La #Lega trova il tempo di festeggiare sui social la riammissione della Russia alle #Olimpiadi. Ma sugli arresti di oggi a Roma per presunto spionaggio al servizio di Mosca, neanche una parola.
Quando c'è da commentare una notizia sportiva, sono rapidissimi. Quando c'è da parlare di sicurezza nazionale, cala il silenzio.
I servizi russi operano anche in Italia. Di fronte a questo non ci si gira dall'altra parte. La Lega dica chiaramente da che parte sta.
@Azione_it
Dire che l'Odissea - quella vera - non esalta ruoli femminili va collocata tra le peggiori bischerate woke mai pronunciate.
Solo che la risposta non è sospendere la Costituzione USA. O invadere la Groenlandia. La risposta si chiama scuola. E si chiama, oops, cultura classica.
Happy 80th birthday to my friend George W. Bush!
Your friendship—and that of your father and your entire family—has been one of the great gifts of my life. It has always reminded me that long before we’re politicians, we’re fellow Americans and, above all, human beings.
And for the next month, I’m especially grateful to finally have someone older than me! Wishing you many more years of good health, happiness, and friendship.
Our country is stronger when we remember that what unites us is greater than what divides us.
Il catalogo del ridicolo
I meme di Trump, gli invitati di Taylor Swift, e gli indignati per niente
Di @lasoncini
https://t.co/9FAozDIkCK via @Linkiesta
Athena, Penelope, Circe, Calipso, Nausica...
Tutti personaggi potenti, ma secondo questa attricetta ignorante ai personaggi femminili non è stato dato abbastanza spazio in Odissea.
Paolo Nori dal Cremlino e da Pietroburgo racconta sul Fatto che non ha visto droni ucraini e la vita in Russia scorre spensierata. Altre cose che Nori non ha mai visto: attivisti di Memorial, dissidenti pestati a sangue stuprati e torturati in carcere, i civili ucraini massacrati
Le cas Balogun est bien un scandale politique.
Trump agit en parrain et la FIFA en serpillère.
En 1998, quand Zidane a raté le 8e, Chirac n’a pas fait annuler sa suspension.
L’extrême-droite au pouvoir, c’est le mépris de la justice partout, jusque sur les terrains de foot.
@sharrond62 They’ll never forgive us for being right, because they’d have to admit they embraced an idiotic, unevidenced delusion that caused widespread harm to women and children.
Si potrebbe fare un paragone tipo: il 44% delle operazioni è riuscita
Il rimanente 66% son danni collaterali
Di cui cara Rita, i risarcimenti paghi anche tu
Irremovibile nel sostenere gli ucraini e combattere i putiniani come voi. Irremovibile nel credere alla necessità di un’Europa federale, armata, indipendente dalle influenze esterne che decidono la linea del vostro giornale. Irremovibile contro il populismo - giudiziario, ambientale, sindacale e dei bonus che voi rappresentate. Irremovibile nel contrastare coalizioni che nulla hanno in comune tranne la ricerca del potere fine a se stesso. Sì, su questo sono piuttosto irremovibile.
Travaglio si è appena guadagnato una nuova segnalazione all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, per via dell’editoriale di oggi che in termini di deliri, brucia letteralmente ogni precedente record.
Oggi dal prontuario della propaganda russa il Direttore del fatto ha addirittura ripescato la maxi-balla dei biolab ucraini finanziati dagli USA, una mistificazione colossale che ha imbarazzato l’intelligence statunitense, dopo che l’ex capa del DNI Tulsi Gabbard aveva “desecretato materiale classificato” e divertito i grandi capi della propaganda russa dai quali gran parte di quelle idiozie era stata in realtà copiata e incollata.
Il punto è che questa teoria è stata ampiamente debunkata e nelle slide della Gabbard, già nota da oltre un decennio per la sua puntuale opera di disinformazione in favore di Mosca, sono emersi errori grossolani e vere proprie manipolazioni di qualità così infima da aver fatto ridere ogni essere dotato di pollice opponibile, mandando però in visibilio terrapiattisti, complottisti, schiechimichisti, cioè, appunto, i lettori del Fatto.
Per @marcotravaglio non sembra però essere un problema il fatto che i “biolab”, che sono così segreti da essere stati finanziati con un programma pubblico dal 2005 e spesso inaugurati con cerimonie ufficiali, siano in realtà centri di ricerca epidemiologica, laboratori di analisi e universitari. Così come non sembra voler sottilizzare sul fatto che nella mappa dell’Ucraina diffusa dal DNI, Kyiv sia lontanissima dalla sua posizione reale, dei laboratori vengano collocati in una località chiamata Cherniv, che nemmeno esiste, ed altri ancora vengano segnalati in Crimea e a Kherson, la prima, sotto il controllo russo dal 2014, e la seconda occupata per mesi da soldati che hanno portato via dalle case persino i servizi di posate ma non hanno scovato questi pericolosissimi luoghi dove si progettano pandemie. Non sembra aver fatto caso neanche al dettaglio che i micidiali laboratori scovati dalla Gabbard sono tutti di livello BSL-2 o 3 mentre per manipolare virus letali sono necessari centri che abbiano un livello di Biosafety 4 che in Ucraina semplicemente non esistono. Si preoccupa però di elencare i ceppi conservati dai “fascionazionalisti” che secondo Travaglio tengono in mano Zelensky (il cui governo è definito, come sempre, “regime”), dimenticando che sono presenti nei laboratori di mezzo mondo e che ad esempio lo Spallanzani (dove invece c’è un laboratorio BSL-4) ne ha molti di più.
