La truffa del ponte a carico degli italiani:
114 dipendenti
21 sono dirigenti
93 funzionari
Salvini ha annunciato la posa della prima pietra nel 2024
Ad oggi non è stato messo un sassolino
Nel frattempo i dirigenti vengono pagati da 200 a 350 mila € all'anno
Votateli coglioni
Quel che sta succedendo oggi ha del clamoroso: il Governo è a pezzi, ha perso la bussola e anche la pur minima credibilità.
Dopo la batosta del referendum e a pochi mesi dalle elezioni, la stessa maggioranza boccia le firme più pesanti messe dalla sua Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. E riconosce, nei fatti, i pesanti errori commessi.
I capigruppo di maggioranza hanno infatti presentato in Senato una mozione per rivedere il folle impegno del 5% del Pil sulle spese militari firmato da Meloni. Poi però sono stati richiamati all’ordine: la figuraccia era troppo grossa per Meloni e il Governo, sconfessati dai loro stessi parlamentari sul folle Riarmo.
E quindi hanno cambiato la mozione e si sono rimangiati tutto. Restano i cocci e una maggioranza a pezzi che sotto la facciata è spaccata e non condivide le scelte fatte da Meloni a livello internazionale che bloccano i soldi degli italiani su folli impegni di spesa in armi anziché sulle emergenze di famiglie e imprese. D'altronde la stessa Meloni ha sconfessato anche le sue firme sul disastroso patto di stabilità e sui vincoli europei.
Noi andiamo dritti per la nostra strada con le idee chiare: questo riarmo noi lo abbiamo contestato con i cittadini nelle piazze e andando direttamente a Strasburgo e a L'Aja mentre Meloni e soci ci insultavano. E a una maggioranza a pezzi rispondiamo con una mozione unitaria delle opposizioni che abbiamo fortemente voluto e che chiede di rivedere gli impegni in armi per investire sull'emergenza economica e sociale di cittadini e imprese.
Non bisogna avere grande esperienza per capire che questi fatti tolgono ogni credibilità e forza a una Presidente del Consiglio che le ha sbagliate tutte e ora cerca rimedi goffi e di facciata a legislatura finita.
Hanno fatto danni enormi e non hanno mezza strategia: si facciano da parte.
Una notizia positiva, non è candidabile a presidente della Repubblica. HA VIOLATO IL PATTO DI IMPARZIALITÀ , oltre a tutti i problemi di incompatibilità giudiziaria. IN TEORIA LA SUA CARICA NON HA PIÙ VALORE
Carne scaduta e soldi pubblici. Il macello Bervini, quello dello scandalo della carne scaduta, rilavorata e venduta svelato da #report e #giuliainnocenzi, ha ricevuto sostegni pubblici, agevolazioni e linee di credito garantite dallo Stato per un valore totale di oltre 19 milioni di euro dal 2020 a oggi. E allora la domanda sorge spontanea: dato che le inchieste dimostrano continuamente che il sistema dei controlli ufficiali fa acqua da tutte le parti, quanti altri casi "Bervini" ci sono oggi nel nostro Paese, che magari beneficiano di soldi pubblici? #inchieste #carnescaduta #macello
Nel silenzio totale dei mezzi di informazione, il governo Meloni ha approvato una norma che consente l'apertura di sale operatorie senza controlli preventivi sui requisiti minimi di sicurezza.
Ripeto, vista la gravità: senza controlli preventivi.
Con verifiche rinviate fino a un anno dopo.
1 anno.
Dodici mesi di interventi chirurgici, anestesie, bisturi, infezioni possibili, pazienti ignari.
Dodici mesi prima che qualcuno vada a vedere se la sala operatoria è a norma.
La norma non nasce in un provvedimento sulla sanità. Sarebbe stato troppo onesto. È stata nascosta dove nessuno guarda.
Infilata in un decreto che parla di grandi opere, commissari, infrastrutture, Ponte sullo Stretto.
Un contenitore omnibus, uno di quelli che scorrono veloci in Parlamento e ancora più veloci nei telegiornali.
Dentro quel decreto, lontano dagli occhi dei cittadini, si smonta un principio basilare dello Stato di diritto sanitario: prima i controlli, poi apri.
Qui si fa il contrario: apri, opera, incassa. I controlli (forse) dopo.
🔴Il governo sapeva. E ha taciuto❗️
La Commissione europea ha inviato il 18 dicembre 2025 una lettera durissima sul ddl caccia 1552. Una bocciatura netta: rischio di violare le direttive Uccelli e Habitat, attacco al ruolo della scienza, via libera a pratiche che mettono in pericolo fauna e biodiversità. Tutto questo per compiacere le lobby venatorie.
Meloni, Lollobrigida e Pichetto Fratin sapevano tutto. E invece di fermarsi hanno continuato a smontare la legge 157 del 1992, mettendo in discussione la tutela della fauna selvatica, della biodiversità e il ruolo della scienza nelle decisioni pubbliche.
La verità è molto semplice: questa destra odia la natura: stanno smontando la tutela della fauna selvatica pezzo dopo pezzo, esponendo l’Italia anche al rischio di nuove sanzioni europee.
Chiediamo alla Presidente Meloni e al ministro Pichetto Fratin di fermare immediatamente il ddl 1552 e cancellare tutte le norme contestate dalla Commissione europea. La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, non proprietà delle lobby della caccia. @veneziazanella #stopcaccia #alleanzaverdisinistra
Come può essere affidabile Giorgia Meloni se riesce a mentire con cosi tanta disinvoltura?
è incoerente e impreparata per il ruolo che ricopre. bravissima nelle chiacchiere ma nei fatti zero.
#meloni#ucraina