I genitori di #Palermo, di cui rispetto il dolore, sono qui genitori che danno la colpa ai medici, agli insegnanti, ai genitori degli altri bambini, agli altri bambini, ai vicini di ombrellone, alle commesse…della loro difficoltà di fare i “genitori”. Mi spiace essere così 👇🏻
Un refugiado palestino de Gaza fue arrestado en los Países Bajos por violar a varias mujeres.
Culpó a Israel de sus actos, justificando que tenía derecho a violar debido a la guerra en Gaza.
“Mi país ha estado ocupado por Israel durante 70 años. Nuestra casa fue bombardeada hasta la destrucción. Estoy muy angustiado”.
Posteriormente se reveló que el hombre de Gaza, de 34 años, se había mudado a los Países Bajos específicamente para violar a mujeres jóvenes no musulmanas.
El hombre, analfabeto y que no habla ni inglés ni neerlandés, ahora alega que se trató de una barrera idiomática y que desconoce el concepto de consentimiento.
Su identidad se mantiene en secreto para evitar la indignación pública, ya que fue condenado a tan solo dos años y medio de prisión.
Mientras tanto, el gobierno holandés emite condenas contra Israel sin parar. El mal se ha convertido en bien y el bien se ha convertido en mal.
@realMaalouf
Il faut prendre au sérieux ce qui pourrait sembler dérisoire. Quand des #influenceuses expliquent que Maupassant ou d’autres classiques français ne seraient plus « compatibles » avec leurs valeurs religieuses, il ne s’agit plus seulement de goût littéraire. Une frontière vient d’être franchie lorsque la #religion prétend décider non plus seulement de ce que l’on croit, mais de ce que l’on peut lire, transmettre, enseigner ou admirer.
Depuis plusieurs années, l’#islamisme politique avance précisément sur ce terrain, rarement par la contrainte brutale, beaucoup plus souvent par l’accoutumance. Une revendication devient une habitude, l’habitude devient une norme et la norme finit par paraître naturelle. Le sport, l’école, les associations, les réseaux sociaux, certaines pratiques culturelles deviennent alors autant de lieux où se négocie, morceau après morceau, ce qui relevait autrefois du bien commun.
Le phénomène prospère aussi sur les faiblesses de la politique. Certains élus ferment les yeux par prudence, d’autres par calcul électoral, d’autres encore parce qu’ils redoutent davantage l’accusation d’intolérance que le recul des principes qu’ils devraient défendre. Et lorsque l’État hésite, temporise ou renonce à faire respecter clairement la règle commune, chaque recul prépare le suivant.
Refuser cette évolution ne signifie ni rejeter les musulmans ni combattre une foi. C’est au contraire défendre le cadre qui permet à toutes les croyances de coexister sans que l’une d’elles impose ses prescriptions aux autres. Le véritable danger commence lorsque, par clientélisme, lassitude ou lâcheté, une démocratie accepte de négocier ce qu’elle n’aurait jamais dû mettre en discussion.
Car une civilisation ne disparaît pas nécessairement dans le fracas. Elle peut aussi s’effacer silencieusement, chaque fois qu’elle renonce à transmettre ce qu’elle n’ose plus défendre.
Source : https://t.co/F134pV53ZF
España no puede convertirse en la agencia de viajes, manutención y reagrupación familiar de medio mundo.
Si de verdad queremos cortar el efecto llamada, hay que empezar por ahí: quien envía deliberadamente a un hijo menor solo a otro país no debería poder convertir después ese hecho en la puerta de entrada del resto de la familia.
El chollo es redondo: mandas al joven, España lo acoge, lo tutela y paga sus estudios médicos y manutención hasta los 18; después llegan las ayudas hasta los 23; te lo crían todo incluido gratis y, la posibilidad de reagrupar a toda la familia. Que se viene y se acoge a mas de lo gratis.
El país de los gilipollas
Grazie Prof. @RobertoBurioni per aver spiegato con questa chiarezza una cosa che, dopo giorni di disinformazione, dovrebbe essere letta da tutti. Lo riporto integralmente perché non toglierei una parola.
Su richiesta di una lettrice, questo articolo di substack viene messo, accessibile a tutti, su Facebook. Vediamo cosa succede. Buona lettura.
