"Caro presidente (Gravina), da dilettante ho perso anni della mia vita prendendo a schiaffi una palla, riuscendo ad evitare feste in famiglia, primi giorni di scuola , matrimoni di amici e distruggendomi le anche. Da dilettante ho vinto un titolo mondiale davanti a 22.000 spettatori e il resto lo trova su Wikipedia. Voi da professionisti e con milioni di euro in tasca siete la vergogna dello sport italiano cambiate mentalità, cambiate atteggiamento. Sudate, sudate, sudate".
Andrea Lucchetta
Siete d'accordo?
@gianluigibuffon@JovieFortu La colpa non è tua o del mister. È il calcio italiano che va rivisto in toto. Abbiamo squadre composte da stranieri e i nostri talenti non vengono considerati. Bisogna riformare tutto, partendo da squadre italiane con qualche straniero, come una volta. E l' Italia tornerà!!
Il calcio italiano è dentro la crisi più profonda della sua storia. La Nazionale ne è l' espressione più eclatante.
I vertici della #FIGC, #Gravina in testa, devono prenderne atto e dimettersi. Per ricostruire occorrono nuovi dirigenti e nuove idee.
#BosniaItalia
vi ricordo che le nazionali femminili e maschile di pallavolo non solo hanno partecipato ma entrambe vinto i mondiali siamo CAMPIONI DEL MONDO IN CARICA 🇮🇹 (la nazionale di calcio vorrebbe essere loro)
BELVE IMPUNIBILI
- Roberto Riccardi:
Ha tredici anni. Accoltella la professoressa in classe davanti a tutti. Non è certo un bambino come sostiene il codice. Lo fa in diretta Telegram, con lo smartphone legato al collo come una bodycam da guerra. Pantaloni mimetici, maglietta con la scritta "Vendetta", coltello da combattimento e pistola scacciacani nello zaino. A casa, materiale esplosivo
Non è un raptus. È una produzione. Regia, costume, scenografia, piattaforma di distribuzione. A tredici anni
La professoressa Chiara Mocchi è viva per miracolo. La belva è stata affidata a una comunità per minori. Perché l'articolo 97 del codice penale - anno 1930 - stabilisce che sotto i quattordici anni non si è capaci di intendere e di volere
Nel 1930 un tredicenne andava a bottega. La pubertà arrivava a sedici, diciassette anni. Oggi le ragazzine hanno il primo ciclo a undici, i ragazzi si sviluppano a dodici. Le neuroscienze aggiungono il resto: a tredici anni il sistema limbico, quello che governa impulsi e aggressività, è al massimo sviluppo. La corteccia prefrontale, quella che frena e valuta le conseguenze, non matura prima dei venticinque. Corpo da adulto, pulsioni da adulto, zero freni inibitori. Non è il cervello di un bambino. È il più pericoloso possibile. Il tredicenne di Trescore Balneario ne è la dimostrazione perfetta. Eppure per il codice penale è un bambino
Bambino. Guardiamoli, questi bambini
Negli anni si sono succeduti eventi clamorosi. Roba da Arancia Meccanica. A Milano, agosto 2025, quattro ragazzini tra gli 11 e i 13 anni rubano un'auto, investono e ammazzano una donna di 71 anni. Non imputabili. Nessun processo, nessuna condanna. A Castelbelforte due tredicenni attirano una coetanea in un luogo appartato e la massacrano a forbiciate. Non imputabili
A Bari minorenni reclutano le compagne di classe all'uscita di scuola per farle prostituire: duecento euro in due, cento per una
A Milano le "ragazze doccia": quattordicenni di buona famiglia che si vendono ogni giorno nei bagni delle scuole private, con il menù delle prestazioni che gira sui telefonini nelle prime ore di lezione
Ai Parioli un giro di sessanta clienti con ragazzine di quattordici anni che arruolano le amiche di banco. Bambine
Ma non basta. Il primo bicchiere in Italia si beve a 11 anni: record europeo. Ventiquattromila ragazzini tra gli 11 e i 15 anni si ubriacano almeno una volta l'anno. Settantaquattromila sono classificati come binge drinker dall'Istituto Superiore di Sanità. A undici anni. Il binge drinking è bere fino a vomitare
Le droghe sotto i quindici anni l'Italia non le misura nemmeno. Lo studio ESPAD, l'unico strumento serio, parte dai quindici. Per la fascia 11-14 - quella della belva di Trescore - il Paese non ha una rilevazione. Non li studia, non li conta, non li cerca. Ma certifica che non sono capaci di intendere e di volere.
