Quando la Musica è nell'aria
È lei che caccia
Nessuno può nemmeno sfiorarla.
È disarmante
Vuol dire che lei è libera
Più libera di noi
E ci dona l'esempio
Di chi non può morire
E guarda chi uccide
E capisce che non sente
Vorrei dire che a Michele Boldrin, di "pirsona pirsonalmente", della querelle con @CarloCalenda importa nulla.
Le mie devianze caratteriali - reali o percepite che siano - contano zero. Lo stesso vale per le sue devianze caratteriali, reali o percepite che siano.
L'unica cosa che conta e' se i due partiti - i loro quadri ed iscritti, anzitutto e soprattutto - concordano sulle cose da fare per il paese, oppure no. L'unica cosa che conta e' se i quadri e gli iscritti dei due partiti (e degli altri a cui la cosa dovesse interessare) si accordano su un programma di governo ed un progetto di Italia altri da quelli oggi dominanti e che i due pollai propongono.
Di questo si dovrebbe discutere e di queste questioni dovrebbero, iscritti e quadri, discutere pubblicamente da Bolzano a Trapani e da Aosta a Lecce.
Lo facciano: se vogliono possono farlo anche senza alcun "ordine dal centro". Son tutti adulti!
Appartengo a quella schiatta, credo oramai in via di estinzione, che ritiene la politica la debbano fare i cittadini in prima persona e che i supposti "leader" debbano servire da coordinatori e portavoce, non da padri-padroni.
Tutto il resto viene dopo e, alla fin fine, e' alquanto secondario.
Tutto il resto - come disse Fischer Black in una lectio magistralis - e' solo rumore che la storia del Paese cancella e dimentica. Perche' nella storia di un Paese contano i fatti che i cittadini, collettivamente, riescono o non riescono a realizzare. Hic rodus hic salta.
P.S. Il messaggio che leggete e', come da incipit, scritto di pirsona pirsonalmente. Se domani il Direttivo e l'Assemblea di @ora_italia mi diranno che si tratta di una mattana personale che non avrei dovuto scrivere, ne paghero' le conseguenze.
Ma, avendoci pensato, io cosi' la vedo da lungo tempo.
In queste ore sono circolate accuse e attacchi personali nei confronti del segretario Michele Boldrin e della comunità di ORA!. Fa parte della politica, immaginiamo. Noi, però, preferiamo continuare a fare ciò per cui siamo nati.
ORA! nasce per costruire una proposta politica che abbia il coraggio di portare nel dibattito pubblico le riforme strutturali necessarie a fermare il declino italiano. Per questo abbiamo sempre cercato, in modo proattivo, il dialogo con tutte le forze riformiste, liberali ed europeiste, nella convinzione che l'Italia abbia bisogno di un'alternativa credibile al bipopulismo.
Continuiamo a sostenere che a livello locale e nazionale il confronto su programmi, idee e riforme deve avvenire pubblicamente, davanti ai cittadini. Se c'è una discussione che ci appassiona, è quella sui contenuti.
Per questo stiamo organizzando momenti di dialogo con repubblicani, popolari, radicali, socialisti e con chiunque condivida questo approccio. Lo stesso invito è rivolto ai militanti delle altre forze politiche, così come a tutte le persone che abbiano voglia di confrontarsi pubblicamente e provare a costruire qualcosa insieme. Il prossimo 9 luglio a Milano discuteremo anche di questo.
Le polemiche passano. Le idee, se sono buone, restano. Noi preferiamo investire sulle seconde.
“La luce della luna inonda l’intero cielo da un orizzonte all’altro;
quanto può riempire la tua stanza dipende dalle finestre del tuo cuore.”
(Gialal al-Din Rumi)