La notizia è di poco fa, e smonta un altro pezzetto 👇
L’interpol: “Su Minetti nessuna indagine”. Così sta crollando il castello di carte del Fatto
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Il magistrato Annalisa Imparato, volto del SÌ: “Questa mattina giravano in alcune chat di colleghi magistrati messaggi del tipo "vanno sparati", in riferimento a rappresentanti di lista che si presentavano con i vessilli del SÌ”. Ci sono magistrati con chiare tendenze malavitose.
In conclusione:
- al nord sono mafiosi e massoni
- pure a L’Aquila, Viterbo, Rieti, Latina e Reggio di Calabria
- in Campania, manco un cammorrista
- in Puglia manco uno della Sacra Corona Unita
- in Calabria manco uno ndranghetista
- in Sicilia impossibile trovare un mafioso.
MULE' DEMOLISCE IL PM WOODCOCK. Visione non adatta a un pubblico impressionabile!
Ieri a Piazza pulita è andato in scena il massacro del magistrato napoletano Henry John Woodcock, fresco volto del No al referendum, da parte del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, su riforma Nordio, rapporto pm/gip, conseguenze devastanti delle indagini dei magistrati (Woodcock in primis), irresponsabilità delle toghe, degenerazioni correntizie.
Questo accade quando (stranamente!) La7 accetta il principio del contraddittorio sui temi relativi alla giustizia. La sensazione è che non riaccadrà più e certi noti magistrati continueranno con i loro monologhi.
Video un po' lungo ma tutto da godere ⬇️
Anni di cultura anti imprese, magistratura che interviene su qualsiasi cosa (salvo poi perdere tutti i processi), giornalisti imbevuti di ideologia che non si leggono una carta, hanno trasformato un paese industriale in uno convito di poter vivere di sussidi.
Riflessione. A pag 8. E un piccolissimo richiamo in prima. Se fosse stato Berlusconi o Renzi?. Non si può essere credibili a doppia marcia. Ma va bene così. Il cambiamento è sempre benvenuto.
È necessario che l’Ue si faccia carico di un problema che non è solo italiano. Accanto alle questioni di carattere sanitario, è necessario che si affrontino con tempestività i contraccolpi del #coronavirus sull’economia