Sono usciti i dati ISTAT sugli indicatori demografici aggiornati al 2025:
https://t.co/2mldInwh1g
Il grafico mette in prospettiva questi dati dal 1865 a oggi.
Lei è Hanieh Shariati Roudposhti, atleta e allenatrice.
In Iran è stata arrestata perché si allenava all’aperto senza velo islamico.
È stata portata in un luogo segreto e di lei non si hanno più notizie.
È questo il futuro che volete per le vostre figlie?
Discorso di #Putin (mio commento: ha ragione su quasi tutto e molti di noi analisti, lo pensiamo da anni, prima che lo dicesse lui)
Signore e signori, ho ascoltato attentamente il discorso del Presidente Emmanuel Macron, che ha sottolineato la fine dell'egemonia occidentale e l'emergere di un mondo multipolare. Ha ragione sul punto chiave: il mondo sta attraversando profondi cambiamenti, ma dimentica di spiegare il perché e, soprattutto, dimentica di riconoscere che la Francia e l'Occidente stanno attualmente combattendo contro la Russia proprio perché si rifiutano di accettare questa realtà.
Oggi la Russia è bersaglio di sanzioni, attacchi diplomatici, economici, informativi e persino militari, come in Ucraina.
Perché?
Perché l'Occidente si rifiuta di accettare che la sua era di egemonia indiscussa sia finita. Perché l'Occidente si rifiuta di vedere come altre nazioni difendono i propri interessi, valori e sovranità. L'Occidente parla di libertà e democrazia, ma cosa ha fatto per secoli?
Francia, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda: hanno colonizzato quasi tutto il pianeta. Ditemi dove, in quale parte del mondo, l'Occidente non ha invaso e imposto la propria legge?
La Francia ha tracciato confini arbitrari in Africa, sfruttato risorse e ridotto milioni di persone in schiavitù.
Gli inglesi hanno ridotto in schiavitù intere popolazioni, dall'India alla Cina, in Asia.
In America, le potenze europee hanno massacrato intere civiltà. E oggi, attraverso la NATO, vogliono imporre il loro modello ovunque. Macron parla dell'ispirazione politica dell'Europa. Ma dov'è questa ispirazione?
L'Europa segue gli Stati Uniti in tutte le loro guerre, senza esitazione: Iraq, Libia, Siria. Ogni volta, centinaia di migliaia di morti. È questa ispirazione? E non ditemi che la Russia è un pericolo per il mondo. Per oltre duecento anni, l'Occidente ha cercato di distruggerla.
Napoleone arrivò a Mosca, fiducioso di poter rimanere sul suolo russo. Camminò nella neve. La Germania lanciò la più grande guerra d'invasione contro di noi. Furono sconfitti a Stalingrado, a Kursk e persino nelle strade di Berlino. Durante la Guerra Fredda, gli Stati Uniti cercarono di strangolare la nostra economia, di accerchiarci, di provocare scontri tra i nostri vicini, e noi siamo ancora qui. La Russia ha attraversato momenti difficili, prove, ma nessuno è riuscito a sconfiggerci.
Perché stiamo combattendo non solo per la nostra terra, ma anche per... La nostra civiltà, i nostri valori e la nostra dignità. Oggi non è solo la Russia a sfidare l'egemonia occidentale; la Cina sta facendo un passo avanti; l'India sta mostrando la sua visione del mondo; l'Africa si sta gradualmente liberando dalla protezione straniera; persino l'America Latina sta trovando la sua voce. Questo non è più un mondo dominato da una singola potenza o da un singolo blocco: siamo entrati nell'era multipolare. E nessuno può fermarla. Ecco perché la Francia, l'Europa e l'Occidente sostengono l'Ucraina contro la Russia. Non per amore del popolo ucraino, ma perché vogliono sfruttare questa terra come trampolino di lancio per cercare di indebolire la Russia, limitare il nostro sviluppo e impedire a questo mondo multipolare di prendere forma. Penso a loro, dico al presidente Macron e ai suoi colleghi europei: non si può nuotare controcorrente per sempre.
Parlate di valori, ma vi rifiutate di rispettare le scelte del popolo; Parli di diritto internazionale, ma lo violi ogni volta che non serve ai tuoi interessi; parli di pace, ma semini guerra ovunque intervenga. La Russia non è nemica di nessuno, ma non permetteremo mai a nessuno di decidere il nostro futuro. Vogliamo la cooperazione, ma a parità di condizioni. Vogliamo la pace, ma non a scapito della nostra libertà, della nostra identità. E diciamolo chiaramente: la Russia non sarà mai sconfitta. Abbiamo resistito a secoli di difficoltà, visto imperi nascere e cadere, e siamo ancora qui. E domani saremo lì, in questo nuovo mondo multipolare che sta già emergendo.
