BASTA. HANNO SUPERATO OGNI LIMITE.
Questi burocrati di Bruxelles sono una casta di privilegiati che nessuno ha mai eletto.
Chiusi nei loro palazzi dorati, in 20 anni hanno fatto una sola cosa: distruggere tutto.
Hanno distrutto l'industria europea.
Hanno fatto esplodere le bollette.
Hanno aperto le porte a un'immigrazione fuori controllo.
Hanno trasformato l'Europa in una macchina da debito e da regole impossibili.
Ora che tutto crolla, per colpa loro, non cercano una soluzione.
Cercano un nemico.
E quel nemico è la guerra.
Ve lo dico senza giri di parole: a Bruxelles sono disperati.
Hanno fallito su TUTTO. Economia, energia, sicurezza, fiducia.
L'unico modo che gli rimane per non essere spazzati via dalla rabbia della gente è trascinarci in guerra con la Russia.
È il trucco più vecchio e più sporco del mondo: quando la tua casa brucia, inventi un mostro fuori e chiedi alla gente di sacrificarsi.
Ecco il loro piano, in 3 mosse:
1. PIÙ STIAMO MALE, PIÙ VOGLIONO LA GUERRA.
Italia in recessione, Germania in caduta libera da anni, Francia bloccata da scioperi e debito alle stelle. Fabbriche chiuse, famiglie alla canna del gas, voglia di uscire dalla UE che esplode.
E invece di cambiare le loro politiche suicide su energia e sanzioni, che fanno? Alzano il volume sulla "minaccia russa". Se la gente è arrabbiata con te, dagli un nemico più grande da odiare.
2. L'ESCALATION È VOLUTA, NON È UN ERRORE.
Non è un incidente. È una scelta deliberata. Ogni giorno provocano, armano, sfidano, convinti di poter controllare tutto. Giocano d'azzardo con una superpotenza nucleare pensando di essere invincibili.
Basta un solo errore di calcolo e a pagare non saranno loro nei palazzi di Bruxelles. Saremo noi.
3. LA GUERRA NON LA VUOLE NESSUNO. TRANNE LORO.
Gli italiani non la vogliono. I francesi non la vogliono. I tedeschi non la vogliono. Il 90% dei popoli europei vuole la pace.
L'unica che vuole la guerra è la struttura di Bruxelles. Perché senza una guerra permanente, senza un'emergenza infinita, non ha più motivo di esistere. Niente più potere centralizzato, niente più miliardi da gestire, niente più poltrone intoccabili.
E come pensano di convincerci?
Con il solito teatrino: una provocazione fatta a tavolino. Un incidente, un sabotaggio, un attacco strano, e 5 minuti dopo tutti i telegiornali a urlare "È STATA MOSCA!".
Dopo tutte le balle che ci hanno raccontato sull'Ucraina, chi ci crede ancora? Forse solo chi vive davanti ai TG. I giovani, che pagano le bollette da 400 euro e vedono le fabbriche chiudere per colpa delle sanzioni, hanno capito tutto da un pezzo.
E poi diciamolo: l'UE in guerra contro la Russia fa ridere. Non abbiamo un esercito, non abbiamo energia nostra, non abbiamo materie prime, non abbiamo fabbriche di armi, non abbiamo voglia di combattere. Non oggi, non tra 10 anni.
Al contrario, la Russia non ha nessun interesse ad attaccare un continente vecchio, senza energia e senza industria, in pieno declino.
Il pericolo non viene da Mosca. Viene dalla disperazione di Bruxelles. Da gente che vede il potere sfuggirgli di mano e che è pronta a fare una follia pur di non ammettere di aver fallito.
Una cosa è certa: questa Unione Europea così com'è non sopravviverà. Né se farà la guerra, né se continuerà a fare finta di poterla controllare.
Nella bozza della prossima Finanziaria ci sono 4,5 miliardi per la difesa e 2,3 miliardi per la sanità.
Dite la verità, non siete contenti che quando vi daranno una Tac a 6/9 mesi tornerete a casa al sicuro dagli attacchi del Cremlino con Crosetto che veglierà su di voi?
nella mia città è tutto bloccato, i supermercati non hanno più un cazzo e le file ai distributori di benzina sono chilometriche. accendo la tv e si parla di garlasco e del papa di cui, allo stato delle cose, non me ne frega niente. vi prego svegliamoci tutti, non se ne può più
#Meloni spiega a noi poveri ignari che il gas russo non ha un prezzo proprio: i prezzi sono stabiliti dalla borsa olandese, quindi riavere il gas russo non sarebbe nell'interesse dell'Italia.
