"La musica produce un genere di piacere di cui la natura umana non può fare a meno"
Confucio
#LaPoeticaDellaVita#CasaLettori
Contesa tra le Muse e le Pieridi
Tintoretto
Lunedì sera, Sestri Ponente, Genova. Braccia tese, cori per la remigrazione, urla. Aggrediscono i giornalisti che stanno riprendendo la piazza. A un cronista di Repubblica strappano perfino il telefono di mano.
Sabato, Viareggio. Una band suona Bella Ciao mentre passa Vannacci. Sua moglie risponde con il dito medio a chi canta. Rumena. Sì, proprio la moglie straniera del generale che vorrebbe rimandare gli stranieri al loro Paese.
Il nazismo ormai si sente libero. Cammina per strada senza più vergogna.
Il ministro dell’Interno non muove un dito. Come se la cosa non lo riguardasse.
Ricordatevelo la prossima volta che entrerete in un seggio.
Oggi al Senato il governo Meloni ha messo sul Piano casa la fiducia n.1️⃣2️⃣3️⃣.
Record di decreti legge e voti di fiducia, organi di garanzia e di controllo (Consob, Rai, Antitrust) vacanti da mesi, la destra ha distrutto la democrazia parlamentare. E ora vuole pure il Quirinale…
Ogni giorno una perla Vannacciana
🚨 Ginnastica Mentale Livello: Vannacci 🚨
Sentivamo proprio il bisogno dell'ennesimo capolavoro di sociologia spicciola. Secondo il deputato Davide Bergamini (Futuro Nazionale), sapete di chi è la colpa se i lavoratori muoiono nei cantieri? Dei subappalti a cascata? Dei tagli sulla sicurezza per fare profitto? Ma va! La colpa è dell'immigrazione clandestina e del fatto che gli stranieri non sanno l'italiano.
Praticamente, se un'impalcatura abusiva viene giù, la colpa non è di chi l'ha montata male, ma del lavoratore che non ha gridato "Accipicchia!" in perfetto accento dantesco. Secondo questa logica, le norme sulla sicurezza sono solo "burocrazia" che soffoca le PMI, mentre chi muore nei cantieri viene a "derubare il nostro Paese" (morendo, evidentemente, ci frega il posto al cimitero). Siamo alla colpevolizzazione della vittima eletta a strategia politica.
Peccato che i dati ufficiali INAIL tirino una violentissima testata a questa narrazione da bar: oltre l'80% dei lavoratori deceduti in Italia è di nazionalità italiana. Gli stranieri hanno sì un rischio di mortalità più alto, ma solo perché vengono sistematicamente impiegati e sfruttati nei settori più a rischio (edilizia e agricoltura), spesso proprio dentro quella giungla di subappalti selvaggi che si rifiutano di regolare.
Invece di fare controlli veri e colpire chi risparmia sulla pelle della gente, si dà la colpa alla lingua. Siamo oltre il ridicolo, siamo al cinismo elettorale puro.
https://t.co/ODXjm0EmON
Se fornisci appoggio tecnico-logistico a una guerra illegale di aggressione, stai facendo una guerra illegale di aggressione. Poi, dopo, arrivano le dichiarazioni di Crosetto, le bugie di Meloni e tutto il circo completo di clown, ma sono solo chiacchiere
“Ragazzi è brutto pensare che un padre ti preferisce morto che gay. Solo perché ami un ragazzo”: è l’agghiacciante post del 2022 di Mirko Moriconi.
E oggi il padre l’ha ucciso a fucilate insieme alla madre.
Aveva 24 anni. Non ci sono parole.
Alemanno è uscito di prigione. Riprenderà a fare politica nel partito di Vannacci. Quando si dice che il sistema carcerario fallisce la sua funzione di rieducazione e reinserimento sociale…
Allo studente di Latina che ha scoperto 20 errori da parte del ministero nella prova di esame del liceo musicale, intanto bisognerebbe dire: promosso!
Poi al ministero che ha risposto che, vabbè, è una roba raffazzonata ma la prova è comunque valida, bisognerebbe dire: siete dei geni!!
