Il quinto posto in Europa di Sal Da Vinci premia un percorso di trentennale, gavetta vera e palcoscenici.
Premia il genere melodico napoletano, spesso bistrattato in Italia e che invece vanta grandissime voci.
Al di là del fatto che una canzone possa piacere o meno, Napoli conferma di essere terra incontrastata di patrimonio artistico e umano.
E anche essa viene spesso bistrattata.
La canzone di Sal Da Vinci ieri sera era cantata in tutta Europa e non c’è posizione in classifica che possa gratificare più di questo.
Le polemiche trite e ritrite invece, come sempre, sono tutte italiane.
#Eurovisión2026
@antoniopi56@petergomezblog A dir il vero l'articolo riporta a chiare lettere il nome di questa testimone. Alle volte basterebbe un po' di attenzione prima di scrivere commenti inutili.
@bianca_cappa Come ti capisco. Mia madre ebbe lo stesso destino. Bellissima, ma divorziata. Mio padre semplicemente un bel giorno la lasciò, per l'amica di famiglia. Mia madre fu ghettizzata da tutto il parentado, noi figlie subimmo lo stesso destino. Non porta rancore e ama ancora mio padre.
"Una società che obbliga un ottantenne a usare uno smartphone per accedere ai propri diritti non è "moderna", è una società che ha deciso di sbarazzarsi dei propri padri.
Siamo nel 2026 e tutto è diventato un'app, un codice, un portale. Ma provate a mettervi nei panni di chi ha costruito questo Paese con la fatica delle mani e oggi si ritrova analfabeta in casa propria. Se per prenotare una visita medica o pagare una bolletta devi avere un nipote esperto, allora il sistema è fallito. Chi progetta queste barriere si sente un genio dell'innovazione, ma è solo un miserabile che ignora la realtà della carne e delle ossa.
Non è evoluzione se lasciamo indietro chi ci ha preceduto. La tecnologia deve essere un aiuto, non un esame di ammissione per avere diritto alla salute o alla dignità. Stiamo togliendo la voce a chi ha più esperienza di noi, nascondendo dietro lo schermo la nostra incapacità di prenderci cura delle persone."
- Mauro Delogu
https://t.co/jVnGelJLQX
IL COLPO DEL SECOLO
(Che nessuno vi sta raccontando bene)
Ma vi rendete conto del colpo pazzesco che ha appena fatto l'Italia? Lo Stato si è portato a casa il «Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini» di Caravaggio per 30 milioni di euro e onestamente, a guardare i prezzi folli che girano oggi, è quasi un regalo.
Siamo abituati a vedere aste assurde a New York o Londra dove quadri che onestamente valgono poco o nulla, spesso solo marketing e speculazione, vengono venduti a 100 o 200 milioni. Poi arriva il Ministero della Cultura e con una cifra "normale" per quegli standard si assicura un pezzo di storia eterna che non passerà mai di moda.
La cosa incredibile è che il quadro tornerà proprio a Palazzo Barberini, nella casa del futuro Papa Urbano VIII che è il protagonista del dipinto. È un cerchio che si chiude e che ci ricorda quanto siamo fortunati ad avere questo patrimonio. Se una tela del genere fosse finita sul mercato libero internazionale sarebbe stata una guerra al rialzo tra miliardari stranieri, e invece resta qui, di tutti noi.
Ogni tanto la cultura vince sulla finanza e sulla fuffa dei mercati moderni. Questa è l'Italia che ci piace, quella che sa quanto vale la sua storia e non se la lascia scappare. Ben fatto davvero. #Caravaggio #ArteItaliana #PalazzoBarberini #Cultura #PatrimonioNazionale #MadeInItaly
Mona Jafarian, nata in Iran e fondatrice dell’associazione Femme Azadi:
“Vengo da un paese che è la culla dell'umanità, che ha più di 4000 anni di storia. E poi, un giorno, il mio paese è precipitato.
Il mio paese è caduto nell'oscurantismo, nell'islamismo, a causa di due cose che da noi si chiamano il rosso e il nero.
Il rosso è l'estrema sinistra, il nero è l'islamismo. Questa unione contro natura ha causato la caduta di questa nazione plurimillenaria”