@bigstueeee@TPointUK 🇺🇸 BREAKING! U.S. political activist Charlie Kirk has reportedly died from injuries sustained after being shot in the neck at an event in Utah.
I hate the New York Yankees.
What’s the fucking connection?
@sdigiustizia@ElisaGarfagna Nessuna confusione. E quello di andare a scuola è un argomento di una povertà intellettuale sconcertante. Non che da un sostenitore della politica coloniale di israele mi aspetterei nulla di meglio.
@duchessa1959@CiantasasmuR@nicolomontarini Che è lo stesso principio per il quale la Germania nazista arrestava gli ebrei. Il fatto che uno stato criminalizzi un gruppo di persone non lo rende giusto.
Insomma alla fine la Corte dei Conti, ha confermato che il Superbonus voluto da @GiuseppeConteIT è stato un cataclisma per i conti pubblici. Una voragine da 126 miliardi, che si allargherà fino a 150 a chiusura cantieri. A certificarlo sono i dati forniti da ENEA aggiornati a fine maggio. Uno spreco in piena regola, dal momento che dei 186 miliardi di interventi effettuati tra il 2020 ed il 2023, secondo uno studio del Ministero delle Finanze, 70 sarebbero stati fatti comunque, anche senza incentivi. Una valutazione sulla quale concorda Bankitalia, che ha quantificato in quasi un terzo della spesa lo sperpero di denaro pubblico.
Numeri ufficiali e certificati, che dovrebbero indurre il leader del M5S ad una seria autocritica nei confronti di una misura che è, peraltro, tra le più inique mai varate in Europa, dal momento che a pagare le ristrutturazioni di condomini, villette, seconde case e persino cinque castelli saranno anche quelli che una casa nemmeno ce l'hanno. E lo faranno doppiamente, visto che l'adozione del provvedimento senza limiti di ISEE e senza alcuna forma di controllo, ha causato una quantità imprecisata di truffe ed un aumento sconsiderato dei prezzi dei materiali (+40%), i quali hanno comportato a loro volta incrementi vertiginosi dei costi degli appalti pubblici, costringendo molti enti locali a rinunciare ad alcune opere o a tagliare altri servizi per realizzarle.
Tutto questo a fronte di benefici occupazionali piuttosto discutibili. Secondo l'istituto indipendente di ricerca economica Prometeia, infatti, dei 429.000 posti di lavoro creati, la stragrande maggioranza sarebbero a termine. Inoltre il blocco della cessione dei crediti cui il governo ha dovuto ricorrere nel 2022 per arginare le malversazioni, ha causato chiusure improvvise, fallimenti a catena e abbandono di cantieri aperti.
Il fallimento evidente della misura bandiera del M5S, che di fatto indebita le prossime generazioni, limitando l'operatività dei futuri governi e complicando ogni trattativa legata alla flessibilità sui vincoli del patto di stabilità in sede europea, in cambio di benefici ambientali che saranno ammortizzati in circa 40 anni, continua a fare a pugni con la supponenza dei supporter dell'azzeccagarbugli di Volturara Appula, le cui argomentazioni, davanti a numeri così impietosi, sfociano ormai nel negazionismo puro. Tutto questo mentre, con straordinarie acrobazie concettuali, quegli stessi sostenitori proseguono la loro offensiva contro le "spese folli" per il riarmo europeo, senza dire una sola parola su quello russo, del quale le politiche di difesa dell'Unione sono una diretta ed inevitabile conseguenza.
A guardar bene, tuttavia, c'è un filo (il)logico che unisce il superbonus, così come altri provvedimenti di quegli anni, quali reddito di cittadinanza e quota 100, con il no al riarmo. Ed è l'irresponsabile deresponsabilizzazione del cittadino. L'idea che sia legittimo illudere l'elettore che sia sostenibile ampliare a dismisura i diritti a fronte di nessun dovere, per acchiappare voti oggi, senza dire che figli, nipoti e bisnipoti dovranno poi pagare il conto (con gli interessi) domani. Che si possa insomma ristrutturare ogni casa a costo zero, dare un reddito a tutti senza problemi, abbassare l'età pensionabile tenendo in equilibrio la spesa previdenziale. Che è poi la stessa identica logica per la quale, secondo questi pericolosi populisti, si può evitare di investire sulla propria difesa, perché è una preoccupazione inutile, almeno quanto quella di dover far quadrare i conti.
Eppure c’è chi a questa follia dà credito e voti e che nel regalare soldi di tutti in cambio di consensi per sé non ravvede alcuna truffa. Che poi sono gli stessi che, senza alcun rimorso, dicono di volere una pace qualunque, anche chiudendo un occhio sul diritto internazionale, “per il bene prossime generazioni”. Le stesse che intendono lasciare indifese e piene di debiti in un futuro che somiglia sempre di più ad un nuovo medioevo.