È evidente che il mondo si sta orientando verso un fastidio generale nei confronti della sapienza. Sempre più persone ignoranti occupano posti chiave. Anche l'umiltà difetta ai nuovi vincitori: rispondono con arroganza a chi gli fa notare la loro povertà di giudizio. Il meccanismo dell'Idiocracy è sempre più difficile da combattere, perché sembra che anche il mercato, con le sue intelligenze commerciali, stia sostituendo l'intelligenza dell'analisi e le conquiste dello studio con risultati preconfezionati che saranno sempre più precisi ma sempre più mediocri. Io mi vergognerei di usurpare il posto a chi sa più di me su determinati comparti amministrativi, ma pare che anche la vergogna sia stata estromessa dal corredo del vivere sociale.
È poi, oltre alla sapienza, c'è l'intelligenza. Qua siamo in un altro comparto dell'esistenza, dove a riconoscere chi sia più o meno intelligente, c'è altra gente più o meno intelligente. L'è dura! E non puoi mica dare la colpa all'idiota di essere idiota. Ora però la situazione si sta rovesciando e l'idiota, con orgoglio, può dare la colpa all'intelligente di essere intelligente. Il teorema di Umberto Eco, secondo il quale si sta mettendo sullo stesso piano la parola di un sapiente e quella di un imbecille si sta dimostrando in tutta la sua crudeltà.
Natalino Balasso
Pour celles et ceux qui disent encore que “les femmes exagèrent”…
voici un rappel qui fait froid dans le dos.
Pas il y a mille ans.
Pas dans un autre pays.
Chez nous. En France.
1938
Une femme n’est plus légalement tenue d’obéir à son mari.
1944
Les femmes obtiennent enfin le droit de vote.
1965
Une femme peut travailler et ouvrir un compte bancaire sans autorisation.
1975
La loi Veil légalise l’avortement.
Le corps des femmes cesse (un peu) d’appartenir aux autres.
1980
Le viol est reconnu comme un crime.
1993
L’autorité parentale devient réellement partagée.
1996
La notion de “chef de famille” disparaît.
2000
L’égalité femmes-hommes entre enfin dans la loi… sur le papier.
Tout ça est récent.
Très récent.
Alors non, les droits des femmes ne sont pas “acquis depuis toujours”.
Ils ont été arrachés.
Et rien ne garantit qu’ils le resteront.
La suite… à vous.
Fallimenti
La nostra Gioggia ha puntato tutto il suo mandato da presidente del consiglio sulla politica estera. Prima e unica leader europea a presenziare all’insediamento di Trump, fin dal primo giorno si è autoproclamata pontiere tra l’Europa e gli Stati Uniti.
Ha ripetuto allo sfinimento che finalmente l’Italia contava qualcosa nel mondo, che il suo rapporto col presidente americano ci proiettava nel futuro.
Per coltivare quel rapporto ha ignorato la politica nazionale, consegnandola a una manica di incapaci. Hanno smontato l’economia, la sanità, la scuola, l’industria, i salari. Hanno bruciato miliardi di PNRR.
Ha lasciato che Salvini, Nordio, Piantedosi, il cognato Lollobrigida e tutto il circo che avrebbe dovuto governare il paese distruggessero ogni cosa. Tutto sacrificato sull’altare del suo trionfo internazionale, i grandi successi della nostra Giorgia, viva il duce.
Il finale? Il suo mentore, il padre a cui si ispirava, il grande leader americano, la prende a calci in culo in diretta raccontando che Meloni lo ha implorato per una foto con lei al G7, e che gliel’ha concessa solo per pena.
La donna che contava nel mondo ridotta a una questua, smentita davanti a tutti, mentre Tajani cancella la trasferta negli Stati Uniti.
Il fallimento è doppio. Dentro hanno raso al suolo il paese, fuori l’unico asset che vantava si è rivoltato contro di lei in mondovisione.
Nessun governo aveva mai toccato vette di fallimento così alte.
"Certe cose meritano una risposta immediata."
Si, Giorgia.. L'inflazione, i salari, l'ssn allo sbando, le scuole senza riscaldamento, i sottosegretari alla giustizia in societá con la camorra, Pozzolo che spara a capodanno, le ministre che truffano l'INPS..
Non Donald Trump.
Remigrazione 3
Mi tocca fare una breve lezione sulla remigrazione, per i tanti nazisti che girano su questo social e non sanno nemmeno cosa difendono. Ignoranti e arroganti: non conoscono le teorie naziste che sposano e non hanno nessuna voglia di conoscerle.
