Chiunque, ma proprio chiunque, dovrebbe avere un amico come Sigfrido.
Uno che se gli telefoni dopo essere stato indagato e perquisito come presunto mandante della bomba che ha deflagrato la sua macchina e quella di sua figlia non ti attacca il telefono in faccia infuriato e non ti manda nemmeno a fare in culo.
No.
Ti risponde.
Ti parla.
E ti aiuta, in buonafede, come rimarca la GIP, a fare mente locale perché tu stai cercando un modo per far intendere che quel giorno eri da un’altra parte.
Questa è la vera essenza dell’amicizia.
Un’amicizia a prova di bomba.
.@RoVannacci#vannacci, a te non ti sconfiggono le finte femministe, ma quelle vere. E sai perché sei un sóla? Perché sei come quelli che dici di voler combattere: i #talebani, sei tu che vuoi la “#sharia mediterranea” come la cucina.
Il femminismo o è universale o non esiste.
I diritti sanciti dalla Costituzione italiana valgono per tutte e per tutti i cittadini italiani.
Mentre in Iran e in Afghanistan le donne rischiano la vita e vengono uccise per rivendicare spazi misti e rifiutare il velo, in Italia c'è chi applaude alle piscine con orari segregati in nome del "rispetto delle culture".
Smettiamo di prenderci in giro: questo non è progressismo. Questo è il razzismo delle basse aspettative.
È l’idea, subdola e paternalistica, che i diritti fondamentali - conquistati con fatica e coraggio - non valgano per tutte le donne, ma solo per quelle nate nella cultura affine a quella occidentale.
Come partito liberale, rifiutiamo questa ipocrisia.
Non barattiamo le conquiste di civiltà per elemosinare consensi (come invece fa una certa sinistra) o per la paura codarda di essere etichettati come "intolleranti".
La segregazione di genere non è inclusione.
È oppressione. E chi la giustifica ne è complice.
Audizione-fiume di Giuseppe #Conte in commissione Covid.
Chissà se gli hanno chiesto anche come andò l’operazione “Dalla Russia con amore”, concertata con #Putin per far scorrazzare liberamente in Italia oltre 100 agenti russi del GRU, il servizio segreto militare di Mosca.
Se ti sei stancato di essere spremuto di tasse per finanziare autentiche sciocchezze come la nuova Agenzia per il Cinema, mercoledì 9 settembre - quando questo provvedimento andrà in aula - vieni al sit - in che il @Partito_Libdem sta organizzando davanti Montecitorio.
Perché ad un certo punto anche basta eh.
Quella di Arday è una delle storie più patetiche sul funzionamento delle istituzioni accademiche, dove ormai la logica DEI e l’ideologia woke contano più del sapere e del rigore scientifico.
La risoluzione di @pdnetwork, M5s e Avs a @Montecitorio chiede di attivare la clausola di salvaguardia europea per spese per cui la @EU_Commission non la prevede (la sanità pubblica) e di escludere le spese per cui è stata pensata (gli strumenti di difesa).
Francamente sembra più una trovata da manifesti elettorali, che un serio atto parlamentare
Boy George non è ebreo. Ma ha scritto "We Will Dance Again" per le vittime del Festival Nova, massacrate da Hamas il 7 ottobre 2023.
Un uomo solo, che ha scelto di non stare zitto.
Il suo storico manager si è rifiutato di pubblicarla e Boy George ha chiuso con lui.
Poi ha rinunciato al ruolo di Re Erode in Jesus Christ Superstar a Londra, per non travolgere dalle polemiche anche la produzione dell’opera.
Ha perso il manager e il palco. E’ stato travolto da una campagna di odio indescrivibile ma non è arretrato di un passo.
Chi ha il coraggio di cantare per la pace, raccontare l’orrore, non nascondere la verità, non può restare da solo a pagarne il prezzo.
Ascolta "We Will Dance Again". Compriamola e facciamogli sentire la nostra solidarietà.
Il link per acquistarla è https://t.co/UyluxDthB5 @BoyGeorge
Oggi la Camera si è espressa sull’istituzione della Giornata Nazionale in memoria delle vittime degli errori giudiziari, in memoria di Enzo Tortora.
Il Partito Liberaldemocratico ha votato convintamente, felicemente ed orgogliosamente favorevole.
In Commissione Bilancio il Campo Largo si sta lamentando perché questo loro disegno di legge sul cinema non sta andando abbastanza velocemente.