Noi poveri ignari, però, a volte studiamo, e abbiamo studiato che la borsa olandese dipende dal gas russo.
Quando il gas russo è stato interrotto, il prezzo alla borsa olandese è salito del 350%.
Da allora, il prezzo non fa che oscillare tra il 200% e il 300% di quello precedente.
Esiste un solo modo per risolvere il problema: smettere di finanziare la guerra ucraina affinché essa finisca, ristabilire il flusso del gas russo affinché il prezzo dell'energia torni normale.
Le politiche della Meloni sono esattamente il contrario di questo.
A chi giovano?
Agli apparati Ue, ormai in grado di rafforzarsi solo mediante la retorica militarista della «Russia nemico comune».
L'accusa di «non fare l'interesse dell'Italia», rivolta dalla premier a chi, in difesa dell'Italia, critica le sue politiche, pare un espediente retorico ad uso del pubblico e nulla più.
Blocchi e proteste al sud ,carburanti a secco,statale Ionica bloccata.
In Calabria blocchi e scioperi ad oltranza.
Rischio che si fermi la filiera dei prodotti altissimo.
Il silenzio dei media e del governo è imbarazzante.
Ascoltando l'ennesimo discorso di Giorgia Meloni in Parlamento, in vista del Consiglio europeo, viene da chiedersi se viviamo nella stessa realtà.
La Presidente del Consiglio continua a agitare lo spettro di un'invasione russa dell'Europa, dimenticando un dato geografico e storico elementare:
la Russia non ha mai invaso territori dell'Unione Europea.
Usare la paura di una minaccia imminente all'interno dei nostri confini serve solo a giustificare scelte politiche ed economiche fallimentari.
Perché a conti fatti, la realtà del suo governo è ben altra:
Meloni governa ormai da quattro anni potendo contare su circa 200 miliardi del PNRR portati a casa dal governo Conte.
Nonostante questa pioggia storica di denaro pubblico, i cittadini non hanno visto alcun beneficio concreto sul costo della vita, sui salari o sulla crescita del Paese.
Miliardi in armi, briciole per sanità e scuola:
Scegliere dirottare risorse colossali nella spesa militare e nell'invio di armi significa, inevitabilmente, sottrarre fondi preziosi ai servizi essenziali.
Ogni euro speso per la corsa al riarmo è un euro tolto agli ospedali al collasso, alle liste d'attesa infinite, alle scuole pubbliche e al futuro dei nostri giovani.
La vera alternativa è la diplomazia: Continuare a ripetere che la pace si ottiene solo con la guerra e con la logica delle armi è un errore storico e strategico.
La pace non si fa con la propaganda muscolare, ma con la politica, il negoziato e la diplomazia internazionale, l'unica via per fermare i conflitti senza trascinare l'Europa nel baratro.
Basta con la retorica della paura e delle armi. Il Paese ha bisogno di investire sul benessere dei cittadini, non sulla logica dei blocchi contrapposti.
Con il discorso di ieri, la Meloni si è scordata per sempre il mio eventuale voto.
Quasi meglio che vinca la sx, almeno qualcuno contro la guerra lì c'è. 🤮
Al Sud Agricoltori e Autotrasportatori sono in rivolta,il Nord sta iniziando a rispondere,a Torino Studenti in corteo,il caro-vita è diventato insostenibile,il costo dei carburanti è alle stelle ma per Tele-Meloni va tutto bene
Se i TG non ne parlano facciamolo noi
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Uscire da questa cloaca chiamata Unione Europea è fondamentale per salvare i nostri figli ed il nostro futuro.
Chi non ha questo obiettivo è un nemico che vuole il nostro male.
Il discorso di ieri di Giorgia Meloni, a proposito del conflitto tra Russia e Ucraina, è stato semplicemente delirante: de-li-ran-te.
Imperialismo russo? Ma ve lo ricordate Francesco? Le sue parole: «forse l’abbaiare della Nato alla porta della Russia ha indotto il capo del Cremlino a reagire male e a scatenare il conflitto. Un’ira che non so dire se sia stata provocata, ma facilitata forse sì». Yanukovych ve lo ricordate? E quell’altro, il persecutore dei russofoni, Poroshenko?
Non ha mai parlato dell’abbaiare dei russi alle porte dell’Europa. Mi pare. Questo non vuol dire giustificare la reazione russa, che anzi è cascata nel tranello, cedendo alle continue provocazioni. Seppure, col senno del poi, dal loro lato, non mi pare ci stiano rimettendo molto. E questo nonostante le nostre ridicole sanzioni.