Qualcuno lo fa apposta, certo. Annacqua il discorso per far sembrare la remigrazione una cosa quasi per bene e non l’abisso che è. La maggior parte no. La maggior parte è convinta che remigrazione significhi rispedire al loro paese gli stranieri che delinquono.
Mi spiace informarvi: non è questo. Quello è un normale procedimento del codice penale, si applica già adesso, quattro o cinquemila persone che commettono reati ogni anno vengono rimpatriate. Potrebbero essere di più o di meno, può darsi. Non c’entra niente con la remigrazione.
La remigrazione è una teoria inventata pochi anni fa da un fanatico nazista austriaco. Prevede la deportazione coatta, forzata, di massa di tutti gli stranieri che vivono sul nostro territorio. Tutti. Seconda generazione, terza generazione. Quelli che lavorano, quelli che hanno una casa, quelli che ci vivono accanto da anni, quelli che hanno fatto le scuole in Italia. Cinque milioni di persone, più i loro figli nati qui. Deportati con la forza per il solo fatto di essere stranieri.
Questa è la remigrazione. Questo è ciò che difendete.
Una cosa la sapete fare bene: scegliere chi deportare. La remigrazione che sognate non riguarda l’americano che si è comprato il casale in Toscana, né l’inglese con la villetta sul Garda. Quelli restano, quelli vanno bene. La pelle giusta, il passaporto giusto.
Riguarda l’africano. Riguarda chi prega rivolto alla Mecca. Riguarda chi ha la pelle scura e un nome che non sapete pronunciare. La vostra non è una questione di stranieri, è una questione di razza e di religione, come sempre lo è stata per i nazisti. Lo dite pure voi, basta ascoltarvi: non vi danno fastidio gli stranieri, vi danno fastidio quegli stranieri lì. Chiamatela col suo nome, allora. Non è remigrazione. È pulizia etnica con l’ufficio stampa.
Per questo sì, il paragone con i vagoni blindati delle SS è pienamente valido. Nessun errore. La chiamate remigrazione perché la parola suona carina, o almeno più carina di deportazione.
Non siete stupidi, sarebbe troppo comodo. La stupidità si perdona. Potete anche ignorare il nome di chi ha inventato la vostra teoria, ma sapete benissimo cosa chiedete, e lo dite con la parola morbida apposta per non sentirla. Cinque milioni di persone. Più i loro figli, cresciuti qui, che parlano come voi e meglio di voi. Volete spostarli. Con la forza. Allora ditemi come. Ditemi dove li tenete mentre aspettano il treno, ditemi chi sale sul vagone per primo, il bambino o la madre.
Ditemelo, perché ogni vostra parola sulla remigrazione presuppone un campo, e un campo qualcuno deve costruirlo, sorvegliarlo, riempirlo. Lo sappiamo già chi si offre volontario. Lo abbiamo già visto in faccia. Aveva la vostra stessa identica espressione.
Remigrazione
C’è una parola nuova che gira, e ha un suono pulito. Remigrazione. La pronunciano in tanti senza pensarci, come si ordina un caffè. Comoda, leggera, igienica. Le parole pulite servono a questo da sempre: coprire ciò che ad alta voce farebbe vomitare.
Non è spuntata dal nulla. L’ha teorizzata un austriaco, Martin Sellner, in un libro intitolato “Remigrazione, una proposta”, tradotto in italiano l’anno scorso. Ha preso corpo in una villa vicino a Potsdam, nel novembre del 2023, dove uomini dell’estrema destra tedesca si sono chiusi a discutere come allontanare due milioni di persone. Lo ha scoperto un gruppo di giornalisti, e mezza Germania è scesa in piazza. Nel piano c’era scritto pure dove spedirle, quelle persone: uno “Stato modello” da qualche parte in Nord Africa. Un’idea già vista. Si chiamava piano Madagascar, prevedeva di deportare quattro milioni di ebrei su un’isola, ed era il 1940.
Un dettaglio di quella riunione conta più di tutto. Sellner non ha mai detto deportazione. Diceva remigrazione. Sapeva cosa stava progettando e ha scelto la parola che non spaventa. Non lo dico io. Sta agli atti.
