Dane Sweeny’s sister, Emma, shared an incredibly moving post:
“For my little brother, it has never been about the money. If it was, he probably would have given up years ago.
“A few years ago, Dane had a GoFundMe set up just to help him continue pursuing his tennis career. My parents haven’t come from money, but they have sacrificed and given everything they possibly could to keep his dream alive.
“Dane couldn’t afford a proper coach until this year. For all those years, my dad was his coach. Dad had never played tennis himself, but he sold his business for peanuts, gave up so much and did everything he could because he believed in his son and his dream.
“Dane has been playing tennis since he was two years old. Just over a year ago, he was around No.680 in the world. Today he is No.109.
“So when I see a post about the prize money, I don’t really see the money. I see 22 years of chasing a dream. The sacrifices. The setbacks. The financial stress, and a kid who just never stopped believing he could do it.
“Such a reminder to never stop chasing your dreams, no matter how impossible they might feel.
“This is only the beginning, Dane 😭❤️🎾🇦🇺”
In un giorno, Musetti ha avuto un colpo di calore e Auger-Aliassime vertigini e macchie davanti agli occhi. Sono solo gli ultimi episodi di una lunga lista. Ci ricordiamo benissimo Sinner oppure Mensik stramazzato a terra.
I malori ci sono sempre stati, lo sappiamo.
Il caldo fa parte delle condizioni, come il vento, la pioggia, l’invasione di campo di animali mortali in Australia.
Ma l’incidenza comincia ad essere preoccupante, credo sia pericoloso relegarla solo ad una scorretta idratazione o preparazione.
Prima che ci scappi la tragedia, bisognerebbe interrogarsi su tutto il sistema: sui parametri delle heat policy, gli orari in cui si gioca, il calendario bulimico, i tempi di recupero. Sul clima che sta cambiando più rapidamente dei regolamenti.
Perché mi sembra che stiano chiedendo agli atleti di adattarsi a condizioni a cui, forse, dovrebbe adattarsi per primo il tennis.
#tennis #usopen
Bertolucci sulla @Gazzetta_it: “Prima di concentrarsi su Jannik Sinner, partiamo da alcune evidenze, sotto gli occhi di tutti. Da Jack Draper, che non potrà partecipare all’Us Open, e da Holger Rune, assente da molti mesi. Giocatori giovani, in rampa di lancio: eppure... Ciò deve far riflettere su che cosa è diventato il tennis a livello fisico: i protagonisti sono costretti ad allenamenti sempre più stressanti. Il fisico diventa come un elastico che viene tirato giorno dopo giorno sempre di più, al massimo, e quando questo elastico cede gli infortuni diventano seri e lunghi. Lo stesso Carlos Alcaraz ora è pronto al rientro all’Us Open, ma non gioca una partita da metà aprile. Ecco perché, nel corso degli anni, la programmazione è diventata sempre più prevalente, preponderante. Prima veniva fatta non dico a casaccio, ma un po’ in ordine sparso. Adesso, invece, richiede la massima attenzione, con il giusto mix tra aspetti tecnici e fisici, per portare il giocare in buona condizione.
E veniamo al numero uno al mondo: indubbiamente, la tirata fatta da Sinner quest’anno, che ha portato a conquistare 5 Masters 1000 consecutivi, da Indian Wells a Roma passando per Miami, Montecarlo e Madrid, deve aver lasciato qualche strascico. Quello più evidente resta ciò che è accaduto al Roland Garros, la sconfitta al secondo turno contro Cerundolo al quinto set, dopo essere stato a pochi punti dal successo. Poi c’era stata la ripresa, culminata con il successo di Wimbledon. Adesso però il ragazzo è fermo, l’ultimo match risale alla finale di Londra giocata e vinta contro Zverev domenica 12 luglio, e dunque speriamo davvero che l’Us Open sia l’ultimo torneo che deve essere costretto a saltare. Non ci si può presentare, a questi livelli, se non si è risolto il problema precedente. Una eventuale ricaduta, infatti, sarebbe drammatica e potrebbe portare addirittura alla chiusura anticipata della stagione 2026. Quindi, bisogna muoversi con i piedi di piombo, fare le cose giuste, non farsi prendere dall’ansia di rientrare a tutti i costi. C’è una linea molto sottile che non va assolutamente varcata. Costa molto, a Sinner e al suo team, dire no all’Us Open, ma è un no che arrivato alla fine di un percorso preciso.
Ripeto che, per il futuro, è necessario fare una riflessione sulla programmazione. Sinner ha appena compiuto 25 anni. Ha davanti ancora, realisticamente, diverse stagioni ad altissimo livello e non gli mancherà la possibilità di giocare tante volte l’Us Open e gli altri grandi tornei. Ma il fisico va messo a punto, ripresentandosi solamente quando tutto sarà tornato al proprio posto. Probabilmente, guardandosi indietro, c’è lo strascico, l’onda lunga di tutti quei tornei giocati consecutivamente che ha chiesto il conto al fisico. Potrebbe essere proprio quello il motivo dell’intoppo di Parigi e di quest’ultimo stop, anche se non possiamo saperlo con certezza. La riflessione da fare è questa: la programmazione vale quanto un colpo. Va messa a posto, va sistemata. Sinner lo ha fatto con dei colpi chiave, per esempio il servizio che nel corso degli anni è migliorato molto. Deve fare la stessa cosa. E tutto questo valga da monito per ogni giocatore che si fa prendere dall’euforia della vittoria, dall’entusiasmo, tendendo a mettere un po’ da parte l’aspetto della programmazione che invece è diventato basilare in un tennis così dispendioso. Richiede sempre di più: sia mentalmente, sia fisicamente”
Il vero mito non è chi realizza solo grandi imprese, ma chi attraverso il comportamento, lo spessore umano, l'etica, il modello e i valori trasmessi, costruisce una corazza fatta di lealtà.
Rimani sempre così Jannik.
Auguri campione. Un quarto di secolo che è già storia ❤️ #25
Tamberi rinasce, salta come non aveva mai fatto in stagione e vince un oro pazzesco ❤️🔥🥇🇮🇹
È campione europeo per la quarta volta! Un campione unicooooo 🚀
#Tamberi
Grazie Franco per quello che ci hai insegnato, sul campo e fuori dal campo, con la tua leggendaria carriera.
Una bandiera è per sempre.
Ps. Aggiungo: 39 volte grazie. Gli juventini capiranno.
@acmilan@juventusfc
Lacrime, sì, ma finalmente di gioia 🥲
Paula Badosa si è mostrata emozionata dopo la rimonta con Gauff negli ottavi di Berlino, torneo dove è tornata alla vittoria per la prima volta da aprile.