La bambina è morta di difterite perché è stata curata male? Bastava somministrarle degli antibiotici per salvarla? Neanche per idea.
Nessun antibiotico, nessuna terapia intensiva, nessuna macchina: la difterite decide la sorte del paziente molto presto, prima dell’arrivo in ospedale, quando il conto a rovescia della bomba a orologeria innescata da questo batterio inizia a scorrere inesorabile.
La difterite non uccide con il batterio. Uccide con la tossina che il batterio produce nella gola e che il sangue distribuisce agli organi. La tossina entra dentro le cellule Le uccide: come l’abbiamo già spiegato e non ci torneremo.
Questo cambia tutto, soprattutto una cosa che quasi nessuno si aspetta.
Nella testa di chiunque, batterio significa antibiotico che lo cura. È così per la polmonite, per la meningite batterica, per la faringite da streptococco: si individua il germe, si sceglie il farmaco, si uccide il germe, il malato guarisce.
Nella difterite gli antibiotici funzionano. Il batterio è sensibile all’eritromicina, e in genere entro una settimana dall’inizio della terapia non lo si ritrova più. Il trattamento va avanti per due settimane, e alla fine si eseguono due colture a distanza di almeno un giorno l’una dall’altra per verificare che il germe sia sparito davvero.
Funzionano contro il batterio, ma sul decorso della malattia non hanno alcun effetto apprezzabile.
Avete capito bene. Si uccide il batterio, e il malato prosegue per la sua strada verso il suo destino.
Il motivo è che, quando l’antibiotico arriva la tossina è stata prodotta, è stata assorbita, viaggia nel sangue ed è entrata nelle cellule del cuore e dei nervi, dove continua a lavorare per conto proprio. Non ha più bisogno del batterio che l’ha fabbricata, e ammazzare quel batterio non la richiama indietro. Abbattere un bombardiere non fa rientrare le bombe che sono state già sganciate e che stanno precipitando verso i loro bersagli al suolo.
Gli antibiotici, nella difterite, servono a impedire che venga prodotta altra tossina e a impedire che il malato contagi qualcun altro. Sono indispensabili, ma soprattutto per evitare il contagio. Per il malato non fanno molta differenza.
Resta una sola arma che agisca sul veleno, ed è l’antitossina. È un siero di anticorpi che neutralizzano la tossina, e viene da dove veniva alla fine dell’Ottocento: dai cavalli. Si immunizzano cavalli con la tossina difterica, si preleva il loro sangue, si concentrano gli anticorpi e si iniettano al malato. Questo è un siero, non il vaccino a mRNA.
Il sistema immunitario umano riconosce le proteine equine come estranee, ed è capace di reagire contro di esse in modo violento. Insomma, a differenza del vaccino che è sicurissimo, questa è una terapia che è gravata di pericolosi effetti collaterali, e non si può somministrare a cuor leggero, anche perché non guarisce il malato. Si limita a impedirgli di peggiorare, dunque ci si trova in un conto alla rovescia nel quale ogni giorno toglie efficacia al siero.
Però il conto alla rovescia non comincia quando il bambino entra in ospedale, ma molti giorni prima, perché la difterite all’inizio è quasi impossibile da diagnosticare. L’esordio è insidioso, i primi disturbi sono lievi e non dicono niente, e nella fase iniziale della malattia la membrana in gola può non esserci. Mentre la malattia sembra ancora poca cosa, la tossina è già al lavoro, e più il batterio si replica più ne viene assorbita. Per questo, anche in contesti estremamente sviluppati e con diagnosi tempestiva, la difterite ha una mortalità molto alta.
La ragione è tutta nell’orologio, e nel confronto tra due iniezioni.
Prosegue nei commenti
Hace 50 años, terroristas palestinos masacraron a 582 civiles cristianos en laciudad de Damour, en Libano.
Un sacerdote que sobrevivió a la masacre explicó: "Llegaban por miles gritando “¡Allahu Akbar! Mataron a todos: hombres, mujeres y niños".
Los hombres eran alineados contra las paredes de sus casas y fusilados. Las mujeres eran torturadas y violadas en grupo. Los bebés eran asesinados de un disparo en la nuca. A las mujeres embarazadas les extraían a sus bebés del vientre.
Así fue como los musulmanes pasaron a ser mayoría en el Líbano.
