Dal ministero dell’Ambiente arriva un macigno sul progetto del Ponte sullo Stretto, con più di 200 richieste di integrazione da parte del Ministero dell'Ambiente, che corrispondono a altrettante lacune.
È la conferma di quanto avevamo preannunciato ieri a Messina, dove ho incontrato rappresentanti di associazioni e cittadini che si oppongono al progetto. Ho esposto la nostra posizione: il nostro non è un no “ideologico”. È il no di chi non può accettare che un Governo nazionale, di fronte alle gravi carenze infrastrutturali della Sicilia e della Calabria, risponda con uno slogan propagandistico, con un progetto vecchio, risalente al 2011/2012, pieno di falle sul piano ingegneristico, ambientale, trasportistico e finanziario.
Presidente Meloni, ministro Salvini: basta con gli spot elettorali. Meno promesse e più serietà nell’affrontare i problemi veri dell’Italia.
NON DEVONO ESSERE I LAVORATORI A VERGOGNARSI
“Ai miei amici non racconto nemmeno più di quanto guadagno: preferisco tenerlo per me, perché mi vergogno”. Il racconto a mezzo stampa di un vigilante a 5 euro l’ora è un pugno nello stomaco. Quest’uomo non deve vergognarsi del suo stipendio, della sua dignità e dei sacrifici che fa per andare avanti.
Dovremmo vergognarci tutti per come viene umiliato il lavoro in Italia.
Dovrebbe vergognarsi il Governo Meloni, che porta avanti decreti che incoraggiano il precariato e continua a dire “no” al salario minimo legale mentre fa sconti alle banche, che non pagheranno oltre 2 miliardi di tassa sugli extraprofitti. E ci piacerebbe tanto sapere il perché…
La vergogna di certe buste paga non ha colori. Non è di sinistra, di destra, di centro.
Non ci fermeranno i “no” di Giorgia Meloni, vinceremo questa battaglia con i cittadini.
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Stare meglio e lavorare meglio si può. Il @Mov5Stelle ha una proposta di legge sulla riduzione del tempo di lavoro a parità di stipendio. Una scelta che migliora la vita dei lavoratori e delle aziende, siamo andati a toccarlo con mano.
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Il centrodestra di Giorgia Meloni si è precipitato a presentare in Commissione Lavoro un emendamento per bocciare la nostra proposta di salario minimo che migliorerebbe gli stipendi di quasi 4 milioni di lavoratori. Uno schiaffo a giovani, donne e uomini che non arrivano a fine mese.
Non hanno fatto ancora nulla, invece, per cancellare la vergognosa decisione dello scorso 5 luglio di ripristinare i vitalizi in Senato.
Vi è chiaro? Salario minimo no, vitalizi massimi sì.
Noi continueremo a oltranza e senza sconti la nostra battaglia per il salario minimo in Aula.
Ma continueremo anche la nostra storica battaglia contro i costi della politica: dopo avere evitato che l'adeguamento degli stipendi per i capigruppo - che noi non prenderemo - fosse a carico degli italiani, abbiamo presentato altri due ordini del giorno alla Camera che verranno messi in votazione giovedì prossimo in occasione dell’approvazione del bilancio: uno per scongiurare aumenti degli stipendi dei deputati e, anzi, per ottenerne la riduzione; l'altro per evitare che si ripeta alla Camera lo scempio sui vitalizi di qualche giorno fa al Senato.
Noi abbiamo un'altra idea della politica. Ad esempio quella che suscita la reazione soddisfatta di dirigenti scolastici e studenti che nelle scorse settimane, in un momento di grande difficoltà, hanno ricevuto 1 milione di euro in computer e attrezzature informatiche pagate con i soldi delle indennità a cui i parlamentari del M5S hanno rinunciato.