Al netto dell'utilità del centro di Gjader o meno, è una cosa da paese del terzo mondo che la politica migratoria non possa essere decisa dal governo perché oggetto del sindacato di qualsiasi tribunale voglia occuparsene volta per volta.
Così è di fatto impossibile averne una.
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Quello che potrebbe ricevere in cambio è una Siria che non rappresenta più una minaccia né sul fronte islamista, né sul fronte migratorio, né sul fronte curdo.
Processo complicatissimo che va avanti da anni, che sicuramente una nuova guerra o una Siria governata da HTS e simili manderebbe all'aria.
Abbastanza chiaro che qualcosa si stia per muovere in Siria: le truppe di HTS (Al Qaeda) ad Idlib sono in stato di mobilitazione e si intensificano i raid aerei russi contro le loro posizioni. Le IDF prendono nuove posizioni nella terra di nessuno delle alture del Golan, sembra dopo una ritirata della polizia militare russa in alcuni settori.
La grande incognita è come dall´inizio la Turchia: con il suo appoggio, un attacco israeliano volto al cambio di regime avrebbe alte probabilità di successo. Alcuni segnali puntano però nella direzione opposta: le schermaglie di quest´estate tra HTS e le forze armate turche portano a pensare che le milizie islamiche di Idlib si stiano ribellando contro un accordo che la Turchia sta forgiando - sopra le loro teste - con Damasco, Mosca e Teheran.
I tentativi di normalizzazione tra Turchia e PKK - portati avanti con la mediazione dei partiti curdi della Turchia e dello stesso Abdullah Okalan - sono anch´essi una precondizione per una normalizzazione della situazione siriana.
Ankara è a un bivio sulla questione siriana: da che parte andrà?
Oggi in un'audizione è andata in scena una lavata di capo a Tavares che era francamente il minimo.
Ma Tavares è un parafulmine, un manager che tra qualche anno (o mese) potrà essere in qualsiasi altra multinazionale e non avere più nessun legame con la Fiat.
Della disastrosa operazione "Stellantis" e della distruzione dell'industria automobilistica in Italia si dovrebbe chiedere conto prima di tutto alla famiglia Elkann, ai giornalisti e ai sindacalisti che lavorano per loro, e in secondo luogo ai governi che hanno approvato (e sostenuto!) l'operazione.
Questo senza neanche entrare nella questione energetica, che è ancora più importante delle singole fusioni e acquisizioni.
Un´inchiesta del Financial Times scoperchia la "flotta grigia" che la Lukoil utilizza per smistare il greggio russo sanzionato, e tutte le strade portano a Londra: un "contabile" inglese che acquista le navi dalle Isole Marshall, un magnate anglo-pakistano con sede a Dubai che ne diventa l´operatore, studi legali e compagnie assicurative della city di Londra che facilitano acquisti e operazioni.
Un caso? Secondo me no. Il trucco degli inglesi, dai tempi di Mattei, è sabotare i legami energetici tra la Russia e il resto d´Europa per poterne tessere in prima persona a condizioni più favorevoli: niente di nuovo.
La newsletter berlinese di Politico prevede una caduta del governo tedesco in autunno, con marzo come probabile data per le prossime elezioni.
Le sconfitte elettorali e la bassissima popolarità dell´esecutivo stanno portando i partiti a diventare sempre più litigiosi, e a tracciare linee rosse sulle rispettive questioni identitarie per recuperare l´elettorato di riferimento.
Il caos politico tedesco quindi è destinato a proseguire per tutto l´anno prossimo, in previsione di quanto saranno complicati i negoziati di un futuro governo post-elettorale.
Per quanto mi riguarda la storia del "ci ritiriamo per creare una trappola per i cinesi" è sempre suonata come un coping ridicolo.
Gli americani si sono ritirati perché in 20 anni non sono riusciti a vincere la guerra, ed era diventato un fardello troppo grosso nel nuovo scenario geopolitico.
Remember when multiple major US media outlets -- as well as all the small of handful of "think tank experts" they always quote -- tried to convince Americans and Europeans that it was mostly likely Putin who blew up his own Nord Stream 2 pipeline? I do.
@iloveminibot A livello popolare penso anch'io non ci siano i numeri, ed Hezbollah è molto più radicata oltre la popolazione sciita di quando non era prima. L'esercito però?
Un obiettivo realistico per Israele in Libano potrebbe essere quello di occupare fino al fiume Leonte creando un territorio cuscinetto, da scambiare in futuri accordi di pace.
"Eradicare Hezbollah" come sostiene Gallant? Molto difficile, per farlo realisticamente occorrerebbe occupare anche Beirut con tutto quello che ne conseguirebbe: enorme impiego di risorse, nascita di nuove guerriglie anche nella popolazione sunnita, possibili reazioni turche e arabe.
Tel Aviv può allontanare Hezbollah dagli insediamenti israeliani, ma occupare il sud del Libano significherebbe combattere un'altra guerra a bassa intensità senza data di scadenza, con Hezbollah che userebbe la parte restante del paese come base delle proprie operazioni.
Ha senso solamente se l'obiettivo è un accordo, raggiungibile in breve tempo, che non preveda un'occupazione israeliana.
