Gratta gratta e trovi la 💩.
Il Fatto strilla che i veri fascisti sono gli antifascisti, come un Capezzolone qualsiasi.
Stanno cercando di leccare culi per la querela costosa?
In ogni caso posizione oscena, come dicono tutti per la qualsiasi, "inaccettabile".
Ciao cari. Aloha
Non ne parla nessuno sedicente giornale, né quella merda di #repubblica né i "#nonantifascisti
del #Fatto che hanno perso una lettrice.
https://t.co/nddzaf37bJ
10 anni di galera, ma non è biondo con gli occhi azzurri come Stasi, quindi chi cazzo se lo fila.
Fragoline&co. non si interessano a queste persone, anzi, son tutti fasci o mezzi fasci, saranno seccati che sia, per ora, uscito.
Quanto vi detesto. https://t.co/IqFaEf7eHb
Ok. Cancelliamo anche il Fatto dalle cose leggibili.
Addio cari non antifascisti, liberisti e liberali del cazzo.
Il Fatto a Più libri: “Il patentino antifascista è roba da fascisti” https://t.co/d2jma2Ez0b
Accontentare poche migliaia di cacciatori per ottenerne il voto ha vinto sulla bellezza e lo sguardo al futuro. La fauna selvatica,patrimonio di tutti,è ostaggio di poche migliaia di persone che potranno fare strage di esseri viventi indifesi davanti alle nuove tecnologie #caccia
Continuate a sdoganare i deliri omofobi di Vannacci che afferma che gli omosessuali non sono normali o a legittimare politicamente il partito di La Russa che dice che avere un figlio gay sarebbe un dispiacere. Questo povero ragazzo è vittima di questa cultura reazionaria di merda
dovete sapere che da quasi 2 decenni in Italia è in corso una strategia di contenimento del dibattito pubblico sulle #BasiMilitariUSA, in modo che i cittadini non siano consapevoli e non si oppongano al nostro ruolo di complici nelle criminali guerre USA
https://t.co/Sjt7u1fXde
“14 mesi di prigione israeliana sono bastati a cambiarmi per sempre”.
Il giornalista palestinese Mujahid Bani Mufleh è in condizioni gravissime dopo essere stato rilasciato da una prigione israeliana, dove ha trascorso poco più di un anno.
Il 36enne, padre di tre figli e originario di Beita, a sud di Nablus, è stato colpito da una grave emorragia cerebrale pochi giorni dopo essere stato rilasciato. Mufleh è stato sottoposto a un intervento neurochirurgico d'urgenza all'ospedale di Ramallah che ha rimosso parte del cranio.
Dopo mesi di cure, Bani Mufleh ha pubblicato la fotografia "scioccante" che lo mostra oggi:
"Quattordici mesi di prigione e il successivo percorso di cura sono bastati a cambiarmi per sempre. Ho compreso il vero significato della fame, quando aspetti un pasto che non è sufficiente, vai a dormire con il dolore allo stomaco e ti risvegli con lo stesso dolore. Ho imparato che un pezzo di pane può diventare un sogno e che una singola dose di medicina può sembrare una benedizione dal cielo”.
Il giornalista ha aggiunto: “Durante il percorso di cura ho conosciuto il significato dell'impotenza, quando anche il più piccolo gesto diventa un traguardo e dormire senza dolore si trasforma in un lusso lontano”.
La Società dei Prigionieri Palestinesi (PPS) e il Sindacato dei Giornalisti Palestinesi attribuiscono la responsabilità delle condizioni di Mufleh all'amministrazione carceraria israeliana, denunciando un sistema di maltrattamenti caratterizzato da negligenza medica deliberata, denutrizione estrema e torture fisiche.
Il caso di Bani Mufleh non rappresenta un episodio isolato: riflette le condizioni in cui sono detenuti migliaia di palestinesi nelle carceri israeliane.
Secondo il Sindacato dei Giornalisti Palestinesi, Mujahid Bani Mufleh è uno dei 107 giornalisti palestinesi arrestati e imprigionati da Israele dal 7 ottobre 2023.
#palestinianjournalist #mujahidbanimufleh
Dell’inchiesta delle Nazioni Unite che conferma la deliberata strage di bambini - spesso uccisi con in colpo singolo alla testa - per mano di Israele a Gaza non trovo traccia su Repubblica. Nemmeno una riga