🔵Immacolata Concezione
Le guerre di religione non portano mai bene.
Se vogliamo che la nostra cultura torni ad essere vera, vivida e forte in noi e attorno a noi, non basta invocare simboli che abbiamo svuotato di significato.
Nessuno l’ha fatto per noi, abbiamo fatto tutto da soli.
Ogni consorte di regnante o Regina non cattolica ha l’obbligo di portare un velo nero sul capo di fronte al Papa, sempre un velo, ma bianco, è concesso alle consorti o regnanti cattoliche.
Nella Chiesa Cattolica il velo per le donne durante il culto è sempre stata una prescrizione del Diritto Canonico fino al Concilio Vaticano II.
La donna aveva l’obbligo di mostrare devozione e sottomissione a Dio, più di quanto non dovesse fare l’uomo.
Poi è cambiata la Società, sono arrivati gli anni ‘60 ma ancora prima l’Illuminismo e il Rinascimento, ci sono state le lotte per l’emancipazione, per la democrazia, per l’uguaglianza, per la parità di diritti che cozzavano con la religione.
Abbiamo stabilito che lo Stato è laico.
Così la religione cosa ha fatto? Si è adattata ai tempi, lentamente ma lo ha fatto.
Quante abitudini e tradizioni del passato non si usano più?
La “modernizzazione” della Società è avvenuta ben prima di qualunque fenomeno migratorio.
Le prime a rinunciare a certi simboli sono state proprio le Civiltà che oggi li invocano, perché sentono di essere sulla via della dissoluzione, di fronte ad altre che invece sembrano più solide e determinate.
Ma é solo questione di tempo.
Il vento di “Primavera” soffia anche su popoli e nazioni nelle quali i simboli della religione resistono.
Anche in quei luoghi le nuove generazioni guardano oltre, a un nuovo Dio, che non fa distinzione tra bianchi e neri, poveri e ricchi, del sud o del nord del mondo.
Non la fa perché è il primo Dio della storia dell’Umanità che non è ad immagine e somiglianza dell’Uomo.
É un algoritmo. Una macchina. Non ha volto, non ha identità, non ha emozioni o sentimenti, non consegna Leggi o Dogmi. Nessun obbligo, per ora.
E chi è questo nuovo grande e portentoso Dio sopra a tutti gli altri?
É l’IA che sta facendo milioni, miliardi di proseliti e devoti in tutto il globo. I giovani e giovanissimi sono i suoi preferiti.
È quel Dio che consentirà fra pochissimo tempo di far nascere bambini che non hanno mai avuto nessun contatto con la mamma perché sono nati da un incubatore artificiale.
E una donna potrà tenerli tra le braccia, pur essendo immacolata, pur non avendo mai avuto alcun rapporto con un uomo.
Eccolo il nuovo Dio portentoso, mentre noi umani siamo ancora qui che litighiamo sui simboli, sulle appartenenze, le tradizioni e i costumi che abbiamo lentamente abbandonato e distrutto in nome del futuro.
Ma il futuro non esiste. Domani non arriva mai. Esiste solo un continuo presente fatto di scelte, di comportamenti, di esempi.
A cosa serve dire a tutti buona “Immacolata” se non ho in me la potenza di quel simbolo?
Il simbolo dell’Intuizione tutta umana che dà alla luce Dio, in ogni momento in cui decido di spazzare via la lamentela e fare spazio all’Entusiasmo? En-Theos, Dio dentro.
La donna, piena di grazia e di potenza che porta nel mondo l’Invisibile, i miracoli.
Il primo tra tutti quello della Vita.
Da 3 anni, in privato, incontri, riunioni dei ministri, interviste, dico ciò che ieri è stato codificato nella Strategia di Sicurezza Nazionale USA e cioè che il rapporto con l’EU sarebbe mutato e che le garanzie di difesa regalate dopo il ‘45 sarebbero finite velocemente.
Era chiaro, evidente.
Con una tempistica più accelerata di quella che temevo (pensavo concedessero 2/3 anni in più) é accaduto ciò che era previsto.
La traiettoria della politica americana era evidente già prima dell’avvento di Trump che ha soltanto accelerato un percorso irreversibile.
Gli USA hanno in corso una competizione sempre più difficile, complessa e dura con la Cina e ogni loro atto, decisione, comportamento, deve essere letto in questo scenario.
