Giulia Cecchettin è stata uccisa. Siamo stanche di gridare BASTA! E' urgente, sempre più urgente, la vera rivoluzione. Fino a che non ci sarà questa consapevolezza profonda, continueremo a piangere le morti di donne ammazzate da chi crede siano roba loro. Non è più tollerabile.
Ospite alla trasmissione “Diritto e rovescio” su quella Rete 4 che si professa “ripulita dal trash” e invece ha rovesciato il trash nel contenitore dell’informazione l’ex ministro dell’Inferno Matteo Salvini ha svelato la natura sua e di questo governo. Alla domanda del conduttore su come potrebbero trovare 5mila euro i migranti che sbarcano in Italia per poter pagare il racket di Stato previsto nella nuova mortifera norma, Salvini ha risposto letteralmente: molti arrivano con «telefonino, scarpe, catenina, orologino».
La frase è tecnicamente razzista – ovviamente – poiché chiede a una specifica “razza” di dimostrare la propria povertà adattandosi alla narrazione che la vorrebbe descrivere. Come ogni frase razzista pronunciata dai componenti di questo governo è anche profondamente ignorante: se Salvini si ritrovasse in condizioni di disperazione che lo costringono a partire per un lungo viaggio siamo sicuri che si procurerebbe delle scarpe per attraversare il deserto, per scavalcare i muri e le reti che i Salvini come lui gli farebbero trovare per strada e per scappare da cani e bastoni. Siamo anche sicuri che avrebbe un telefono per fare sapere alla sua fidanzata o alle sue ex mogli o ai suoi figli di essere ancora vivo e per verificare in quale parte d’Europa si trovi. Siamo anche sicuri che non lascerebbe a casa il suo rosario a cui è feticisticamente attaccato e che considera un portafortuna elettorale.
Siamo sicuri anche che se avesse studiato un po’ di Storia saprebbe che ai deportati della Shoah venivano tolte le scarpe come primo atto di spoliazione. Ciò che gli possiamo augurare è di non incontrare un ministro come lui.
Buon lunedì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
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Ieri la ministra al Turismo Daniela Santanchè ha assestato un colpo alla propaganda di governo producendo un video che la ritrae in Versilia, lì dove ha cofondato lo stabilimento Twiga da 600 euro al giorno e di cui ha venduto le quote al compagno per non avere “conflitto di interessi”. «Oggi», ha detto, «mi auguro che tutti possiate passare una giornata serena e di spensieratezza. Vi faccio veramente tanti auguri e vi dico che il governo sta lavorando per avere tutte le offerte turistiche, perché tutti devono poter fare le vacanze», ha detto in un video, in cui alle sue spalle si vedono decine di persone in piscina. E poi: «Auguro buon Ferragosto anche a coloro che magari quest’anno le vacanze non le hanno fatte. Li voglio rassicurare, perché il governo sta lavorando perché le vacanze devono essere accessibili a tutti e perché bisogna lavorare sulla destagionalizzazione».
Il video (finito al telegiornale della televisione pubblica, come notizia) conferma alcuni aspetti di questo governo. Il primo, più evidente, è che i ministri intendono il proprio ruolo come influencer del proprio settore. Più del “fare” ritengono indispensabile “dire” e “fare parlare”, come se il ministero di cui si occupano sia semplicemente il momentaneo cliente da soddisfare. Ne esce un’accozzaglia in cui uno dice che «l’agricoltura salverà l’economia italiana», questa dice che «l’industria del turismo deve essere la prima della nazione», quell’altro che «solo le infrastrutture potranno fare ripartire il Paese». Piazzisti in contraddizione tra loro.
L’egoismo con cui esercitano il proprio ruolo produce in loro la preoccupazione che i (pochi) soldi a disposizione degli italiani finiscano nelle casse del proprio settore. Il coro della squadra completa che indichi come rendere dignitosa la vita degli italiani è un aspetto secondario. Quindi “le vacanze sono un diritto”, “i prodotti italiani sulle tavole degli italiani a Ferragosto” è un diritto, “attraversare il ponte di Messina è un diritto”, “non avere come vicini di casa una coppia gay con figli è un diritto”, “negare i neri che potresti ritrovare per strada è un diritto”, “che gli attivisti ambientali protestino con le buone maniere è un diritto” e così via.
Il salario minimo e la sussistenza dei poveri no.
Buon mercoledì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
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existing as a woman makes it impossible to ever escape sexualization and being gazed upon as an object of male desire because even something as trivial as eating ice cream in your car is turned sexual. not to mention how dystopian the entitlement to film strangers and mock them
i’ve been forced to watch some football recently and i really think they should consider editing the matches to have confessionals from the players like in reality tv shows. would be way more interesting
Intervista a Pillon dove si tocca anche il tema aborto.
Pillon, incalzato dall'intervistatore, alla fine dice la verità!
- E se vuole ancora? [abortire]
- GLIELO IMPEDIAMO!
Ricordatevelo quando andrete a votare.
Spero che lo leggano e condividano molte donne.
"Noi cerchiamo di salvare vite umane" dice Draghi a Erdogan.
E come, Presidente? Rendendo il mar Mediterraneo un deserto senza soccorsi? Abbandonando chi fugge alle onde e alla sorte?
Andrea Bocelli che ogni santa volta ci tiene a ricordare che a sua madre fu proposto di abortire perché c'erano anomalie nella gravidanza ma lei si è rifiutata e ha fatto nascere il famoso tenore.
Peccato che da noi l'aborto è legale dal 1978.
Bocelli è nato nel 1958.
Comunque ricordiamoci pure che non necessariamente deve essere un aborto “necessario” o “giustificato”. Può essere un aborto perché è capitato, perché sono sola, perché non ho soldi, perché perdo il lavoro, perché non mi va. Sì, esatto. Perché decido che non me la sento e basta.
Comunque io ho due cognomi, il cognome di mia madre non è quello di suo padre, quell(i) delle sue sorelle nemmeno.
Secondo me quello che vi preoccupa non è “la confusione che si creerebbe”, ma il fatto che alle donne venga riconosciuto sempre più potere. La butto lì.