$BTC
This Bitcoin chart has never been wrong.
This pattern works pretty simply:
Bear cycle - 365 days
Bull cycle - 1064 days
Based on data, bear phase is about 75% complete.
One final shakeout before the next bull cycle.
Quick reminder: I called Bitcoin’s 2022 bottom and the 2025 top before the crowd saw it coming.
If you missed those calls, don’t worry. I’ll call the next one too.
Pay attention to what I post over the next few days and weeks. Turn notifications on.
In Italia dal 2026 le crypto spot verranno tassate al 33%.
Trentatré. Per cento.
Una percentuale che non ha alcun senso economico, né logico, né competitivo. È una tassa punitiva, non una tassa equa.
Parliamo di investimenti spot, non di leva, non di derivati complessi, non di attività speculative ad altissimo rischio.
Eppure lo Stato italiano decide di trattare chi investe in crypto peggio di chi investe in azioni, ETF o fondi, e spesso peggio di chi fa impresa.
Ora guardiamoci intorno.
In Germania, se tieni Bitcoin più di un anno → tassazione zero.
In Portogallo, per anni è stato un paradiso fiscale crypto e ancora oggi resta molto più favorevole.
In Svizzera, se sei un investitore privato → niente capital gain.
In Francia, flat tax al 30%.
In Olanda, tassazione patrimoniale, non sui capital gain realizzati.
E poi c’è l’Italia. Che non innova, non attrae capitali, non crea ecosistemi… ma tassa come se stesse combattendo un nemico. Cazzo, un nemico.
Il messaggio è chiarissimo: “Se investi in crypto, qui non sei il benvenuto.”
E indovina il risultato?
- capitali che se ne vanno
- giovani che scappano
- imprenditori che cambiano residenza
- talento che emigra
E lo Stato? Incassa meno, non di più.
Perché una tassazione così alta non aumenta il gettito, lo distrugge. Spinge le persone fuori dal sistema, non dentro.
E ora la domanda finale, quella scomoda. Quella che nessuno fa...
I nostri politici “pro crypto”, quelli super shillati, quelli dei post, delle conferenze e delle foto con Bitcoin… cosa hanno fatto concretamente per bloccare questo scempio?
Perché qui non parliamo di tweet, panel o storytelling.
Parliamo di leggi.
E su questo:
- nessun emendamento serio
- nessuna presa di posizione forte
- nessuna difesa reale del settore
Solo silenzio.
Il paradosso finale è questo: mentre l’Europa "chiacchiera" di innovazione, blockchain, tokenizzazione, AI e finanza del futuro…
l’Italia risponde con una tassa da paese spaventato, non da paese evoluto.
E poi ci chiediamo perché non nascono unicorni, non arrivano investitori, non restano i capitali.
La verità è semplice e fa male dirla: a livello fiscale sulle crypto, facciamo ridere rispetto al resto d’Europa.
E finché non lo ammettiamo, continueremo a perdere tempo, soldi e persone.
Le case come Stellantis sono suicide: se continuano a forzare l'EV, falliranno. 💸 L'Europa diventerà solo il garage dei cinesi. Se le auto non si vendono neanche con gli incentivi, il problema non è il prezzo.
Dire che Bitcoin è in bear market basandosi solo sui due cicli passati non è solo una semplificazione:
è matematicamente scorretto.
Bitcoin ha poco più di 15 anni di storia reale.
Se prendi due cicli completi e pretendi di costruirci sopra una definizione rigida di mercato ribassista, stai violando uno dei principi base dell’analisi quantitativa: la significatività statistica (questa sconosciuta 😅).
Con n = 2 osservazioni, non stai stimando un modello.
Stai raccontando una storia.
In statistica, con un campione così ridotto:
- non puoi definire una distribuzione
- non puoi stimare una varianza affidabile
- non puoi costruire intervalli di confidenza sensati
Insomma, non puoi testare nessuna ipotesi con un minimo di robustezza.
Qualsiasi “regola” del tipo:
“Bitcoin entra in bear quando scende del X%”
“Bitcoin è in bear se rompe il livello Y”
"Bitcoin è in bear market perchè sono passati X giorni"
non è una legge matematica ma semplicemente overfitting sul passato.
E l’overfitting è il modo più elegante per sbagliare il futuro.
Inoltre, Bitcoin non è stazionario.
I suoi cicli non sono identicamente distribuiti nel tempo:
- la volatilità cambia
- la liquidità cambia
- la base di capitale cambia
- gli attori cambiano
Applicare lo stesso metro di misura a cicli con dinamiche strutturalmente diverse è un errore metodologico grave.
Se volessimo essere seri dal punto di vista matematico, dovremmo dire una cosa molto più onesta:
Possiamo osservare analogie storiche, ma con intervalli di confidenza enormi.
Talmente enormi che qualsiasi affermazione binaria, bull o bear, diventa più narrativa che analitica.
Quando i margini di errore sono così larghi, la certezza è un’illusione. E qui arriva il punto che molti evitano.
Anche ammesso, per pura ipotesi, che questo fosse un bear market… non cambierebbe nulla sul piano strategico.
Perché i patrimoni non si costruiscono quando la distribuzione è già esplosa verso l’alto.
Si costruiscono quando:
- l’incertezza è massima
- il consenso è fragile
- la narrativa è confusa
I top di mercato servono a confermare chi è già dentro.
Non a creare nuova ricchezza.
Chi aspetta una definizione matematica “pulita” del bear market su un asset così giovane di solito rinuncia all’unica cosa che conta davvero: il posizionamento asimmetrico quando il rischio percepito è massimo.
E la storia insegna una cosa semplice:
non è durante i massimi, ma durante le fasi di dubbio, qualunque nome gli si voglia dare, che si costruiscono i patrimoni che poi tutti guardano dal top.
#Trump is bringing back 100% tariffs, this time on semiconductors. But there’s a difference between strategic protection and #economic self-sabotage. Tariffs can make sense in sectors like agriculture or energy not in chips. #TradePolicy#Semiconductors#SupplyChain
Rumi was a person who totally embraced mysticism, spirituality, pure Islam, and an untainted monotheistic understanding. And the book Masnavi written by Rumi is a treasure house filled with divine thoughts and understandings.