Trump ha semplicemente esplicitato che l’EU gli serve poco o nulla in questa competizione.
Perché non ha risorse naturali particolarmente rilevanti o utili.
Perché sta perdendo la competizione sull’innovazione e la tecnologia.
Perché non ha potere militare.
Perché, rispetto ai nuovi attori del Mondo, é piccola, lenta e “vecchia”.
I motivi per cui lo abbia fatto anche con un po’ di asprezza non sono nemmeno loro una sorpresa perché i suoi giudizi (e quelli di molti esponenti repubblicani o maga) su alcune posizioni e scelte politiche dell’Unione sono note da anni.
Ma il tema principale non è l’EU.
Come si nota dal poco spazio dedicato al vecchio continente, nella strategia resa nota ieri.
Ogni decisione, ogni atto futuro sarà affrontato con un solo obiettivo: il rafforzamento degli USA nella competizione con la Cina.
Un approccio pragmatico, senza sentimenti o legami, utilitaristico ed esclusivamente orientato alla supremazia economica e tecnologica nei prossimi anni perché significa supremazia in questo secolo.
Nulla di nuovo, per chi lo avesse seguito negli anni, nulla di strano rispetto alla visione americana consolidata.
É questo scenario (come dicevo ampiamente previsto) quello nel quale devono essere definite le scelte, le decisioni, le strategie delle nazioni più piccole (come noi).
Perché anche noi abbiamo bisogno di risorse.
Perché anche noi abbiamo bisogno di tecnologie.
Perché anche noi abbiamo bisogno di far crescere la nostra economia e difendere il nostro spazio di ricchezza.
Non per esercitare una supremazia su qualcuno ma per garantirci futuro.
Nel frattempo però la pessima notizia è che dovremmo (per me dovremo) pensare a ciò che finora ci avevano fornito “gratuitamente”, i nostri alleati statunitensi: la sicurezza, la difesa e la deterrenza.
Non parlo solo di quelle militari.
Per scelta politica in questi anni abbiamo costruito e consolidato una grande quantità di rapporti bilaterali con nazioni che ci possono aiutare nel percorso futuro (in Africa, Golfo, Asia, Sud America, Australia) per garantire e rafforzare la sicurezza economica, energetica e di approvvigionamenti strategici.
Per scelta abbiamo contribuito a dare un piccolo impulso positivo ad un’Europa che aveva perso il contatto con le traiettorie del Mondo pensando di poterlo plasmare a sua immagine e somiglianza.
Piccolo, perché le resistenze ideologiche e burocratiche che rifiutano un approccio veloce e pragmatico alle evoluzioni della realtà sono fortissime e sedimentate.
L’Europa è anche però un luogo naturale dove poter trovare partners per fare ciò che da soli siamo troppo piccoli per realizzare.
Ad esempio è chiaro che la “soglia di ingresso” finanziaria per recuperare il tempo perso su tecnologie fondamentali richiede una quantità di investimenti pubblici e privati tali che anche per 27 nazioni sono pesanti.
Ma vanno fatti, per sopravvivere.
Stesso discorso per la Difesa: più siamo, più é forte, meno costa.
Siamo nel pieno centro di cambiamenti epocali.
Occorre vederli, capirli ed orientare la nave, come in mare durante una tempesta.
Perché, come accade in mare, nessuno, nemmeno i più grandi sono in grado di controllare i flussi dei tempi nei quali viviamo, ma ognuno é costretto ad affrontarli navigando al meglio.
“Visto come é ridotto il paese, il nostro sacrificio durante la seconda guerra mondiale non è servito a niente”
In Uk domani si celebra la domenica della memoria in onore dei caduti in guerra. In tv viene invitato Alex Penstone, 100 anni, veterano della seconda guerra mondiale. I conduttori gli chiedono che significato ha questa giornata per lui e la sua risposta non è quella che ci si aspetterebbe:
“Quello per cui abbiamo combattuto era la nostra libertà. E adesso è decisamente peggio di come era allora”.
