A memoria, Mohamed #Hany 🇪🇬 è il primo giocatore di sempre a segnare due autoreti nello stesso mondiale. Ci sarebbe stato Pierre #Issa 🇿🇦 nel '98, ma ne assegnarono una a Thierry #Henry 🇫🇷.
#AUSEGY#FifaWorldCup#FWC2026
@PinguSaltato@Zincoritorna Si dice che abbia ispirato il personaggio di Dhalsim in Street Fighter. Ne avremo prova definitiva nel prossimo derby, qualora dovesse incenerire qualche ratto con il suo alito.
Consentitemi questa riflessione del lunedì mattina, a proposito delle infinite sequenze di video stranianti postati da giovani russi (per lo più ragazze) in lacrime per le chilometriche file ai distributori, ma che non dicono una sola parola sui missili e i droni che il loro paese spedisce contro case scuole e ospedali ucraini, che è poi la causa di ciò che stanno vivendo.
La disperazione per l’auto a secco o le vacanze in Crimea rovinate che provocano lacrime, ma non un briciolo di analisi su come si sia arrivati a vedere colonne di fumo in città, alla chiusura dei social, al rigido controllo di internet, sono il sintomo del successo della propaganda di regime, che in un quarto di secolo di putinismo ha cresciuto intere generazioni di automi, addestrati a ricercare il benessere materiale, e ad ignorare il prezzo reale che loro stessi ed altri pagano per assicurarselo.
Nelle lacrime di questi ragazzi c’è rabbia, talvolta paura, ma non c’è traccia di colpa, per ragioni storiche che il regime di Putin ha sfruttato per consolidarsi e conquistare il potere. La più importante di queste è che è mancato nella storia russa un processo di identificazione della colpa, che molti storici riassumono come l'assenza di una "Norimberga russa", la quale avrebbe comportato una vera Vergangenheitsbewältigung (il termine tedesco che indica il "superamento/elaborazione del passato").
Nel 1945, la Germania nazista è stata occupata, rasa al suolo, divisa e costretta a guardare in faccia i propri crimini. Il processo di denazificazione non è stato immediato né perfetto, ma l'umiliazione militare e morale totale ha costretto i tedeschi a ridefinire la propria identità nazionale in opposizione al nazismo.
Nel 1991, in Russia, non è successo nulla di tutto ciò. L'Unione Sovietica è crollata su se stessa per implosione economica e strutturale. Ma non ci sono state truppe straniere a Mosca, non ci sono stati processi pubblici per i crimini del gulag o dello stalinismo, e gli archivi del KGB sono stati aperti solo parzialmente per poi essere rapidamente richiusi. Il Cremlino stesso ha gradualmente riscritto i libri di storia, rispolverato simboli del passato, messo al bando ong come Memorial, che cercavano di tenere viva la memoria dei crimini sovietici perché si evitasse di commetterli ancora. Il risultato è che per la popolazione, il crollo dell'URSS non è stato vissuto come la liberazione da un regime oppressivo, ma come una catastrofe geopolitica e sociale che ha portato povertà, caos e perdita di status.
La fine della Guerra Fredda è stata percepita come un "incidente della storia" o, peggio, come un tradimento interno e occidentale, e non come il fallimento intrinseco di un modello imperiale e autoritario.
Mancando l'elaborazione della colpa storica, lo spazio psicologico lasciato vuoto dal crollo dell'ideologia comunista è stato riempito dal risentimento. Negli ultimi vent'anni, la propaganda del regime ha fatto leva esattamente su questa "volontà di rivalsa sociale", incanalata contro l'Occidente, rappresentato come l’entità che ha umiliato e calpestato il paese approfittando di un suo momento di fragilità. Un approccio revanscista che ha permesso a Putin di stabilire una continuità tra l'impero zarista, l'URSS e la Russia odierna per costruire il mito della "Grande Russia" vittoriosa e perennemente assediata da nemici esterni.
Per sostenere questo impianto, il regime ha sostanzialmente esonerato in questi anni il popolo dalla politica. La conduzione dello Stato dipende da una classe dirigente autoproclamatasi tale che ha col popolo un patto sociale, il quale prevede la rinuncia collettiva ai diritti politici, in cambio di relativo benessere. Lo sgomento e le lacrime nascono dal fatto che quel patto è per la prima volta entrato in crisi e le promesse vengono infrante. Il nesso di causa-effetto ("non c'è benzina PERCHÉ stiamo aggredendo un altro Stato e siamo isolati dal mondo") viene attivamente rimosso o ribaltato, incolpando le sanzioni "ingiuste" dell'Occidente cattivo, alimentando ulteriormente quel circolo vizioso di vittimismo e vendetta storica.
Sostengo, come altri, che la Russia non abbia mai fatto i conti con i propri mostri del passato e, che finché quel passaggio doloroso ma necessario non avverrà, la tentazione di rifugiarsi nel mito dell'impero e della forza rimarrà purtroppo la bussola di gran parte di quel popolo.
Senza un’umiliazione netta, un processo pubblico che immortali e fissi nella storia le colpe di oggi e di ieri, quei giovani in lacrime continueranno a sentirsi non responsabili delle loro disgrazie. E a ritenere che il modello costruito da Vladimir Putin sia la soluzione e non il problema.
@MatteoDG93 La 🇰🇷 ha giocato molto male, torneo parallelo alla 🏴, esce meritatamente. 🇮🇷: senza la "Bastonata" di Ngoy contro il 🇧🇪, alla fine un gol l'avrebbero preso - alto che sfortuna. Piuttosto, se l'🇳🇱 non prende gol all'ultimo dal 🇯🇵 e l'🇦🇺 va in un gruppo serio... erano 0.
@MassimoBenesse1@MatteoDG93 This leaves 🇯🇵 and 🇦🇺 (never beyond R16), 🇸🇦 (7 WC, 1 R16), 🇮🇷 (never beyond 1R) and 🇰🇷 (never beyond R16, excluding 2002, Moreno and Ghandour). 4+1 berths would be more than enough.
@MassimoBenesse1@MatteoDG93 Makes no sense. 🇨🇳 qualified only once in 2002 - losing every match - and 🇮🇳 qualified in 1950 but did not even go to the WC. 🇮🇩 qualified only in 1938, 🇹🇷 and 🇮🇱 count as Europe, 🇸🇬 and 🇹🇼 never qualified.
@Zlatan52173787@ErmesAntonucci Servirebbe una commissione d'inchiesta su tutta la PA, ivi incluse alta professionalità/discrezionalità e autorità indipendenti.
Il dr. Asdrubale Imbarazzo di BoscoReale (NA), pediatra, volontario WWF, amante di filosofia greca e calcio brasiliano (è bassista dei Socrates Apolojazz) è un uomo colto e piacevole. A #LuigiGarlando della @Gazzetta_it farebbe bene conoscerlo. Ma #Garlando non conosce Imbarazzo.