#Vergara.
Entra sommerso dai fischi del popolo genoano.
Ne annunciano il nome e viene giù lo stadio.
Lui entra, passo normale. Come se niente fosse.
Impossibile.
Quei fischi li sente. Li deve sentire.
E lì hai due possibilità: o ti caricano o ti disinnescano.
Vergara sceglie la prima.
Va a piazzarsi nella zona di #Politano. Ma fa altro. Ha altri compiti. Altre caratteristiche. Un altro modo di stare dentro la partita.
Vergara.
Lo aspettavo al varco.
E lui quel varco l’ha attraversato a testa alta.
Ci ha messo carattere. Più di quanto mi aspettassi.
Nessuna strafottenza. Nessuna posa. Nessuna smania di dimostrare qualcosa a ogni pallone.
E fa una cosa molto più intelligente: gioca.
Così, quei fischi se li beve.
Uno dopo l’altro.
Come benzina versata nel serbatoio.
L'ho osservato ogni volta che ha rincorso un pallone.
Ogni volta che é tornato indietro, in ogni passaggio avversario sporcato o dettato ai compagni.
Perché nessuna azione finisce solo perché ne hai perso il possesso.
L’ho visto correre.
L’ho visto recuperare.
L’ho visto difendere.
Cose in cui oggi eccelle #Kvara, ed è forse questo il salto più importante di un giocatore: aggiungere al talento la capacità di leggere la partita. Capirla. Interpretarla. Sporcarsi.
Vergara non esagera.
E questa, per uno con i suoi mezzi, è forse la notizia migliore.
Non ha forzato la giocata.
Non cerca il numero per ricordare a tutti di avere talento.
Non si é innamorato del pallone.
Lucido. Scaltro.
E finalmente gli ho visto usare bene anche il fisico. Non subirlo. Usarlo.
Perché a volte l'avversario non devi saltarlo subito.
- Prima lo senti.
- Lo assorbi.
- E poi lo lasci lì.
Sul @sscnapoli parlerò più avanti.
Sulla squadra. Sul mercato. Sulla stagione che può fare. Sulle mie certezze, ammesso che tali rimangano.
Dopo #Fiorentina-#Napoli.
Ma questo parere non richiesto su Vergara glielo dovevo.
Perché lo aspettavo al varco.
C’erano i fischi.
C’era uno stadio contro.
C’era una partita da capire.
Lui è entrato.
Ha sentito tutto.
Ed ha giocato.
Ed io ho capito... qualcosa in più.
Bravo ragazzo.
Non hai fatto nulla di straordinario, ma continua così.
Prendiamo il #Rugby, che è uno sport di squadra e professionistico: dopo l’impresa di Grenoble ci invitarono nel Sei Nazioni. Avevamo una squadra con molti oriundi, qualche talento locale, zero esperienza internazionale. Avevamo almeno vent’anni di ritardo da recuperare rispetto a squadre che nel frattempo miglioravano a ritmo serrato - dopo il passaggio al professionismo - con federazioni più ricche, più grandi e una cultura di staff tecnici radicata da secoli - i britannici e i celtici, per non parlare dell’emisfero sud - o comunque in pieno sviluppo da decenni come i francesi.
Ci siamo messi là, con pazienza e pochi soldi, partendo da un paio di generazioni di giocatori forti ma inesperti e da un movimento piccolo e quasi tutto concentrato nel nordest. Un passo alla volta, tante sberle, tante partite perse perché al 60esimo finiva la benzina, ma anche momenti che chi segue il rugby ricorda con amore - la prima volta nel Sei Nazioni, la prima vittoria in trasferta, la prima volta in cui abbiamo battuto l’Irlanda, la Francia, la Scozia.