Editoriale di Marco Travaglio
- 7 Ottobre 2025
LES CORNUS🤘
E niente, dopo soli 836 minuti 🤭 anche Lecornu
è venuto prematuramente a mancare, anche se lo tengono attaccato alle macchine per altri due giorni. Strano, perché per fare un’ottima riuscita aveva proprio tutto: è un “moderato riformista” e, com’è noto, “si vince al centro”; l’ha scelto Macron, il liderino amato dalla la gente che piace (soprattutto in Italia) e odiato dal suo popolo (notoriamente “populista”); non lo voterebbero manco i parenti stretti e questo fa curriculum nell’Occidente che, a furia di esportare la democrazia, l’ha quasi finita; pretendeva, come i predecessori, di governare la Francia contro i 9/10 dei francesi con un governo quasi uguale a quello appena sfiduciato, per salvare la poltrona al mini-Napoleone dell’Eliseo, il genio incompreso che programma il futuro di Russia, Ucraina, Ue e Nato senza sapere se arriva a Natale. Cosa poteva mai andargli storto? Purtroppo quegli estremisti, populisti, sovranisti e ovviamente putiniani della destra e della sinistra che fanno sempre il pieno di voti non lo hanno capito e, anziché perdere milioni di elettori per portargli l’acqua con le orecchie, l’han bocciato. Ma non disperiamo. Prima di ammettere che forse il problema è lui e tornarsene a casa da Brigitte a suon di sberle, Micron ha ancora parecchie frecce al suo arco: gli basterà attingere al vasto catalogo di opzioni della democrazia 2.0 regnante da 15 anni in Europa.
Modello Italia. Si prende un banchiere o un prof che lavora per qualche banca d’affari, lo si promuove “tecnico super partes” per un “governo dei migliori” che trasformi l’esigua minoranza delle élite in maggioranza oceanica.
Modello Romania. Si va alle Presidenziali e, se vince il candidato sbagliato, si annulla tutto e si arresta il vincitore perché “ha stato Putin”. Poi si rivota a oltranza finché non vince quello giusto.
Modello Georgia. Se vince quello sbagliato grazie al solito Putin, si foraggiano cortei “spontanei” della minoranza democratica contro la maggioranza anti-democratica che pretende di governare solo perché ha vinto.
Modello Moldova. Si mettono fuorilegge i partiti sbagliati, dunque antidemocratici perché telecomandati dalla guerra ibrida russa, così vincono i democratici.
Modello Ucraina. Se vince il candidato sbagliato tipo Yanukovich nel 2004 e nel ‘10, si finanzia una “rivoluzione arancione” per cacciarlo. E, se rivince, si assoldano cecchini per una “rivoluzione rossa” (di sangue) che lo ri-cacci.
Modello baltico-polacco-tedesco-danese-israeliano. Si nomina primo ministro un altro Carneade, tipo Bayrou o Lecornu. Poi si fa volteggiare qualche drone non identificabile su un paio di aeroporti e si dichiara guerra alla Russia fingendo che sia stata la Russia a dichiarare guerra alla Francia.
- Il Fatto Quotidiano
🇲🇩 Nel video, presumibilmente, un dipendente della Commissione Elettorale Centrale della #Moldavia brucia le schede elettorali degli "idioti" che hanno votato per l’opposizione, lasciando solo i voti per il partito al governo di Sandu…
#Moldovaelections free for🇪🇺
Il leader dell'opposizione socialista in Moldavia, Igor Dodon, denuncia enormi brogli nelle elezioni parlamentari che si sono appena concluse nel Paesa. Dodon ha invitato le forze di opposizione a manifestare di fronte al Parlamento domani, per mostrare a tutti le prove della frode. Le ingerenze e le minacce che ha esercitato l'UE sulla Moldavia sono state semplicemente clamorose. L'UE si permette di giudicare la regolarità delle elezioni dei Paesi a essa sgraditi, quando la stessa Unione europea è la maestra del broglio e della corruzione elettorale.
https://t.co/yzGZrSgewn
Trump esonera l'Ungheria dalle sanzioni e dal divieto di usare il gas russo, perché non hanno sbocco al mare e non possono comprare gas USA e Orban è un amico.
Vladimir #Putin
“Voglio che mi ascoltino anche i cittadini comuni dei paesi occidentali.
In questo momento stanno cercando insistentemente di convincervi che tutte le vostre difficoltà sono il risultato delle azioni ostili della Russia, che dovete pagare di tasca vostra..."
Ho firmato la mozione di sfiducia contro Ursula von der Leyen dopo aver ascoltato il suo discorso sullo Stato dell’Unione nella sessione plenaria del Parlamento europeo.
La sua visione di Europa è profondamente sbagliata, frutto di una miopia ideologica che non risponde ai reali bisogni dei cittadini.
Non saremo mai complici di questa idea distorta di Europa: noi vogliamo un’Unione che difenda le identità, la libertà e il lavoro, non un super-Stato burocratico e distante dai popoli.
Sotto giuramento alla commissione del Senato il dottor Robert Sullivan conferma:
"La tecnologia mRNA non è un vaccino, ma una piattaforma sperimentale di modificazione genetica."
"Loro lo sapevano"
SUB. ITALIANO