La cosa più bella di questa mappa è il potersi soffermare sulla Sicilia.
Nonostante non sia tra le regioni più colorate di verde, conta nella realtà la metà di tutti gli addetti forestali d’Italia (circa 1 forestale ogni 300 abitanti).
È per un’infinità di scelte di questo tipo che il sud continua a rimanere indietro rispetto al nord italia.
🇺🇸🇮🇹 Secondo molti sarà pure stato “Sleepy”, ma con questo signore alla Casa Bianca non avremmo mai vissuto, mai, una crisi diplomatica di questo tipo fra Italia e Stati Uniti. È che al di là delle idee politiche di ognuno manca un certo vecchio stile dei presidenti a stelle e strisce. E in giorni come questi manchi pure tu, caro vecchio Joe.
Hungary’s parliament sings “Ode to Joy” — the anthem of Europe — after Péter Magyar is sworn in as prime minister.
Hungary is once again a proud member of the European Union.
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha dichiarato un deficit di bilancio di circa 7 miliardi di dollari e ha chiesto aiuto allo Stato: “Non possiamo chiudere questo gap solo con i tagli. Servono nuove entrate”.
La città aveva già da tempo i conti in rosso, eppure, dopo soli quattro mesi di mandato, la situazione sta decisamente peggiorando. Le ambiziose promesse elettorali – autobus gratuiti, generi alimentari calmierati, sostegno esteso ai migranti e altri programmi sociali generosi – si stanno scontrando duramente con la realtà dei numeri.
Il più critico è il nodo fiscale: una quota sproporzionata delle imposte sul reddito di New York dipende da un piccolo numero di contribuenti ad alto reddito (il top 5% garantisce una parte molto rilevante del gettito). Proprio questa fascia, già sotto pressione, sta lasciando la città per via della promessa di nuove tasse.
In pratica, Mamdani ha fatto campagna promettendo molte cose “gratis”, pur sapendo che le casse comunali non erano neanche lontanamente in grado di sostenere il piano. Ora la musica è cambiata, e tocca ai contribuenti pagare il conto.
Ricordiamocene quando sentiremo le promesse di elargizioni dei nostri politici in campagna elettorale.
Le forze del Campo largo che contestano al governo Meloni di non essere uscito dalla procedura d'infrazione con un anno di anticipo per un decimale, sono gli stessi partiti che attaccano il ministro Giorgetti perché con la sua politica di "austerità" non fa abbastanza deficit.
@dariodangelo91 Il fatto che quest'uomo sia presidente degli USA sta diventando una delle principali prove della teoria che viviamo in una simulazione.
Cancelliere tedesco Merz "Con 450 milioni di consumatori, siamo più grandi degli USA. Liberiamoci da ciò che ci frena. Siamo rallentati da costi del lavoro, prezzi dell'energia, tasse e contributi. Dobbiamo spingere per le riforme e superare le resistenze"
Il sorpasso, che un paio d’anni fa si pensava dovesse arrivare nel 2028, ci sarà già quest’anno: nel 2026, l’Italia🇮🇹 toglierà alla Grecia🇬🇷 il primato del paese con il debito pubblico più alto d’Europa. Secondo le previsioni del Fmi, quest’anno il debito dell’Italia salirà al 138,4% del pil mentre quello della Grecia scenderà al 136,9%.
È il prodotto di scelte politiche dagli ultimi tre governi, che tra Pnrr e Superbonus hanno speso 450 miliardi di euro per investimenti che avrebbero dovuto trasformare il paese aumentando produttività e tasso di crescita: il risultato è che l’Italia cresce allo 0,5%, molto meno degli altri ex Pigs (Portogallo, Grecia e Spagna) che crescono al 2%.
L’Italia è l’unico degli ex Pigs che, dieci anni dopo il Covid, avrà un debito pubblico più alto del 2019 e un tasso di crescita del pil uguale al 2019 (<1%).
Le politiche fiscali espansive non hanno funzionato, eppure al centro dei programmi del centrosinistra e del centrodestra ci sono sempre gli “eurobond” (per finanziare un nuovo Pnrr) e la sospensione del Patto di stabilità (per finanziare un nuovo Superbonus).👇
https://t.co/ujHUjxDkMN
I have arrived at the Sándor Palace to meet the President of Hungary.
@DrTamasSulyok is unworthy of representing the unity of the Hungarian nation. He is unfit to serve as the guardian of legality. He is not fit to serve as a moral authority or a role model.
Following the formation of the new government, Tamás Sulyok must leave office immediately.
Un esempio di come funziona lo Stato-mafia di Orbán in Ungheria.
«Un giorno il proprietario di Esma, un’azienda di cartelloni per le pubblicità in strada fu convocato al ministero dell’Economia. Gli dissero di vendere la sua azienda a un oligarca vicino a Fidesz, il partito di Orbán, e a un prezzo prestabilito. Il proprietario di Esma rifiutò. Dal giorno dopo cominciarono ad arrivargli gli ispettori delle tasse, la procura, una pioggia di controlli. Lui non cedette. Allora il Parlamento approvò una legge che vietava quel tipo di cartelloni perché rappresentava una distrazione per gli automobilisti. Dopo 2 anni Esma finì quasi in bancarotta, e il proprietario vendette all’oligarca indicato da Fidesz. In un mese il Parlamento cancellò il divieto». (Bálint Magyar, ex ministro dell’Istruzione ungherese intervistato da @mastrobradipo su Repubblica)