Dopo vent’anni abbiamo un’accademia nazionale che sforna talenti, due franchigie nel campionato con celtici e sudafricani, nazionali ambiti dalle squadre di club più forti del mondo, oltre 100mila tesserati (più di gallesi e scozzesi, ma un quinto dei francesi e meno di un terzo degli inglesi). E siamo stabilmente al mondiale, con una squadra in grado di battere chiunque in una partita secca - Inghilterra, Australia, Sudafrica, Francia - e che batte regolarmente le nazionali del Tier 2 (Giappone, Samoa, Fiji, Georgia e compagnia). E un’U20 che continua a sfornare giocatori pronti o quasi pronti per l’Alto livello.
Per riuscirci siamo passati dal gioco chiuso fondato solo sulla mischia a un gioco bello e veloce, costruito, alla mano come fanno i francesi, migliorando in difesa, nella tecnica e nei punti d’incontro, incrementando la tenuta atletica… creando un gioco veramente “italiano” cioè adatto alle nostre caratteristiche ma moderno, veloce, a volte anche sorprendente.
E senza una polemica arbitrale.
I modelli positivi ci sono.
Basta volerli applicare.
#BosniaItalia
“Vi sembra bello godere per la sconfitta dell’Italia nel calcio?”
“Voi siete altrettanto vergognosi denigrando il calcio”
“Sì ma la nazionale di basket maschile fa schifo da anni perché non lo scrivete???”
…Ci siamo dimenticati di aggiungere nel post un avviso importante per i bambini italiani: studiate, leggete, aprite la mente, acculturatevi, altrimenti diventerete come tanti adulti di oggi che non sono neanche in grado di comprendere un semplice testo di trenta righe.
Cari bambini italiani,
un sacco di persone, anche importanti, moltissimi giornali, politici, televisioni, e giornalisti, si stanno preoccupando per voi in questi giorni.
Sono tutti terrorizzati dal fatto che ancora una volta non potrete vedere l'Italia ai mondiali di calcio.
Lo so, sembra assurdo anche a voi, ma l'opinione pubblica, la politica, e i vertici delle istituzioni, non sono preoccupati per la scuola, l'università, lo studio, ma per le vostre estati senza gli azzurri del pallone.
Cari bambini italiani, ci teniamo a rassicurarvi.
Il calcio, che è uno sport bellissimo e il più seguito qui da noi, non è l'unica disciplina sportiva esistente.
Non vi sono evidenze scientifiche che attestino che crescerete deviati, o con problemi psicologici, se vi emozionerete nel guardare anche gli atleti italiani che vincono nel tennis, nello sci, nell'atletica, nella pallavolo, nel nuoto, nell'automobilismo, nel motociclismo, nel pattinaggio di velocità, nello short track, nel curling, nella ginnastica, nella scherma, nel ciclismo (soprattuto su pista!), nel canottaggio, nel biathlon, e in tantissimi altri.
Anche nel basket eh, perchè se è vero che in quello maschile non vinciamo nulla da quando la vostra mamma e il vostro papà si dovevano ancora conoscere (ma vi giuriamo, è comunque bellissimo e vale la pena seguirlo), in quello femminile abbiamo una nazionale favolosa!
E questi sport non sono tutti dilettantistici come ha detto ieri quel signore a capo della Federazione del pallone: alcuni di questi, per legge, sono professionistici proprio come il giuoco del pallone, ed altri, se praticati a livello internazionale, sono inquadrati come super professionistici. Per intenderci, Sinner mica paga la quota per giocare come voi eh! E Kimi Antonelli non prende mica il rimborso spese per guidare ai 350 orari.
Ah, e riguardo sempre a quello che ha detto il numero 1 della Federazione Calcio, Arianna Fontana non è mica una sciatrice. Anche se quando gareggia fa freddo ed è tutto bianco (ed è questo che avrà fatto confondere il presidente), sappiate che in quelle condizioni si possono praticare anche altri sport come ad esempio lo short track. E sappiate che Arianna Fontana è l'atleta italiana più medaglietta nella storia dello sport!
Vi state chiedendo come sia possibile che un dirigente così importante si permetta di screditare gli altri sport senza nemmeno sapere quale che sport pratichi l'atleta che ci ha fatto vincere più medaglie di chiunque altro? Eh, bella domanda.