Questi soggetti organizzano, pianificano, gestiscono, decidono. Che si tratti di un tariffario per prestazioni sessuali o di un accoltellamento in diretta streaming, la capacità è la stessa. Adulta. Criminalmente adulta
Ma il codice li protegge. Lo Stato non li vede. E il ministro Valditara da Parigi invoca il metal detector. Come se il problema fosse la lama e non la testa che l'ha impugnata. Come se si potesse scansionare la diretta Telegram, il costume da stragista, gli esplosivi assemblati in cameretta
Le famiglie dove stanno, chiede il ministro. Domanda giusta posta dall'uomo sbagliato. Perché la vera domanda è un'altra: dove sta lo Stato? Quello che non sa quanti dodicenni si drogano, si prostituiscono e non ha mai toccato il codice penale, scritto quando Mussolini si affacciava dal Balcone. Salvo poi scoprire che i ragazzini sono pericolosi solo quando il sangue arriva in televisione
Basterebbe poco. Abbassare la soglia. Come in Inghilterra a dieci anni, in Olanda e Irlanda a dodici anni. Paesi che non odiano i bambini. Paesi che non li chiamano così quando accoltellano una donna alla gola
Putin: "Voglio che i cittadini comuni dei paesi occidentali mi ascoltino." "Vi viene ripetuto con insistenza che tutte le vostre attuali difficoltà sono il risultato di azioni ostili da parte della spietata Russia, e che dovete pagare di tasca vostra la lotta contro una mitica minaccia russa. Tutto questo è una bugia." "La verità è che i problemi che state affrontando ora sono il risultato di anni di azioni delle élite al potere nei vostri paesi: i loro errori, la loro miopia e la loro ambizione. Non pensano a come migliorare le vostre vite; sono ossessionati dai loro interessi egoistici e dai loro profitti eccessivi."
- Vladimir Putin
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Editoriale di Marco Travaglio
- 31 Dicembre 2025
CHI MENTE A CHI
Sarebbe bello poterci fidare del governo ucraino, con tutti i soldi e le armi che gli regaliamo senza essere suoi alleati nella Nato né nella Ue. Sarebbe bello potergli credere, quando nega di aver tentato di bombardare la dacia di Putin con 91 droni all’indomani del vertice di pace Trump-Zelensky e nel giorno della telefonata fra l’americano e il russo. Così potremmo crogiolarci nella balsamica convinzione che solo i russi mentono, mentre i nostri governi e i nostri amici dicono sempre la verità (anche quando raccontano che in Ucraina muoiono solo i russi). E, scartata la pista ucraina, imboccare a pie’ fermo l’unica alternativa: che l’attentato Putin se lo sia fatto da solo, o sia opera di qualche apparato russo ostile al negoziato, o un’invenzione del Cremlino per sabotare le trattative o screditare Zelensky agli occhi di Trump.
Sarebbe bello, ma purtroppo è un’ipotesi dell’irrealtà. Perché, mentre il regime russo mente ai Paesi nemici, il regime ucraino mente ai Paesi amici, per trascinarci tutti nella terza guerra mondiale. Per Kiev, gli attentatori dei gasdotti Nord Stream erano russi, poi si scoprì che erano ucraini. Il missile caduto in Polonia era russo, poi si scoprì che era ucraino, ma Zelensky seguitò a ripetere la balla e a invocare l’articolo 5 della Nato finché Biden furibondo gli intimò di tacere. L’assassinio di Darya Dugina era opera dei russi, poi fu rivendicato dai servizi ucraini. E poi gli omicidi mirati di tre generali russi, dell’ex deputato socialista ucraino Kiva, del blogger ucraino Tatarsky, dello scrittore dissidente ucraino Prilepin, le bombe contro il ponte di Kerch in Crimea, gli attentati alle petroliere-fantasma nel Mediterraneo fino a Savona: azioni terroristiche oltre confine quasi sempre attribuite da Kiev a Mosca per poi ammettere o financo vantarsi di averli fatti in proprio.
In mancanza di prove, quindi, nessuno può dire chi abbia tentato di bombardare casa Putin in un momento così cruciale dei negoziati. Così come nessuno può dire chi abbia fatto svolazzare centinaia di droni – spesso rimessi insieme con lo scotch – in tutto il Nord Europa fra settembre e novembre, proprio quando i governi dovevano far inghiottire ai riottosi cittadini i primi aumenti di spese militari. Solo che in quei casi, senza uno straccio di prova, tutta l’Ue certificò che erano russi e l’attacco di Putin all’Europa era già iniziato: anche per il drone che spiava Leonardo e il Centro ricerche Ue sul lago Maggiore, che ora s’è scoperto non essere né un drone né russo, ma un aggeggio per il wi-fi in un villino lì vicino; anche per il tetto distrutto di una casa presso Lublino, in realtà sventrato da un missile polacco fuori rotta. Funziona così: Putin mente ai nemici, Zelensky mente agli amici e l’Europa mente a se stessa.
- Il Fatto Quotidiano
Lo sapevamo dall'inizio qual'era la realtà nel Donbass, ma quando Marc Innaro provò a ripeterlo nel 2022, la Rai gli vietò di parlare di Ucraina. Da 4 anni su tutti i media di regime c'è solo una narrazione inventata ed è vietato dire la verità su come sono arrivati alla guerra.