Miroslav Klose: "Ho smesso di giocare a calcio perché non lo riconoscevo più. Dopo ogni allenamento, mi immergevo in una vasca piena di ghiaccio per evitare infortuni. I giovani giocatori della squadra si rifiutavano di farlo. Mi vedevano raccogliere i sacchi di palloni per metterli via alla fine dell'allenamento e dicevano 'chi ti dice di farlo?', io pensavo, hai 20 anni e non puoi aiutare un lavoratore di 60 anni?
"I giovani di oggi pensano prima alle automobili, ai contratti con gli sponsor e alle loro nuove scarpe da calcio. Solo dopo tutto questo arriva il calcio. Per loro l'immagine è la cosa più importante, mentre per me l'unica cosa che contava era il calcio puro."
Grazie Lucio
Grazie per essere riuscito a guardare la vita in un modo così profondo.
La felicità non è mai un sentimento definitivo, ma è nascosta in una serie di momenti che si alternano tra le gioie e le difficoltà delle nostre vite, non è un concetto astratto o inarrivabile, è alla portata di tutti noi, basta accettarne la precarietà.
Non cerchiamo troppo lontano, quello che, in realtà è già vicino.
Grazie Alessandro Borghi per aver condiviso questo momento con me, grazie per la tua sensibilità.
Grazie al piccolo Vittorio, nessuno tocchi la tua di felicità, il futuro è nelle tue mani.
Grazie Carlo Conti a per questo invito e per avermi dato l’opportunità di tornare nel posto che più mi sta a cuore.
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