Istituisce il Forum del Cinema e pure l’Agenzia del Cinema.
Ovviamente lasciando in piedi tutto quello che c’era già.
Poi uno dice di Milei, eh. #Afuera
STANNO SOLO A GIOCA’ A FASCISTI E COMUNISTI.
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Hanno passato tutto il giorno a contare le volte in cui si è detto o non si è detto “fascista”.
Se con virgolette, se senza virgolette. Se genuinamente, se forzatamente.
Ci fosse uno che vi ha parlato di Paolo Bellini.
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Paolo Bellini è il quinto condannato, molto recentemente, come partecipante all’attentato del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. Un militante di Avanguardia Nazionale (un altro gruppo dell’estrema destra di quegli anni).
Ma Paolo Bellini è anche tante altre cose.
Negli Anni Settanta ottenne strane coperture e facilitazioni all’espatrio in Brasile - dove visse per anni col falso nome di Roberto da Silva - da apparati istituzionali.
A inizio degli Anni Novanta fu infiltrato nella mafia siciliana per conto dei Carabinieri.
In questa sua funzione, entrò in stretti rapporti con il boss Antonino Gioe’, uno dei personaggi più oscuri legati alla strage di Capaci in cui il 23 maggio 1992 persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti di scorta.
Gioe’ morì in carcere, con un suicidio che fu subito giudicato molto strano, per via dei segni sul corpo del cadavere. Loris D’Ambrosio, consigliere giuridico del Presidente Napolitano, nella celebre telefonata intercettata con l’ex-ministro Nicola Mancino definì la sua morte “un altro segreto che ci portiamo appresso”.
Secondo le inchieste della magistratura, Paolo Bellini fu anche quello che nel 1991 suggerì ai mafiosi di iniziare una serie di attentati contro le opere d’arte. Suggerimento poi eseguito con gli attentati dell’estate del 1993.
Pensate alla forza che avrebbe avuto, oggi, una dichiarazione di TUTTE le forze politiche che avesse chiesto chiarezza su una situazione così strana.
Invece già me li vedo, quelli (ancora in vita) che hanno riempito di merda questo paese, darsi di gomito tra loro e dire “stai tranquillo compa’, a questi non gliene frega niente di capire cos’è davvero successo: stanno solo a giocare a fascisti e comunisti”.
@avvbenedetto Invece si dà la possibilità di conoscere l'andamento di quasi tutti partiti. È una questione di trasparenza, correttazza. Anzi quei partiti dovrebbero avere + spazio anche in TV. Battaglia che faceva, costantemente, Marco Pannella che ai citato in precedenza.
C'è una comunanza d’intenti tra Londra e New York: tassare la casa, soprattutto se è quella di chi ce l'ha fatta. Il neo primo ministro britannico Andy Burnham propone una tassa sugli immobili sopra i due milioni di sterline, che porterebbe 7,5 miliardi nelle casse pubbliche. A New York, il compagno Mamdani ha fatto di “meglio”: ha pubblicato online l'elenco completo delle abitazioni di lusso con nome e cognome dei proprietari, tra cui il segretario al Commercio Howard Lutnick, la nipote di Trump, l'ex direttrice di Vogue e persino Woody Allen.
Chiamiamo le cose con il loro nome: questa non è redistribuzione della ricchezza o giustizia sociale, ma è caccia all'uomo. Quella casa, quel patrimonio, sono stati costruiti con soldi già tassati una volta, i guadagni di una vita di lavoro, di rischio, di scelte. Tassarli di nuovo, e per giunta pubblicando l'elenco dei "colpevoli" come si faceva con i kulaki, non è politica, ma è la trasformazione dell'invidia sociale in bacino elettorale.
E qui la sinistra globale si scopre gemella delle frange più estreme che dice di combattere.
Cambia il bersaglio, non il metodo: da una parte l'odio per il successo, dall'altra la discriminazione per motivi etnici. Diverso il pretesto, identica logica: individuare un nemico ideale.
Prima di rovistare nelle tasche altrui, e mi riferisco soprattutto ai nostri politicanti di casa, si occupassero di come vengono spesi i soldi che incassano, i NOSTRI soldi. È, come sempre, un problema di come lo Stato spende, tra bonus elettorali e mancette. Non di quanto.
Tassare i patrimoni è inutile. Spendere meglio è, invece, doveroso.