Stamattina, in una trasmissione radiofonica ove erano ospiti solo giornalisti, una tra questi ha detto che i diritti fondamentali dei migranti in mare vanno bilanciati con la difesa dei confini della patria, che il bilanciamento compete alla politica e che i giudici non possono sindacare questo bilanciamento.
Nè gli altri ospiti né il conduttore hanno obiettato. Peccato che:
1) di difesa dei confini può parlarsi solo riguardo a chi li minacci usando la forza per conquistare parti del territorio nazionale e modificarne l'estensione;
2) la vita umana non è oggetto di un diritto da bilanciare con altri, essendo un valore assoluto;
3) anche ove fosse in questione un diritto da bilanciare, i giudici hanno il diritto/dovere di fare un vaglio di legalità degli atti amministrativi con cui la politica (un ministro) opera il bilanciamento, perché non esiste nessuno, nemmeno un politico, che sia sopra la legge.
Le basi.
#OpenArms
L'intervista a Salvini è un'aberrazione giuridica. Non saprei da dove cominciare. Alcune perle:
1) una nave francese va in Francia, una nave tedesca va in Germania: falso, ai sensi delle convenzioni internazionali la nave va nel posto più vicino e agevole da raggiungere, non nel Paese di cui batte bandiera;
2) un ministro prima di tutto deve difendere i confini della patria: falso, un ministro prima di tutto difende la vita umana;
3) non si fanno entrare terroristi nel Paese: falso, (premesso che non è emersa alcuna prova che vi fossero terroristi a bordo) se i terroristi sono naufraghi, prima li si fanno entrare e poi li si sottopongono a processo;
4) Toninelli era corresponsabile: falso, Toninelli e da Trenta si rifiutarono di firmare un nuovo divieto di entrata nelle acque territoriali, dopo che il Tar aveva sospeso quello precedente, per cui fu solo Salvini a persistere nel diniego;
5) il processo è politico, si sta sindacando un atto politico: falso, si sta sindacando la legalità di un atto amministrativo, com'è doveroso fare, qual era quello di chiusura dei porti per la Open Arms.
Mi spiace che Porro non gli abbia obiettato niente, nemmeno una virgola.
@QRepubblica #quartarepubblica
Agcom non ha accolto le modifiche varate dalla maggioranza di governo in Commissione di vigilanza. Modifiche che: 1) consentono agli esponenti dell'esecutivo di parlare nei talk senza limiti di tempo e senza contraddittorio; 2) prevedono che, al di là del pluralismo delle voci, sia fatto salvo «in ogni caso salvo il principio e la necessità di garantire ai cittadini una puntuale informazione sulle attività istituzionali e governative».
Quindi, per la prima volta, prima delle elezioni europee ci saranno regole di par condicio diverse tra l'emittente pubblica, per cui valgono le regole della Commissione di vigilanza, e le emittenti private, per le quali vigono le regole dell'Agcom
(le differenze sono nel mio articolo pubblicato ieri https://t.co/l03I2N9WDD).
La Rai sarà così a pieno titolo megafono del governo.
P.S. chi dice che le regole varate in Commissione sono uguali a quelle del 2019 dice il falso: le norme vanno lette tutte, e non selettivamente.
Conte che urla come un ossesso “volete la terza guerra mondiale”.
Meloni che si sbraccia e poi si copre la testa con la giacca andando sui giornali di tutto il mondo.
Un liceale che fa il gesto della P38 in Senato.
Un Senatore che da dell’effeminato al Presidente della Repubblica francese. Questo è accaduto nelle aule Parlamentari durante la discussione sul Consiglio Europeo.
Un’altra strada deve essere possibile.
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida si è scagliato contro un mio articolo sulla “carne sintetica”, su @ilfoglio_it di oggi, parlando di “vaneggiamenti” e “fandonie dei propagandisti di mestiere e mistificatori seriali”. Cos’è successo? 1/n
https://t.co/332YgCE3xa
La risposta italiana alla Commissione Ue sui balneari. Fatta la ricognizione ma serve tempo per la ricognizione. Ah, e poi ci sono gli "impedimenti oggettivi" alle gare, e così spero di voi.
