All'aeroporto di Fiumicino sono parcheggiati alcuni aerei di EL AI, la compagnia di bandiera israeliana.
Il governo offre protezione logistica a uno stato aggressore, ci sta portando la guerra in casa senza dircelo.
https://t.co/qXtvW6WfXZ
Ma quelli che per 4 anni ci hanno fatto una testa grande così con la storia di aggressore e aggredito, adesso cosa dicono?
Cambiano vocabolario a seconda di chi preme il grilletto.
L'ipocrisia più comoda è stare dalla parte di dove batte il potere.
Peggio di chi bombarda c'è solo chi decide chi può farlo e chi no.
Nessuno la ascoltò, la presero per pazza. Quante sono le vittime sacrificali come lei, finite nella mostruosa rete di Epstein e della cupola del potere?
Netflix aveva già pronto il documentario su Epstein.
Perché questa storia, nel giro di una settimana, è passata da teoria cospirazionista a prodotto per il grande pubblico?
@Basso52I@BMitraglia Quale bonus scusa?
Mica sono scampati loro dai campi di concentramento...al massimo i loro nonni.
Olocausto o no sono uguali a tutti gli altri.
"DA LEGGERE. NEL SILENZIO TOTALE MEDIATICO E POLITICO STANNO PREPARANDO IL DECLINO IRREVERSIBILE DEL PAESE"...
Di Alberto Carnevale
C’è un passaggio, in un documento ministeriale pubblicato quasi in sordina all’inizio dell’estate, che dovrebbe far tremare le fondamenta della nostra Repubblica. È una frase contenuta a pagina 45 del nuovo Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021-2027 (PSNAI), approvato con grande ritardo e redatto tra le nebbie dei dipartimenti centrali. Si trova nell’“obiettivo 4: Accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile”. E recita: “Queste aree non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza ma nemmeno essere abbandonate a se stesse. Hanno bisogno di un piano mirato che le accompagni in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento”.
Non è una battuta, né un refuso. È la nuova linea di indirizzo strategico dello Stato verso centinaia di Comuni italiani, per lo più montani, collinari o rurali. Si tratta di un cambio di paradigma silenzioso ma devastante: si rinuncia ufficialmente all’idea di invertire la tendenza allo spopolamento. Si pianifica il declino. Lo si accompagna. Lo si normalizza.
Per capire la portata della questione, bisogna risalire alla definizione di Aree Interne: sono quasi 4.000 Comuni italiani, sparsi in ogni regione, che si trovano lontani dai centri dove si concentrano servizi essenziali come sanità, istruzione e mobilità. Coinvolgono oltre 13 milioni di cittadini, il 23% della popolazione, distribuiti su quasi il 60% del territorio nazionale. In pratica, l’Italia profonda. Quella che custodisce boschi, pascoli, acque, borghi storici, comunità coese. E che oggi si vede diagnosticare una malattia terminale.
Nel PSNAI, approvato nel marzo 2025 ma diffuso solo ora, lo Stato compie una distinzione netta tra territori rilanciabili e territori senza speranza. I secondi, si legge, hanno una struttura demografica compromessa, con popolazione in forte declino e basse prospettive di sviluppo. E quindi, si conclude, non possono avere obiettivi di rilancio. Ma cosa significa, in pratica? Significa che non si investirà più per trattenere giovani o attrarne di nuovi. Che non si costruiranno più servizi in quei luoghi. Che si pianificherà una dignitosa decadenza: un welfare del tramonto che fornisca badanti e medicine, ma non opportunità né speranza.
Un gruppo di studiosi, amministratori e attivisti, riuniti il 12 giugno dal CERSTE, ha avuto il coraggio di dire le cose come stanno: questo documento è un verdetto, non una strategia. E viola in spirito l’articolo 3 della Costituzione, là dove parla dell’impegno della Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano l’eguaglianza e la partecipazione di tutti i cittadini. Invece di rimuoverli, li si consacra. Si adottano criteri tecnici tempi di percorrenza, densità, indicatori statistici che ignorano la realtà sociale e culturale dei luoghi. Si dimentica che molte fragilità sono state indotte da scelte politiche e tagli strutturali. Che non si può misurare la vitalità di un borgo solo coi numeri dell’anagrafe.