Non lo vedo nemmeno troppo isolato, Putin, mentre Zelensky non ha una bella cera: sarà forse fiaccato dalla questua per l’acquisto dei sanitari in oro massiccio.
Il febbrile sproloquio della premier raggiunge l’apice quando definisce l’Ucraina Paese europeo: ma quando mai? Fa parte della Nato? Dell’UE? Che cosa ci obbliga verso una classe dirigente corrotta che tiene in ostaggio il proprio popolo? Ce lo spieghi. E, per inciso, chi lo ripara il Nord Stream?
Questa guerra deve finire: per il bene degli ucraini, dei russi, di tutti i popoli europei e, considerati i rischi di escalation, direi per il mondo intero.
Battitori Liberi, Radio Cusano.
Più l’Italia e la UE sostengono l’Ucraina, più la guerra va avanti.
Più la guerra va avanti, più persone muoiono e più si aggrava la crisi energetica e dei carburanti, soffocando economicamente la popolazione.
Giorgia Meloni ne è responsabile, insieme agli altri demoni europei.
La cosa che mette davvero tristezza è doversi scontrare non solo con la classe politica più squallida, inetta, servile e corrotta che sia mai esistita, tanto a destra quanto a sinistra, ma anche contro mandrie di tifosi lobotomizzati.
Meritereste che le persone come me vi lasciassero coprire di letame, senza mai avvisarvi, evidentemente vi piace.
@Granpasso112358 Il lavoro dev'essere garantito a tutti. Se in questa società ti chiedono una laurea per fare raccomandate dietro un bancone, abbiamo un problema.
Da che parte sta davvero Giorgia Meloni? Di certo non dalla parte degli italiani.
È questa la domanda che mi faccio ogni giorno guardando le bollette.
Mentre le famiglie italiane fanno i conti per arrivare a fine mese, mentre luce e gas costano come un secondo mutuo e le imprese chiudono una dopo l'altra, la Presidente del Consiglio ha una sola priorità: continuare a inviare miliardi di euro a fondo perduto in Ucraina.
Parliamoci chiaro: sono soldi nostri. Soldi che dovrebbero servire per aumentare le pensioni, per salvare la sanità, per abbassare le tasse, per dare un futuro ai giovani italiani. Invece prendono la strada di Kiev, per finanziare una guerra che non è la nostra.
E lo fa ignorando completamente quello che pensa il suo popolo.
La maggioranza degli italiani non è contro la Russia.
Anzi, la maggioranza degli italiani vorrebbe una sola cosa: tornare al gas russo.
Quello a basso costo, quello che faceva girare le nostre fabbriche, quello che ci permetteva di vivere.
Non il gas americano che costa 4 volte tanto e che il governo Meloni ha accettato in silenzio, senza fiatare.
Oggi al Senato è arrivata la ciliegina sulla torta.
Meloni ha criticato gli Stati Uniti perché hanno avuto il buon senso di trovare un accordo con la Russia sul gasolio. La risposta della portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, è stata fulminante e ha fatto il giro del mondo:
"Primo, non sono affari suoi. Secondo, si torni al punto uno."
Questa è la figura che facciamo a livello internazionale.
Ci fa ridicolizzare da tutti.
Si è allineata a Bruxelles su tutto: spese militari alle stelle, dazi che stanno distruggendo il nostro export...
Ma quando c'è l'occasione concreta per fare l'interesse nazionale, per tornare a comprare energia a basso costo dalla Russia e dare finalmente respiro alle tasche degli italiani, dice di no.
Io mi chiedo: questo significa essere patrioti?
Essere sovranisti?
Mettere in ginocchio il proprio popolo per compiacere Bruxelles e Washington? Condannarci a pagare tutto a peso d'oro?
Per me la risposta è chiara.
Al governo non abbiamo più una patriota. Abbiamo una copia di Von der Leyen.
Hanno proclamato per anni la vittoria di Zelensky, la sconfitta di Putin.
Da stasera si rendono conto di aver sbagliato tutto e non sanno capacitarsi come sia accaduto.
E si' che sin dai primi giorni era stato detto.
Poi volevano una pace giusta.
Otterranno una disfatta epocale.
Pensa agli storici che un giorno si troveranno a scrivere che l'Italia prendeva decisioni politiche in base ai dettami di una megera tedesca e di una ritardata estone.