So wada come out and say it would be a 1-2 year ban. Obviously sinners team have done everything in their power to just go ahead and take a 3 month ban, no titles lost, no prize money lost. Guilty or not? Sad day for tennis. Fairness in tennis does not exist.
Trump interrompe gli aiuti all’Ucraina.
Insiste che l’Ucraina “non ha le carte” e vuole imporre la pace di Putin.
Ucraina ed Europa dicono “no” e sostengono l’Ucraina.
Musk rimuove l’accesso a Starlink alla Russia e l’Ucraina comincia ad avanzare a ritmo serrato.
La situazione economica in Russia è al collasso.
Trump e Netanyahu scatenano una guerra.
Fanno alzare il prezzo del petrolio.
Trump rimuove sanzioni a Russia e Bielorussia.
Trump riattiva le esportazioni del petrolio russo verso l’India.
La Russia respira.
Trump fa un bel endorsement a Orban.
Manda prima Rubio e poi JD Vance a sostenere Orban.
Intanto Orban blocca il prestito di 90 miliardi all’Ucraina.
Meloni, in uno strano esercizio di contorsionismo, dice di sostenere l’Ucraina, mentre difende Orban che impedisce il prestito all’Ucraina.
Oggi Netanyahu fa l’endorsement a Orban.
Nel frattempo il ministro degli esteri ungherese passa ai russi i rapporti confidenziali del Consiglio europeo.
Prosit.
Nello sci cross uguale, a parlare male si sbaglia ma alcune volte ci si prende. Il dubbio di sciolina plus plus non si sa cosa ti viene.
@DarioPuppo@max_ambesi
🚨🚨🚨🪖🇩🇰🇷🇺 Buongiorno a tutti. Il primo ministro della Danimarca, Mette Frederiksen, ha pronunciato un discorso alla nazione che resterà. Speriamo ovviamente che non sia questo il caso, ma è possibile che tra qualche anno Copenaghen, guardandosi alle spalle, si ritrovi a pensare a questo intervento come al simbolo del momento spartiacque che la società danese (ed europea) si è trovata ad attraversare. L'ho tradotto integralmente per voi. Sono parole molto oneste, colpiscono per la loro schiettezza quasi brutale. Soprattutto: sono parole necessarie. Buona lettura.
"Cari tutti,
la Danimarca negli ultimi giorni è stata oggetto di attacchi ibridi.
Droni sono stati avvistati in diversi luoghi. Presso infrastrutture critiche. Militari e civili.
Si tratta di attacchi che dobbiamo aspettarci possano ripetersi.
Sono attacchi che hanno messo in luce vulnerabilità.
E sono attacchi che hanno lo scopo di creare insicurezza e divisione.
Attacchi che vogliono scuoterci. Come individui e come società.
Capisco bene che la situazione sollevi molte domande.
Perché i droni non sono stati abbattuti? Perché non sono stati scoperti prima?
E ci sarà un momento in cui dovremo guardare indietro agli eventi degli ultimi giorni e trarne insegnamento.
Ma qui e ora noi - governo e autorità - abbiamo un compito che sovrasta tutti gli altri: ed è quello di proteggere la Danimarca. E metterci in condizione di contrastare meglio gli attacchi ibridi. Il più rapidamente possibile.
Dove siamo adesso?
Primo: le autorità hanno alzato il livello di allerta. E si stanno preparando a diversi scenari.
Ciò significa, tra l’altro, che sia le Forze Armate che la polizia saranno più presenti con capacità anti-drone attorno alle infrastrutture critiche nei prossimi giorni.
Allo stesso tempo, le autorità sono in stretto contatto con i nostri alleati al fine di rafforzare rapidamente le capacità danesi di individuare e neutralizzare i droni.
Secondo: le nostre autorità hanno il mandato di abbattere i droni ostili.
Ma naturalmente spetta alle autorità competenti effettuare la valutazione operativa nella situazione concreta, incluse le valutazioni dei rischi specifici per la sicurezza.
Terzo: negli ultimi giorni sono stata in contatto con diversi miei colleghi europei.
Ho parlato con il cancelliere tedesco, il primo ministro britannico, i primi ministri dei nostri Paesi vicini, Svezia e Norvegia, e con il presidente finlandese.
Così come sono stata in stretto dialogo con il Segretario Generale della NATO. E ora siamo, da parte danese, in stretto dialogo con gli alleati NATO su come possano assistere la Danimarca nell’attuale situazione, affinché possiamo proteggere e difendere il nostro spazio aereo.
Gli attacchi ibridi non hanno colpito solo la Danimarca. Di recente ci sono stati incidenti anche in Polonia, Estonia e Romania.
La guerra ibrida non è una guerra nel senso tradizionale del termine.
Gli attacchi ibridi mirano a confonderci. A renderci insicuri. E provengono da un nemico codardo, che non osa rivelarsi.
Una volta possono essere droni. Un’altra volta possono essere attacchi informatici. Può trattarsi di ciò che chiamiamo disinformazione. Oppure di influenzare i processi elettorali. O di teorie del complotto che si leggono online.