🚨 DESTRUYEN LA PISTA DE LA HÍPICA DE CEUTA PARA METER [IN]MIGRANTES
Una excavadora ha entrado en el Centro Ecuestre y ha empezado a sacar la arena de la pista principal (reconstruida hace poco por 200.000 euros) para instalar tiendas y módulos de acogida.
Javier, usuario desde hace años, llegó a las 7 de la mañana con su caballo blanco intentando impedirlo. La Policía le obligó a salir. “En menos de cinco minutos entrarán las máquinas y lo destrozarán todo”, decía mientras se iba.
Es una de las cuatro ubicaciones anunciadas por la ministra Elma Saiz para 1.500 plazas más. Los caballos se quedan en las cuadras y solo podrán usar una pista pequeña… A 1-2 metros del futuro campamento.
Había niños de hipoterapia, familias, animales. Nadie les avisó. Se enteraron por la prensa.
Pancarta de la protesta: “Los caballos y los niños también importan”.
Primero les negaron sacar a los caballos “por seguridad”. Ahora meten a cientos de [in]migrantes al lado.
¿De verdad no había otro sitio?
Fuente: https://t.co/5VMa8aA8Yf
Nos habéis quitado muchas cosas este verano, las calles, las playas, la tranquilidad, los parques, el tardeo, la feria, las noches de agosto,la ilusión de nuestros hijos,el paseo de nuestros mayores, la confianza en las instituciones. Pero aun no conocéis la fuerza de este pueblo
A ver si lo he entendido: hay que traer a la península a las niñas marroquíes porque las violan, pero no es verdad que los inmigrantes violen más y hay que acoger a las mujeres porque no quieren ponerse el hiyab, pero el hiyab es empoderante y se lleva por libre elección.
Σήμερα στην παραθαλάσσια ταβέρνα μαζί με ένα άλλο ζευγάρι Ελλήνων, ήμασταν περικυκλωμένοι από Ισραηλινούς τουρίστες που γευμάτιζαν και είχε φέρει το κρουαζιερόπλοιο στην μικρή πολιτεία. Οι άνθρωποι έκαναν ψώνια, κολύμπι στην παραλία, πιτσιρικαρία με μαγιό πηγαινοερχόταν, μαμάδες και μπαμπάδες βόλταραν με τα σπόρια και γενικώς υπήρχε μια πολύ χαλαρή "μαζική" κινητικότητα χωρίς φασαρία - θόρυβο. Μου έκανε εντύπωση που κανείς δεν έβγαλε μαχαίρα να κόψει λαρύγγια, δεν μας έκανε παρατήρηση για την σκυλίτσα μας, ούτε μας κούνησε το δάκτυλο για την θρησκεία του που πρέπει να σεβαστούμε. Το πιο κουφό ήταν ότι ενώ είναι φουλ καλοκαίρι, κανείς δεν κυκλοφορούσε με αποκριάτικη στολή μαύρο φάντασμα.
Ariel Bibas et son chien, Tonto.
Tonto a été abattu par le Hamas le 7 octobre, et Ariel a été enlevé à Gaza avec son petit frère et sa mère, où ils ont tous été étranglés à mort par des terroristes gazaouis devant leur mère
Je ne laisserai jamais le monde oublier.
Mi nombre es Shani Louk, soy una joven judía de 23 años, fui asesinada por terroristas palestinos el 7 de octubre — mi cuerpo sin vida fue paseado por Gaza en la parte trasera de una camioneta de Hamás.
Los civiles inocentes de Gaza me ultrajaron con escupitajos, palazos, insultos y maldiciones. Yo les aseguro que no hay inocentes allí.
Me convertí en un símbolo internacional del terror que azotó ese día, pero yo hubiera preferido estar viva y continuar con mis sueños, como los de todos Uds.
No me olviden, soy Shani Louk.
Dos primos de cuatro años, una bacteria y tres pinchazos de diferencia.
Ahora mismo en Palermo ha ingresado un niño de cuatro años con fiebre. Tiene buen pronóstico y placas en la garganta. Su prima, Anna Rosa, también tenía cuatro años y la misma bacteria. Murió el jueves. La única diferencia entre los dos son tres pinchazos
Lo que la ha matado tiene un nombre bastante español: el garrotillo. Así la llamaban en el siglo de oro cuando arrasó Castilla entre 1583 y 1638. Porque morían niños igual que en el garrote vil. Despacio, asfixiados y con el cuello hinchado como el de un toro. Hoy día se llama difteria.