Attenzione: tutta questa incertezza rischia di bloccare i poderosi investimenti dei balneari e frenare la nostra crescita. In sintesi, FATE PRESTO 🤡
https://t.co/1aShxEKskR
"Io non ricordo di aver detto di voler uscire dall’euro", ha replicato oggi in Senato a Renzi.
Aiutiamola con la memoria. C'è da dire che sono trascorsi quasi dieci anni, ere geologiche per gli standard italiani.
https://t.co/cByHSQZCKm
Davvero magnifica ed esaustiva la riflessione di Yuval Noah Harari, tradotta e pubblicata sul Corsera. "Non conta ciò che uno pensa di Israele e del conflitto israelo-palestinese, ma è innegabile che il modo in cui il populismo ha corroso lo Stato di Israele dovrebbe servire da monito a tutte le democrazie del mondo". "Le azioni passate di Israele non sono esenti da critiche, ma il passato non si può cambiare. Si può sperare, invece, una volta assicurata la vittoria su Hamas, che gli israeliani non solo chiederanno conto dell’accaduto al governo in carica, ma saranno pronti a smentire e respingere complotti populisti e fantasie messianiche per impegnarsi seriamente a trasformare in realtà gli ideali fondativi di Israele: la democrazia in patria e la pace con gli altri popoli".
Ho chiesto ad una mia amica che vive in Israele di segnalarmi e tradurmi dei frammenti significativi di come le persone stanno vivendo questo drammatico momento. Il primo è di Nuseir Yassin, uno dei più influenti vlogger palestinesi-israeliani - o israeliano/palestinese? "Per molto tempo, ho lottato con la mia identità. Un bambino palestinese nato in Israele. Come... che cazzo. Molti dei miei amici si rifiutano ancora oggi di dire la parola "Israele" e si definiscono solo "palestinesi". Ma da quando avevo 12 anni, non aveva senso per me. Così ho deciso di mischiare i due e diventare un "palestinese-israeliano" Pensavo che questo termine riflettesse chi ero. Prima i palestinesi. Israeliano secondo. Ma dopo gli ultimi eventi, ho iniziato a pensare. E rifletti. E rifletti. E poi i miei pensieri sono diventati rabbia. Ho capito che se Israele dovesse essere di nuovo "invaso" così, non saremmo al sicuro. Per un terrorista che invade Israele, tutti i cittadini sono bersagli. 900 israeliani sono morti finora. Più di 40 sono arabi. Ucciso da altri arabi. E anche 2 thailandesi sono morti. E non voglio vivere sotto un governo palestinese. Il che significa che ho una sola casa, anche se non sono ebreo: Israele. È lì che vive tutta la mia famiglia. Ecco dove sono cresciuto. Questo è il paese che voglio vedere continuare ad esistere per poter esistere. Anche la Palestina dovrebbe esistere come Stato indipendente. E spero di vedere il paese prosperare e diventare meno estremo e più prospero. Amo la Palestina e ho investito in Palestina. Ma non è casa mia. Quindi, da oggi in poi, Mi vedo come un "israelo-palestinese". Prima Israeliano. Palestinese secondo. A volte ci vuole uno shock come questo per vedere così chiaramente".
Qualcuno chieda a Meloni o a esponenti di governo il senso di tirare a lucido Lampedusa, anziché mostrare a von der Leyen le reali condizioni indegne in cui sono tenuti i migranti. Ciò ha reso la visita una sceneggiata ancor più palese di quanto già non fosse.
@InOndaLa7#inonda
È giusto così.
Quando i populisti avranno non solo respinto e cacciato tutte le multinazionali straniere ma anche fatto fuggire dalla giurisdizione nazionale anche tutte le multinazionali italiane, potranno celebrare la vittoria del loro microcapitalismo parrocchiale, prendendo un taxi per andare al Papeete a festeggiare ballando l’inno di Mameli sulle sacre spiagge sovrane.
Ammesso di trovarlo, un taxi.