This time last week, completing the National Three Peaks Challenge. A huge thank you to everybody who has supported The Royal Marsden Cancer Charity.
To find out more or donate, please visit https://t.co/5yZt2iWxDd
Remember kids draw a lesson from me, never forget you are on X and people take throwaway remarks very very seriously and then they really let rip. Quite the eye opener.
While the world will probably never agree on a single "most beautiful woman"—since opinions change with every corner of the globe—there is no denying that she occupies a very rare and permanent spot in the world of fashion, royalty, and public fascination.
@g_m_42 Si Catherine hubiese lucido ese estilo después de Letizia, ya @vanitatis y @nuriatiburcio hubieran titulado "Kate se inspira en la reina Letizia", como ridículamente han hecho antes. 🙄
Queen Mary and King George V attending the All-England Tennis' Championships at Wimbledon, c1932.
So clear, so vibrant, you'd think this photo had been taken recently.
@bornfirstkindly The photo of the ghost girl did not have the success or publicity they expected, they then used the Wales children as clickbait. By the way, does this supposed "Vanessa" even exist?
Teniendo en cuenta los actos que hace a lo largo del año es un poco escandalosa la dedicación del heredero al trono al fútbol… Carlos III a su edad tenía una agenda con más empaque
La futura regina d’Inghilterra ha attraversato l’Europa dopo la malattia per venire in una scuola pubblica di Reggio Emilia.
E già questo dovrebbe farci fermare un secondo.
Kate Middleton non è arrivata in Italia per una cena di gala.
Non per una sfilata.
Non per un evento mondano.
Ha scelto Reggio Emilia per osservare da vicino il “Reggio Emilia Approach”, il modello educativo per la prima infanzia considerato uno dei più avanzati e studiati del mondo.
Un’eccellenza italiana di cui all’estero parlano da anni con rispetto quasi reverenziale.
Mentre spesso noi italiani dimentichiamo perfino di averla.
Dopo aver annunciato il tumore e dopo mesi lontana dalla vita pubblica, la principessa del Galles ha deciso di tornare così: partendo dai bambini.
Perché da anni il suo impegno è legato proprio all’infanzia, alla crescita emotiva, alla salute mentale, alle pari opportunità.
E Reggio Emilia rappresenta uno dei luoghi simbolo di questa visione educativa.
Qui i bambini non vengono trattati come numeri.
Non vengono “parcheggiati”.
Qui vengono ascoltati.
Le loro domande contano.
La loro creatività conta.
Perfino il silenzio viene considerato parte dell’apprendimento.
È questo che il mondo viene a studiare a Reggio Emilia.
E così, tra educatrici, pedagogiste, laboratori e famiglie, una delle donne più osservate del pianeta ha trascorso ore dentro una scuola comunale italiana.
Poi, alla fine della visita alla scuola dell’infanzia Anna Frank, è successo qualcosa che nessun ufficio stampa avrebbe potuto organizzare.
Un bambino ha rotto il protocollo.
Mentre Kate stava andando via, l’ha fermata con una domanda tanto semplice quanto potentissima:
“Kate, puoi tornare qui un’altra volta?”
Lei si è girata, ha sorriso e ha risposto in italiano:
“Sì, certo”.
Ed è stato in quel momento che tutta la distanza tra una principessa e dei bambini è sparita.
Perché la sua giornata non si è conclusa con un discorso ufficiale.
Non con le telecamere.
Non con la politica.
Ma con uno splendido abbraccio dei bambini.
Ed è forse questa l’immagine più forte di tutte.
Una donna che ha attraversato una malattia durissima.
Una futura regina.
Una delle figure più famose del pianeta.
Che sceglie di ripartire da una scuola italiana.
Dai bambini.
Dall’educazione.
In un tempo in cui il mondo sembra urlare ovunque, Reggio Emilia continua a insegnare una cosa rivoluzionaria:
che ascoltare un bambino può ancora cambiare il futuro.