Te la traduco, la parola pulita. Remigrazione vuol dire prendere una persona e portarla via. Vuol dire bussare a una porta all’alba e far scendere una famiglia in pigiama. Vuol dire un bambino con le scarpe slacciate che non capisce dove lo portano. Vuol dire una madre che stringe una valigia con dentro niente, perché il tempo non glielo hanno dato. Non parlano solo di chi è sbarcato ieri. Parlano dei “non assimilati”, che nella loro lingua sono ragazzi nati qui, con la carta d’identità in tasca, che parlano romanesco o napoletano e il paese dei nonni non l’hanno mai visto.
Non è la prima volta che una parola viene lavata così. Quasi novant’anni fa cominciò con le parole e con le leggi. Si diceva trasferimento, reinsediamento, trattamento speciale. Si facevano le liste. I treni vennero dopo, poco più di ottant’anni fa, e su quei treni la gente stava in piedi, al buio, per giorni. Dove finivano lo sai. Lo sai senza che te lo scriva. L’hai studiato a scuola, hai pensato mai più, hai chiuso il libro. La parola pulita è tornata lo stesso, e ti scorre davanti mentre fai colazione.
Pensa alla gente normale di allora. Il farmacista. La maestra. L’impiegato che ogni mattina comprava il pane e un giorno ha smesso di salutare il fornaio, perché il fornaio era diventato un problema. Non erano mostri. Erano gente come te. Hanno solo girato la testa. Si sono detti che non li riguardava, che protestare era pericoloso, che ci avrebbe pensato qualcun altro. Quel qualcun altro non è arrivato mai. Quando i treni passavano sotto casa, chiudevano le tende e alzavano la radio.
Oggi la tenda è lo schermo del telefono. Scrolli, leggi remigrazione, senti un fastidio, tiri dritto. Intanto c’è già chi sussurra di “altre soluzioni”, perché a qualcuno la sola deportazione comincia a stare stretta. La frase non la finiscono. Gli manca il coraggio. Fanno come Sellner: dicono la parola che non spaventa e il resto lo lasciano al tuo silenzio. Prima la parola pulita. Poi la parola detta a metà. Poi non servirà più nessuna parola, perché sarà già successo.
Uno Stato sano avrebbe gli anticorpi. Tratterebbe chi istiga allo sterminio per quello che è, perché questa non è un’opinione, è il primo gradino di una scala che conosciamo a memoria. Invece la parola va di moda. Qualcuno la spaccia per libertà.
Resti tu. Non la maestra, non il farmacista, non quel qualcun altro che non arriva mai. Tu, che hai sentito quel fastidio mentre leggevi e adesso vorresti chiudere la pagina e lasciarti il fastidio alle spalle. Non chiuderla. Quel fastidio è l’unica cosa pulita rimasta in questa storia, ed è esattamente ciò che la gente di novant’anni fa ha deciso di non sentire. La differenza tra te e loro non è il cuore. È solo il momento. Loro si accorsero quando i treni erano già partiti. Tu te ne stai accorgendo adesso, prima. La prossima volta che leggi remigrazione non tirare dritto. Chiamala col suo nome, ad alta voce, dove gli altri ti sentono. Costa fatica e ti farà sentire fuori posto. Era esattamente la fatica che allora non fece nessuno.
La gente si domandava: ma perché Salvini vuole riformare la Corte dei conti?
La gente si domandava: ma perché Salvini vuole trasferire i controlli antimafia sotto il suo ministero?
E zac, arrivano i leghisti indagati per tentata corruzione proprio alla Corte dei conti.
Nulla accade mai per caso.
Ora attenti a quelli del governo più stabile della storia repubblicana, che vogliono cambiare la legge elettorale per rendere il governo più stabile.
Buona serata a tutti✨💫🌹🍀
"Noi ci tocchiamo.
Con che cosa?
Con dei battiti d'ali.
Con le stesse lontananze
Ci tocchiamo"
(Rainer Maria Rilke a Marina Cvetaeva)
Ieri il Parlamento europeo ha reso obbligatorio il reato di abuso d'ufficio per tutti i 27 Stati membri.
Speriamo che la normativa arrivi negli uffici di Nordio tradotta in italiano!
#Nordio#abusodufficio#Meloni#governocriminale#26maggio
E brava Italia! Prima per debito pubblico e ultima per crescita su 27 Paesi (stime Ue). Aggiungiamoci 11 milioni di persone a rischio povertà (Istat). Ma parliamo della famiglia del bosco o di rimpatriare chissà dove l’italiano di Modena
#governoMeloni