Ma indipendentemente dal metodo che vedremo, lo scopo è sempre lo stesso.
Si vuole destabilizzare le nostre società, e si vuole che non abbiamo più fiducia nelle nostre autorità.
E tutto ciò sottolinea che la minaccia alla sicurezza dell’Europa è grave - ed è reale.
Ecco perché negli ultimi anni abbiamo intrapreso un massiccio rafforzamento delle nostre forze armate. Ed è anche per questo che continuiamo a sostenere l’Ucraina. Che credo possa aiutarci in questa situazione. Perché se c’è qualcuno che ha esperienza nel combattere i droni, sono i nostri amici in Ucraina. E dunque, naturalmente, siamo anche in dialogo con loro.
Devo però dire che ci vorrà tempo per ricostruire la difesa danese.
Non vi chiedo pazienza su questo punto, perché, a dire il vero, non ne ho molta nemmeno io.
Ma siamo sotto pressione.
E chiedo comprensione per il fatto che, anche se stiamo agendo, non è possibile ottenere risultati da un giorno all’altro. O da un anno all’altro.
Devo anche dire un’altra cosa. E questo è rivolto in particolare ad alcuni partiti del Folketing. L’obiettivo degli attacchi ibridi non è solo testare le nostre autorità o la nostra prontezza. È anche, come detto, vedere come reagiamo come società e come reagiamo politicamente.
Dobbiamo essere vigili. E se qualcosa non funziona, deve ovviamente essere corretto. E lo stiamo facendo. Ma dobbiamo anche mantenere la calma. Non è il momento per dichiarazioni affrettate, gare politiche al rialzo o dichiarazioni di sfiducia verso le autorità o la polizia.
Perché nessun politico responsabile potrà mai garantire al popolo danese che potremo evitare del tutto gli attacchi ibridi. E questo, del resto, non è possibile in nessun Paese. Anzi, probabilmente è vero proprio il contrario.
Vedremo più sabotaggi. Più attacchi hacker. Ancora più droni. Cavi sottomarini distrutti. Attacchi diretti dentro le democrazie europee, come vediamo attualmente nel piccolo Paese della Moldova.
Il fatto che la Danimarca e l’Europa siano soggette ad attacchi ibridi più gravi e frequenti lo considero una nuova realtà.
La prossima settimana tutti i capi di Stato e di governo europei si incontreranno qui a Copenaghen. Discuteremo di difesa e sicurezza europea. Compresa l’istituzione di una vera e propria “barriera di droni”.
In altre parole: l’Europa deve attrezzarsi. E dobbiamo rafforzarci.
E non dobbiamo mai lasciarci intimidire. Perché così non possiamo essere danesi. E così non possiamo nemmeno essere europei.
In queste ore e in questi giorni ci troviamo probabilmente nella fase iniziale della gestione immediata della crisi.
Lo abbiamo già sperimentato in altre situazioni. E ho già detto in passato ciò che ripeto ora: che in ogni gestione di una crisi difficile c’è il rischio di commettere errori.
E non sempre possiamo fornire subito buone risposte alle domande che sorgeranno di volta in volta.
Ma come governo ci impegneremo a comunicare al pubblico ciò che possiamo. E lo stesso faranno le autorità. Naturalmente con cautela. Perché coloro che ci vogliono male ascoltano tutte le discussioni che abbiamo tra di noi.
E anche se le autorità non possono concludere chi ci sia dietro gli attacchi ibridi contro i nostri aeroporti e altre infrastrutture critiche…possiamo comunque constatare che c’è principalmente un Paese che rappresenta una minaccia per la sicurezza dell’Europa. Ed è la Russia.
E dunque, un ultimo punto importante.
Non esiste un Paese europeo che possa difendersi da solo contro la Russia. Nemmeno l’Ucraina, che pure combatte coraggiosamente ormai da più di tre anni.
Ed è proprio per questo che abbiamo la nostra alleanza NATO.
È per questo che stiamo ampliando l’industria europea della difesa.
Ed è per questo che stiamo portando avanti un rafforzamento storico qui in Danimarca.
E gli eventi degli ultimi giorni non fanno che sottolineare quanto sia importante.
Che agiamo. Ma che lo facciamo insieme agli altri. In Europa e nella NATO.
Grazie per aver ascoltato".
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Ti ringrazio.
Ci pensate che un tempo le democrazie le distinguevi dal terzo mondo sottosviluppato perché non uccideva i nemici ma li processava? Ce lo hanno raccontato come grande errore del post fascismo, l'assenza del processo. Ora invece per capire Gaza dobbiamo parlare dei bambini
@Lorenzo93962815@_InsideMilan@szniic Siamo d'accordo ma mi fai passare la partita come What a player, sembra che abbia spaccato la partita in due. Leao ha dei picchi di velocità e dribbling che la gente ha gli incubi la notte ma cosa ne fa di quei picchi è in questo video. Video super proleao e insomma.. Mhe