Silenzio anche sul fatto che mezzo report, spacciato come “di intelligence” è semplicemente copiato e incollato da un delirante documento presentato all’ONU dalla Russia nel 2022, nel quale si favoleggia, tra le altre cose, anche di zanzare killer, geneticamente modificate per ammazzare solo soldati russi.
Quello che fa (amaramente) sorridere è che il pezzo si apre con la celebre scena di Colin Powell che agita vergognosamente una fiala con le finte prove delle armi di distruzione di massa di Saddam e la denuncia della guerra in Iraq che ne è seguita, facendo 600.000 morti. Che quelle stesse cazzate siano oggi tra le ragioni del più grande conflitto degli ultimi 80 anni, scatenata però da Mosca, per Travaglio è invece quasi comprensibile ed anzi male fa l’Europa a non porsi il problema (testualmente: «Sulle false armi di distruzione di massa di Saddam abbiamo fatto una guerra, su quelle vere di Zelensky&C. tutti tacciono.»).
Ecco, io direi che se non vogliamo che l’informazione diventi definitivamente un circo, forse è ora che gli ordini regionali si diano una svegliata.
L'Agnello va al Parlamento Italiano per una audizione dopo l'Aggressione del Lupo al Fiume
Forbito intervento di un parlamentare del @pdnetwork Bla Bla, Bla Bla, Bla Bla poi il colpo di scena "Ma infine a cosa voi Agnelli siete disposti a rinunciare pur di avviare una trattativa seria con il Lupo che vi sta sbranando?".
Si ascolta la diretta con sgomento, a poche ore dalla strage notturna a Kiev, un mix di disinformazione, ipocrisia, doppiogiochismo di cui in Europa rideranno, ma che al Cremlino gira già con soddisfazione.
Viviamo un’epoca in cui si vorrebbe stabilire ciò che è vero per alzata di mano. A maggioranza.
Trovo che l’autorità idonea a stabilire se a Gaza si è consumato un genocidio sia la Corte Internazionale di Giustizia.
Con tutto il dovuto rispetto, non l’USIGRai.
E quanto al paragone con La Russa, Appendino non se ne abbia a male.
Mi limito a osservare i fatti.
Il Movimento 5 Stelle è passato dall’ illusione di essere "né di destra né di sinistra" a una politica estera che finisce per coincidere con quella degli ultrasovranisti quando c'è da indebolire le democrazie liberali e rafforzare le autocrazie.
Non è una caricatura.
È precisamente la loro traiettoria politica.
Tredici morti e ottantasei feriti: è questo il bilancio di una delle notti più buie di Kiev.
Tra le macerie, anche un pronto soccorso. Perché nella grammatica di guerra di Vladimir Putin curare i civili è, evidentemente, un bersaglio militare come un altro. E le note stampa cariche di "preoccupazione e sconcerto" restano lì dove sono sempre state: su carta.
Perché definire il regime russo una banda di criminali non basta più. Come non basta ripetere la solita favola del dialogo e della diplomazia. L'unica diplomazia che Mosca conosce è quella dei missili da crociera, dei droni, dei balistici: il solito repertorio criminale che Putin dispiega puntualmente ogni volta che decide di fare carneficina. Le immagini parlano chiare.
Lo ripeto ai pacifisti nostrani: ogni volta che la Federazione Russa colpisce Kiev, a pagare col sangue sono i civili, gli inermi e chi un fucile non l'ha mai visto. Il resoconto è sulla stampa: tredici morti. Quello che sopravvive sempre, invece, è l'ipocrisia di chi proclama la pace.
Se davvero si vuole la fine della guerra, si chiami il centralino del Cremlino. Non si aspetti che Kiev alzi bandiera bianca dopo l'ennesimo massacro del suo popolo.
Gli innocenti civili di Gaza esistono. Esistono le vittime collaterali, come in ogni guerra. A un popolo che soffre, come quello palestinese, contrariamente a quanto affermato da qualche voce in malafede, va la mia vicinanza e solidarietà.
Ma queste immagini, che arrivano direttamente da un noto campo profughi di Gaza, non lasciano spazio a interpretazioni: le tende che dovrebbero accogliere la popolazione civile vengono usate, deliberatamente, come base operativa dai terroristi di Hamas. La ricetta è collaudata: si esalta il martirio, si posizionano le unità armate in mezzo ai civili, si aspettano i morti e poi si grida al genocidio davanti alle telecamere di tutto il mondo.
Funziona sempre, perché c'è sempre qualcuno pronto a bersela. E chi continua a far finta di non vedere questo meccanismo non è solo ingenuo.
È complice.