“Oggi si sente un po’ antifascista, presidente?”.
E lui non risponde.
Davanti al memoriale della Shoah.
Davanti a Liliana Segre.
Davanti alla parola “indifferenza”.
Davanti a quel binario 21 da cui partivano i treni per Auschwitz.
Seconda carica dello Stato.
Che imbarazzo. Che vergogna.
#LaRussa
Si sono astenuti perché nella convenzione di Istanbul si citavano anche transessuali e lotta all’omofobia e questo governo preferisce non aderire a un progetto di prevenzione alla violenza pur di non riconoscere dignità e diritti agli omosessuali.
MELONI, PER LA PACE NON BASTANO LE FRASI DI CIRCOSTANZA
Giorgia Meloni poco fa ha detto di essere concentrata per frenare una crisi umanitaria a Gaza. Un impegno solenne che però stride con l’azione del nostro Governo in sede Onu, dove ieri sera l’Italia si è astenuta su una risoluzione che perorava una tregua umanitaria nella Striscia di Gaza.
La scusa accampata da Meloni è l’assenza nel testo di una condanna di Hamas e di un riferimento al diritto di Israele a difendersi. Due temi su cui la comunità internazionale, con le Nazioni Unite in prima fila, si è pronunciata con inequivocabile chiarezza già dai primi minuti dopo il vile attentato terroristico perpetrato da Hamas.
La risoluzione è stata poi approvata dall’Assemblea Generale ONU con 14 voti contrari, 45 astensioni e 120 voti favorevoli.
Per caso il Governo italiano vuole suggerirci che ci sono 120 Stati membri delle Nazioni Unite che fiancheggiano Hamas? Francia, Spagna, Belgio, Portogallo e altri 116 Paesi - secondo il Governo italiano - avrebbero espresso la loro vicinanza ai terroristi di Hamas? O piuttosto tutti questi Stati hanno espresso una chiara posizione affinché venga garantito il diritto internazionale umanitario?
Per la pace ci vogliono schiena dritta e coraggio, non la debolezza e la codardia di un Governo che con una decisione pilatesca dimostra di considerare la sofferenza dei civili un drammatico ma inevitabile “effetto collaterale” della guerra.
Il Lucca Comics ha perso la partecipazione di Zerocalcare e Amnesty International e guadagnato quella di Salvini.
In pratica si è trasformato nella sagra della salamella.
Ogni mese Marta Fascina intasca l'equivalente di 30 redditi di cittadinanza pur non essendo indigente e anzi fresca erede di 100 milioni di euro, lei sì stando sul divano di casa senza mai recarsi al lavoro in parlamento. Nessun "furbetta" pervenuto sui media
Io sconvolta dall’ignoranza, dall’arretratezza cultura e dalla manipolazione psicologica vista questa sera in diretta tv ed esercitata dal padre di Heidi @GrandeFratello#grandefratelllo#heidi#massimiliano
Una tranquilla domenica con la destra al potere, un senatore sogna un’Italia dove al giudice che prende decisioni contrarie al governo si mandano i carabinieri, un vicepresidente del consiglio fa pubblicità a una catena di supermercati, la Rai censura Fedez. Sì, sono pericolosi…
9 settembre 2020, Mario Draghi premiato a New York come statista dell'anno.
Situazione ridicola ma amaramente vera. Maurizio Crozza ha colto nel segno... Ascoltate!
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