Permanencia cantonada en la garganta, fabricando una membrana grisácea parecida al cemento. Produce una toxina que entra en la sangre y va al corazón al hígado a los riñones. A la italiana de cuatro años le destrozó el corazón. Le pusieron ECMO. Para nada.
De hecho, la vacuna no actúa contra el bicho, sino contra el veneno. Es un toxoide: enseña al cuerpo a combatir la toxina antes de que aparezca. Al primo vacunado, lo colonizó la misma bacteria pero está a salvo.
Los padres no la vacunaron, porque un familiar era autista y tenían miedo. Ese miedo es falso y en 2010 le costó la licencia médica a su inventor.
Italia no perdía un niño por difteria desde 1991. En el mismo día que hablamos de inteligencia artificial fabricando virus que nos van a permitir destruir todo tipo de bacterias, de vacunas contra el cáncer, tenemos que leer este tipo de noticias, de hace casi cuarenta años… Que DEP
#LaTraumatologaGeek
HONOR. El teniente José Luis Monterde en Konjic (Bosnia). Desacató una orden de retirada para proteger a más de 171 civiles croatas que iban a ser masacrados, por milicianos y evitó una masacre.
¡De aquí no se mueve ni Dios!
En Croacia conmemoran el día de los inocentes de Konjic
Shana Grice was 19. She asked Sussex Police for help five times in six months. They fined her.
That is why her mother is standing outside this police station holding Shana’s photograph.
Michael Lane tracked Shana’s car, assaulted her and stole a key to enter her bedroom. Once, she hid under the duvet listening to him breathe.
But because Shana had not initially disclosed their past relationship, an officer gave her a £90 fine for “wasting police time”.
The trial judge later said police had “jumped to conclusions” and stereotyped her. The police watchdog found that the officer’s actions affected Shana’s confidence and may have stopped her reporting Lane’s continued harassment.
On 25 August 2016, Lane entered Shana’s home and murdered her. He was jailed for life with a minimum of 25 years.
One former officer was found to have committed gross misconduct and was barred from policing. Another committed misconduct. Sussex Police apologised and changed its procedures.
Shana went to the people meant to protect her. Their response taught a frightened teenager that asking again could get her punished.
That failure was indefensible.
Pendant deux ans, elle s’est tenue seule face aux manifestations pro-palestiniennes.
Elle avait promis de ne pas rentrer chez elle tant que les otages ne seraient pas libérés.
Vous la connaissez ?
Elle s’appelle Karoline Preisler, et c’est une reine. 👑
@PreislerKa
Durante siglos, los segovianos cruzaron cada mañana por debajo de esos arcos camino del mercado sin levantar la vista. Por encima de sus cabezas, el agua seguía bajando. El acueducto no dejó de funcionar hasta 1973, casi dos mil años después de que lo levantaran, y hay segovianos vivos que recuerdan verla correr por lo alto del canal.
Lo que sostiene esa mole es solo física. Unos veinte mil sillares de granito colocados a hueso, sin argamasa, sin cemento y sin plomo, encajados uno contra otro y sujetos por su propio peso. Ciento sesenta y siete arcos sobre ciento veinte pilares, que en la plaza del Azoguejo alcanzan los 28 metros. Y todo para mantener una pendiente constante del uno por ciento a lo largo de quince kilómetros.
El detalle que casi nadie mira son los agujeros. Fíjate en los extremos de cualquier sillar y verás dos huecos gemelos. Son la marca de las tenazas metálicas con las que izaban los bloques, unas pinzas que se cerraban al tirar hacia arriba, de modo que cuanto más pesaba la piedra, más fuerte la agarraban. Están ahí desde el primer día, a la vista de todo el mundo.
Ve al Azoguejo, ponte justo debajo y mira hacia arriba. Esas piedras llevan ahí desde antes de que existiera Castilla, aguantaron un derribo en 1072 y una reconstrucción con los Reyes Católicos, y siguieron trabajando hasta hace medio siglo. Pocas obras públicas han cumplido tan bien durante tanto tiempo.