le indagini sul clan camorristico. In fondo Delmastro ha fatto anche cose buone: avvocato di Meloni, ha inneggiato al duce e alla marcia su Roma. [segue]
Dopo le sue dichiarazioni su Mattarella, Mario Roggero comincia a farmi veramente schifo. Io credo che in carcere vada anche controllato il suo stato psichico.
Fier de voir les militaires ukrainiens défiler aux côtés de nos forces. Un symbole de fraternité, de courage et de destin partagé. Pensées au peuple ukrainien qui lutte pour sa liberté et, avec elle, pour celle de tous les Européens.
Il razzismo non si ferma davanti alla cittadinanza italiana.
Essere cittadini italiani, evidentemente, non basta ancora per essere considerati italiani agli occhi di chi vive di odio e pregiudizi.
Sotto il post del sindaco di Alghero, che annunciava il conferimento della cittadinanza italiana a Mahamoud Idrissa Bouné, si è scatenata una valanga di insulti razzisti: “non sarai mai italiano”, “zulù”, “africano animale”, “ci stanno invadendo”, “remigrazione”, fino agli attacchi contro il suo abito tradizionale, definito con disprezzo una “camicia da notte”.
L’ignoranza, ancora una volta, ha parlato più forte della dignità. Quell’abito non era un travestimento né una provocazione: era un boubou tradizionale maliano, indossato nelle occasioni più solenni come simbolo di rispetto e di orgoglio per le proprie radici. Chi lo ha deriso ha dimostrato soltanto di non conoscere ciò che stava giudicando.
Conosco bene cosa significhi ottenere la cittadinanza italiana. Anch’io sono cittadino italiano e, come Mahamoud, l’ho ottenuta dopo 12 anni di vita in questo Paese. So quanto sia lungo, complesso e faticoso il percorso per arrivare a quel riconoscimento. La cittadinanza non è un regalo: è il risultato di anni di sacrifici, lavoro, integrazione e rispetto delle leggi.
Mahamoud, oltre a essere cittadino italiano, svolge da anni un lavoro prezioso come mediatore culturale, contribuendo ogni giorno a costruire dialogo, inclusione e coesione sociale. Eppure, per alcuni, tutto questo non ha alcun valore. Basta il colore della pelle o un abito tradizionale africano per negargli l’identità, la dignità e perfino l’italianità che lo Stato gli ha riconosciuto.
A lui va tutta la mia solidarietà.
E poi c’è ancora chi sostiene di non essere razzista e di voler allontanare soltanto chi delinque. Ma la realtà racconta tutt’altro. Quando vengono presi di mira anche cittadini italiani, professionisti, lavoratori e persone che ogni giorno si impegnano per la comunità, l’unica “colpa” che viene loro attribuita è quella di avere origini africane o un diverso colore della pelle. A quel punto non si può più parlare di sicurezza o di lotta alla criminalità: si chiama razzismo.
Ed è proprio qui che emerge tutta la pericolosità della retorica sulla “remigrazione”. Perché quando si arriva a mettere nel mirino perfino cittadini italiani che lavorano, pagano le tasse e contribuiscono alla crescita del Paese, non si sta più parlando di immigrazione. Si sta parlando di escludere o voler allontanare persone esclusivamente per la loro origine, il colore della loro pelle o la loro identità culturale.
Questo non è patriottismo. Non è difesa dei confini. È discriminazione. E una democrazia non può accettare che il razzismo venga normalizzato o mascherato dietro nuovi slogan.
💪🇺🇦Ukraine is reclaiming every piece of its land — step by step, meter by meter.
And where the occupier’s flag once stood, the Ukrainian will rises again.
This is not just about territory — it is about people, about home, about the right to be free on one’s own land.
Ukraine will not surrender to aggression. Ukraine is taking back what is hers — and will not stop until every last piece is free.
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📹 Video: social media
Guardatela bene, questa foto.
Guardateli in faccia, uno per uno.
Ieri pomeriggio, a Modena, in via Emilia centro, un uomo lancia un’auto a cento all’ora contro la folla. Falcia otto persone. Poi scende, tira fuori un coltello, e prova a scappare.
Luca Signorelli gli si butta addosso. Prende una coltellata alla testa, ne schiva un’altra. Sanguina, ma non lo molla.
E in quel momento, dietro di lui, arrivano loro.
Quei ragazzi nella foto. Stranieri. Venuti da lontano. Quelli che secondo Salvini sarebbero “il problema dell’Italia”, “l’invasione”, “la sostituzione etnica”.
Sono loro che si gettano addosso all’aggressore.
Sono loro che gli bloccano la testa con un ginocchio mentre Signorelli, ferito, gli tiene il polso.
Sono loro che permettono alla polizia di arrivare e di portarsi via il responsabile prima che faccia altri danni.
Senza di loro, oggi staremmo contando forse dei morti.
Salvini e la Lega, prima ancora di sapere chi fosse l’aggressore, prima ancora che si chiarisse che si trattava di un trentunenne con disturbi psichiatrici in cura da anni, prima ancora che gli investigatori escludessero la pista terroristica, erano già là fuori a sparare la solita filastrocca.
E intanto i veri eroi di ieri pomeriggio, quelli senza i quali oggi parleremmo di altri morti, restano senza nome e senza ringraziamenti.
I loro volti non finiranno nei post di Salvini e della Lega con una grafica con scritto “EROI”. Perché rovinerebbero la narrazione.
Quella narrazione che da quindici anni divide il mondo in due caselle: italiani brave persone, stranieri criminali.
E invece la realtà, ieri a Modena, ha fatto quello che fa sempre: si è messa di traverso.
Un italiano di seconda generazione si è messo al volante per ammazzare la gente. Un altro italiano si è buttato sull’aggressore per fermarlo. E accanto a lui, fianco a fianco, ci sono finiti dei ragazzi stranieri che avevano una scelta semplice, girarsi dall’altra parte, e che hanno scelto di rischiare la pelle per gente che non conoscevano.
Questa è l’Italia vera. Quella che non sta nei comunicati della Lega.
A quei ragazzi, di cui ancora non sappiamo i nomi, va detto grazie. Forte.
E va detto adesso, prima che il rumore degli sciacalli copra tutto.
الممثل الأمريكي الشهير مورغان فريمان:
"هناك شخص يقودنا نحو الكارثة يجلس في البيت الأبيض. شخصيًا لا أستوعب كيف يمكن لشخص مُدان بـ34 جريمة مثل دونالد ترامب أن يصبح رئيسًا. هذا الوضع غير منطقي إطلاقًا."
WARNING: This may be the least flattering photo of Trump ever taken.
Fuckface would absolutely HATE seeing this spread across timelines.
So whatever you do… DO NOT RETWEET! Don’t share it.
Let’s all be mature adults and make sure that doesn’t happen.