In conclusione, cari bambini, non dovete temere nulla per due motivi principali:
1) potete alleviare le delusioni calcistiche con tante altre belle cose che accadono in altri sport
2) tra qualche giorno, quando non servirete più ad alimentare il vero sport nel quale primeggiamo nel mondo, ovvero la retorica, nessuno si preoccuperà più per voi
@FabRavezzani@PaskEsp87 Giustissimo, e qui invece non é Hien che va a colpire Hojlund? 🤔La cosa che fa imbestialire é che due eventi simili all’interno della stessa partita siano stati valutati in maniera diametralmente opposta, martorizzando tra l’altro la procedura di intervento del VAR.
In Italia #Dazn e #Sky raccontano un campionato che esiste solo nei loro monitor.
Un campionato parallelo. Falso.
Lo fanno perché devono venderti un prodotto.
Gonfiano partite mediocri con un’enfasi artificiale, grottesca.
Un’epica da discount.
Sul campo il vuoto. Tecnico, tattico, umano.
Ma se paghi cifre folli per quello spettacolo, devi crederci.
Devi convincerti che siano soldi ben spesi.
Che quello in TV sia un Clásico eterno, non una partita di livello assai mediocre.
È ipnosi.
Voce suadente, parole scelte, bugie ben pettinate.
Operatori di call center travestiti da telecronisti.
Che schiumano illusioni mentre sono rinchiusi nei loro sgabuzzini.
#SerieA
Si può discutere sul mancato rosso a Højlund, che per intenzione e gesto ci può anche stare.
Ma il giocatore del Bologna che si mette le mani in faccia non si può vedere: sembra una soap opera di serie B.
Se il calcio, in Italia, vuole davvero riacquisire credibilità — a maggior ragione con il VAR a disposizione — episodi del genere vanno sanzionati. Sempre.
E il giorno in cui, a livello mondiale, verrà introdotto il tempo effettivo, sarà comunque troppo tardi.
Non hanno idea dei danni che provoca vedere uno sport in cui gli atleti pensano più a speculare sull’avversario che a misurarsi in un vero, “sano” confronto sportivo.
Ieri avete fatto la storia “cari” interisti, un repertorio di tweet disgustosi e pregni di odio.
L’odio non è tifo, è ignoranza ed i social non sono uno sfogatoio.
Si è andato oltre il limite della decenza…per una partita di pallone!
Rileggetevi e se potete riflettete!
#FNS 💙
Il problema è che il 99% di chi posta su X non è mai andato oltre il calcetto il giovedì, e @LucaMarelli72 ha arbitrato nulla in serie A perché, a mio avviso, ha gravi lacune tecniche. L’attaccante prende posizione, prova a controllare di sx, viene abbattuto: RIGORE! #NapoliInter
@ArmandoAreniell Di Lorenzo allarga la gamba, perché in vantaggio e va a protezione della palla
Prende posizione, in tal caso se il difensore entra lo stesso e lo prende, fa rigore
Sacrosanto
@sscnapoli Wa la squadra non ha dato neanche il tempo ai SMM di fare un post per gol, sono stati talmente veloci a subire 2 gol, che gli SSM li hanno dovuti accorpare al tweet per il gol di McTominay…
Nonostante tu parli spagnolo, portoghese, inglese, svedese, thailandese e perfino il boliviano, chissà perché con l’italiano fai ancora una fatica enorme a comprenderlo. E ciò che è più clamoroso è che fatichi perfino a capire quello che tu stesso hai scritto.
Ma non preoccuparti: per il lavoro che fai, basta e avanza.
Visto il trend attuale di appioppare qualsiasi attaccante che respiri al Napoli (salvando la buona pace dell’ottimo Pio), lancio ufficialmente l’hashtag #ilnapolicihaprovato dilettatevi tutti nel nuovo gioco dell’estate, parto io:
#ilnapolicihaprovato per Zalayeta…