Le implicazioni economiche sono enormi. Si accentua la polarizzazione tra città affollate e campagne abbandonate. Si crea un’Italia a doppia velocità dove le periferie non sono più nemmeno oggetto di recupero, ma di gestione passiva.
Via Loredana Caserta
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#Frittella ha cancellato tutti gli ultimi post su X, ma non si è preoccupato di andare troppo indietro.
Questo è di maggio, anche qui gli avevano hackerato l'account?
Che pagliaccio.
Oggi sei particolarmente ispirato zietto, ci rifili stronzate inanellandole una dietro l'altra nemmeno fossero una collana di perle. Mi raccomando,però, cerca di non cancellare anche questo...
@LouNiko2406@mfrittella Non tiriamo in ballo i cognomi, non sarebbe giusto nei confronti dei parenti, che in questi casi probabilmente si vergognano come ladri. (👀)
Mr. Roberto Burioni, non ho voglia di scherzare e non accetto più di essere bullizzata.
Nascondere il bullismo dietro all'ironia e al sarcasmo, non lo rende meno pericoloso e nemmeno meno violento.
Questo suo comportamento intenzionale e ripetuto in continuazione in contesti e argomenti che non la coinvolgono, con il solo scopo di umiliarmi, ridicolizzarmi e danneggiarmi, sfruttando un evidente disequilibrio di potere, è già odioso quando proviene da persone con scarsa educazione e rispetto per il prossimo.
Diventa inaccettabile e vergognoso quando proviene da una persona che, occupando la ribalta pubblica, moltiplica in maniera esponenziale i rischi che ne derivano.
Perché il bullismo, quando viene alimentato da una figura pubblica, ha conseguenze reali.
Io so cosa significa essere presa di mira. So cosa vuol dire aprire il telefono e trovare decine di mail d’odio, insulti, persino minacce.
E so anche che non sono solo io.
Ci sono persone comuni, madri, padri, giovani, che vengono sommersi dall’aggressività di chi si crede legittimato dal suo comportamento a "odiare" solo perché le persone osano fare domande o perché non accettano passivamente quello che lei dice.
E farlo in nome della scienza, non costituisce un alibi, ma una aggravante.
La scienza non è mai stata “io ho ragione e tu devi stare zitto”.
La scienza è dialogo, è ascolto.
Se invece di spiegare, umili, se invece di convincere, attacchi, allora non stai diffondendo conoscenza.
Stai solo creando un branco.
E il branco è pericoloso.
Perché quando si dà il permesso al branco di trattare gli altri come nemici, come idioti, come “da cancellare”, allora succede quello che è successo a me e a tanti altri: insulti, intimidazioni, minacce.
E non è più solo una discussione, diventa violenza.
Perché le parole non restano confinate su X. Hanno conseguenze.
E quando una persona viene aggredita, umiliata, minacciata solo perché la pensa diversamente, la colpa non è solo di chi aggredisce, umilia e minaccia, ma anche di chi ha creato quel clima.
Quali sono le ragioni di questo suo cinico e chirurgico killeraggio nei miei confronti, Mr. Burioni?
Mi teme a tal punto da rinunciare al rispetto di ogni principio etico e morale pur di mettermi a tacere per sempre?
Lo fa di sua iniziativa o risponde a qualcuno?
E la categoria alla quale appartiene intende identificarsi anche essa in questo comportamento di violenza e aggressività nei confronti di una donna?
Io non ho paura di lei, né ho paura di quegli idioti fanatici che la seguono.
Ho paura di quello che questo odio sta facendo alla nostra società. Perché quando si normalizza la violenza verbale, quando si giustifica il linciaggio digitale, si perde qualcosa di fondamentale: il rispetto per l’altro. E una società senza rispetto è una società che si sgretola.
Mr. Burioni, stop bullying!