Inutile parlarne, sai, non capiresti mai. Perché spiegare cosa è stato Ronaldo per l’Inter e per il calcio è quasi impossibile.
Il 18 settembre è il giorno in cui ha sempre festeggiato il compleanno. Ma sui documenti di nascita c’è un’altra data: 22 settembre.
A San Siro arrivò tra decine di bambini, in un abbraccio che sembrava raccontare ciò che sarebbe diventato. Alla prima lasciò il palco a Recoba. Alla seconda, a Bologna, segnò. E non si fermò più.
In un calcio senza VAR, dove fermarlo significava spesso provare a menarlo, Ronaldo rendeva normale l’impossibile. Costacurta, Nesta e gli altri diventavano spettatori dei suoi doppi passi, dribbling e velocità.
Era un altro calcio? No. Era un altro pianeta.
Poi due terribili infortuni e un anno e mezzo lontano dai campi. Al ritorno, gol indimenticabili: Brescia, Verona, ancora Brescia, fino all’ultimo, su punizione contro il Piacenza.
59 gol in 99 partite. Numeri che raccontano poco.
Ronaldo è stato il Fenomeno. Soprattutto, il Fenomeno con la maglia dell’Inter.
We are devastated to learn of the passing of Kevin Keegan, one of the most iconic, influential and deeply loved figures in our club’s history.
Kevin was more than a legendary footballer and manager. He was the beating heart of Newcastle United for generations of supporters.
🚨 Club Brugge en Arsenal zijn nagenoeg rond over een transfer van Christos Tzolis.
Het transferbedrag: 40 miljoen euro plus bonussen, een record in alle opzichten. Transfer wordt behoudens verrassingen snel afgerond @hlnsport 🇬🇷
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