Un accordo con chi? Questa è la parte più interessante. Forse Tel Aviv spera di trovarne uno con il governo e l'esercito del Libano, strettamente legati al Regno Unito e alle monarchie del golfo: repressione di Hezbollah in cambio di restituzione del territorio nazionale. In tal caso, potrebbe anche essere alle porte una nuova guerra civile libanese.
Setting aside gender and sexuality I must ask… How is a mechanical failure not the fault of the Captain?!?
Comments like these have been a worrisome trend. Let me explain:
This has been an iron fast rule for centuries: the Captain is responsible for the ship
Not the chief engineer. Not the mate on watch. Not the bean counters ashore. Not the Admiral. The commanding officer.
The problem is there has been a major shift in the technical capabilities of captains. They simply don’t know as much about mechanical systems that they once did.
My first year as a deck cadet @MaritimeCollege half my time was spent in the engineroom tracing out pipes on a steam plant.
This is no longer done. We have become specialists narrowly focused on our specific jobs.
Why?
1) First of all systems have become more complex. When I entered maritime college in 1996 you didn’t need to know anything about computers to navigate. Now you do. There are a fixed number of credits & computer training has to come from somewhere
2) We have become a preferential society. Increasingly I hear from deck cadets “I don’t like the engine room and I’m not an engineer so why should I trace pipes”. Well no deck officer likes tracing pipes… that’s why we forced college cadets to do it!
I was once like this too and my career suffered because engineers refused to help me with deck problems but then I decided to learn the fundamentals of ship systems & suddenly I got all the help I needed because I understood their language.
This is why the Navy has future captains do an engineering tour. I don’t know NZ’s process but that’s becoming increasingly rare around the world.
3) HR has taken over. We are told that everyone who comes aboard is competent and vetted. We are told to “stay in our lane” to trust the people around us. Questioning someone’s competence is not ok.
As captain I 💯 do NOT know as much about the mechanical systems as the chief engineer but it’s 💯 my job to maintain a safe ship. This requires me to ask difficult question. It requires me to scrutinize the work of someone who’s a LOT more competent than me.
I can’t tell you how many intense arguments I’ve had with chief engineers after questioning his work. He usually wins too but that’s part of the process. I need to know his work is great.
4) Increasingly-especially aboard ships like this which have great internet-technical things are monitored from shore. There has been an explosion of communication with experts ashore.
Practically this means I can no longer fight with the chief engineer because if it’s intense he’ll get his shoreside boss and mine on zoom… & often an HR person will be there for good measure. This rarely ends well for an inquisitive captain.
5) Political adept captains get away with murder, proficient ones don’t.
20 years ago the easiest question on the US Coast Guard Captains license exam was “x happed, who is responsible?”
It didn’t matter if x was an engine failure, medical emergency, shipyard issue, or act of god… the CAPTAIN was held accountable. Often other people would be punished for failures too but always the Captain.
Now that’s no longer the case. If a mechanical issue causes a ship to sink and your friends with HR, and if you can make a good case… it’s possible to shift blame.
The practical result is instead of having those difficult conversations questioning the chief many captains today spend that time documenting paperwork to CYA
That’s time and energy spent that does not help your ship or crew
6) There has been a fracture of authority. As the McKinsey consultants & Harvard MBA’s have taken over shipping they have come up with very smart ways to compel captains to sail with deficiencies
Part of how they accomplish this is with an intense amount of paperwork that is supposed to find & manage failure but in reality spreads blame far and wide.
If 20 people signed off on a mechanical problem then the Captain feels better about ignoring the problem
Il "metodo Von der Leyen" ormai è consolidato: secondo i nuovi piani della Commissione Europea - riporta Politico - Bruxelles richiederà riforme sulla "parità di genere" per rilasciare i fondi per l´edilizia sociale, e la "promozione dell´agricoltura organica" per accedere ai fondi della PAC.
Sia la pandemia che la guerra sono state occasioni per dei grossi "power grab": chiedere più fondi agli stati membri e imporre sempre più condizionalità per rimandarli indietro. Il recovery fund ne è l´esempio principale. Lo stesso approccio è utilizzato nei confronti dell´Ucraina con il collegamento dei prestiti a delle progressive "riforme" chieste dalla Commissione.
Se c'è una lezione che l'Italia dovrebbe trarre immediatamente dalla guerra del Levante è quella sull'inutilità - e quindi pericolosità - di UNIFIL.
Decenni di ronde e photo-op per poi rinchiudersi nelle caserme e sperare di non venire bombardati quando avviene una vera escalation, che in teoria la missione dovrebbe prevenire ma in pratica (ovviamente) non può fare nulla per prevenire.
Nessuno ci ha mai ringraziato, né arabi né israeliani, e niente di concreto è stato ottenuto. Ritirare immediatamente tutte le truppe dal Libano e possibilmente anche dall'Iraq. Valutando invece di aumentare i contingenti nei Balcani, in Libia e nel Sahel.
Questo alla luce delle richieste di Blinken di utilizzare il Battaglione Tuscania per la futura occupazione di Gaza con conseguenti dichiarazioni possibiliste di Crosetto: neanche per idea. Un luogo da cui stare lontani il più possibile, da cui nulla di buono può arrivare, e se l'idea è quella di creare una forza di occupazione non israeliana, ci mandino i Marines.