Per trent’anni ci hanno raccontato che l’Italia doveva rinunciare a pezzi decisivi della propria sovranità economica in cambio di più benessere, stabilità e peso internazionale.
Oggi i dati raccontano un’altra storia: salari fermi, potere d’acquisto in calo, risparmi erosi, giovani impoveriti, ceto medio sotto pressione e ricchezza sempre più concentrata.
Non è una crisi passeggera: è il risultato di un modello che ha compresso lavoro, domanda interna, investimenti pubblici e democrazia sostanziale.
Senza sovranità economica non c’è giustizia sociale. E senza giustizia sociale non c’è libertà politica.
Risiko bancario: la più grande fregatura per i cittadini.
Si parla tanto di mantenere il controllo sul risparmio italiano, tramite l'acquisto da parte di Intesa di MPS, che detiene una quota di Generali.
Quello che non si dice è che il governo già possedeva quasi il 70% di MPS avendoci messo soldi pubblici per 7 miliardi per salvarla e risanarla dal 2017.
Poi, però, per assecondare l'ideologia mercatista dell'UE, l'ha privatizzata, ricavandoci una quota irrisoria di quanto vale ora.
Se avesse mantenuto il controllo pubblico, oggi avremmo una banca da 30 miliardi e che controlla Generali, senza andare dietro a interessi privati o stranieri.
Quando capiremo che il gioco del capitalismo finanziario è truccato?
Il mio intervento di oggi a @Ariachetira
📣 Per approfondire, leggi "Eurosuicidio" di Gabriele Guzzi, edito da Fazi Editore.
Antonio Tajani: Sul risiko bancario "non tocca allo Stato regolare".
Articolo 47 della Costituzione: "La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito."
Uno dei due è in errore.
Indovina chi?
Ne parlo domani alle 12 e 25, ospite su La7 a L'Aria che Tira.
Da non perdere.
Gabriele Guzzi
C'era un clima strano ieri pomeriggio, al Biondo Tevere, a Roma, con Alessandro Di Battista, Thomas Fazi e tanti amici.
C'era una vibrazione forte, potente, imprevedibile, gioiosa.
Non so cosa nascerà da questo processo a cui stiamo collaborando, se potremo essere in qualche modo utili a questa nazione, se potremo inserire delle parole più vere nell'informazione, e se potremo contribuire a offrire una prospettiva di pace all'Italia.
Non dipende tutto da noi, ancor meno da me.
So però che le occasioni come ieri ripagano interamente la fatica, la tensione, gli attacchi.
Perché è il segno che la Politica sia ancora viva, che la natura dell'umano sia irriducibile rispetto a qualunque progetto totalitario, che una nuova aggregazione già esiste, già sta emergendo dalle macerie di un mondo morente.
Sta a noi darle parola.
Grazie a tutti per la partecipazione e l'affetto.
Nei prossimi giorni caricheremo il video integrale.
Gabriele Guzzi
Citare Marx in TV: fatto ✅️
Il problema delle disuguaglianze in Italia è culturale perchè le idee dominanti sono le idee della classe dominante.
Anche i ceti popolari si mettono a difendere gli interessi dei miliardari.
L'UE oggi è la patria dei paradisi fiscali. Un mercato unico con una moneta unica senza un potere pubblico che possa difendere la democrazia e la giustizia sociale.
Ecco l'Eurosuicidio, di cui ho parlato nel mio libro.
@Ariachetira
ITALIA POTENZA DI PACE
Ecco la nostra proposta per una nuova identità geopolitica per il paese.
La pace non è un concetto astratto, ma una prassi. Questa non solo è giusta eticamente ma va a favore del nostro interesse nazionale.
Dall'Iran all'Ucraina, dalla Cina al Venezuela, passando per lo sterminio di Gaza, nel tempo dei più estremi bellicismi, l'Italia dovrebbe proporsi come credibile spazio di mediazione, contribuendo all'autonomia energetica e industriale del paese.
Questa proposta che lanciamo oggi sul Fatto Quotidiano si articola in quattro macro-punti che qui presentiamo, e che lanciamo a tutti come opportunità politica di aggregazione.
Aiutateci a farla circolare!
Oggi alle élite non resta che fare la guerra per mantenere il dominio sui popoli.
Ecco perché la pace diventa sempre più una necessità di sopravvivenza, piuttosto che un ideale astratto.
.
.
Per chi vuole, ne parliamo insieme questa domenica 7 giugno a Roma con Alessandro Di Battista e Thomas Fazi.
La disuguaglianza è più feroce oggi che al tempo dei faraoni.
Solo nel 2024 i 71 miliardari italiani hanno visto la loro ricchezza crescere di 61,1 miliardi (+166 milioni al giorno).
Se uno avesse risparmiato 80mila dollari al giorno dall'inizio della costruzione della piramide ad oggi, non sarebbe neanche nella top10 degli uomini più ricchi del mondo.
Quando ci ribelleremo?
Il mio intervento a @Ariachetira
Ci vediamo il 5 giugno a Modena e il 7 a Roma con Alessandro Di Battista. Tutte le informazioni su https://t.co/dVH5y2SlnB
"Questo formalismo di elezioni, di dire che il potere ce lo ha il popolo, è una bellissima cosa da dirci. Ma purtroppo è un palcoscenico teatrale dietro cui si legittimano i peggiori interessi"
L'intervento in diretta di @GabrieleGuzzi 👇
https://t.co/NDZXGq9LpA
Prossime occasioni per incontrarci:
5 giugno a Modena; 7 giugno a Roma con Alessandro Di Battista; 23 giugno a Reggio Calabria.
Tutte le info su: https://t.co/ONoW1Bq1nt
La situazione mi sembra chiara
Le classi dirigenti europee, dopo aver distrutto l'economia di un continente con l'UE e l'euro, sono decise a portarci dentro un conflitto potenzialmente mondiale.
La cecità e l'ostinazione con cui non si vogliono riconoscere le cause strutturali dietro il conflitto russo-ucraino, insieme alla preparazione bellica con cui si sta procedendo nonostante tutto, non possono che farci pensare a uno scenario del genere.
I presunti droni russi in Romania, l'accelerazione sull'entrata dell'Ucraina nell'UE, che alla luce dell'articolo 42 del Trattato sull'Unione Europea vuol dire cobelligeranza, l'irrigidimento sulla politica monetaria, il compattamento dei partiti politici lasciano intendere che le motivazioni sono forti.
La data presunta potrebbe essere proprio quel 2029, tante volte richiamato dai documenti ufficiali e dalle dichiarazioni.
L'UE è oggi il vincolo esterno più stretto alla nostra sovranità politica. Esso inibisce qualunque forma di autonomia. Illusi sono stati quelli che hanno pensato che questa istituzione potesse essere un contropotere rispetto agli USA. L'UE nasce con l'obiettivo di disattivare qualunque sovranità politica in questo continente, creando un ibrido giuridico disfunzionale e suicidario.
Dobbiamo lavorare affinché le contraddizioni interne vengano radicalizzate, e questo è un compito politico. Allo stesso tempo, dobbiamo porre la pace come obiettivo primario, provando fin da subito a fermare con una rappresentanza seria, autorevole, credibile questa tendenza folle.
L'Italia, paese colpito più degli altri dall'UE e dalla moneta unica, potrebbe essere quello che pone un bastone tra le ruote nella foga bellicista di questi eurosuicidari.
Il destino sembra accelerare, ma la politica è quell'arte in grado di contraddirlo.
Aggreghiamoci.
Gabriele Guzzi
L'Italia è una Repubblica finanziaria fondata sull'Unione Europea. La sovranità appartiene alla Nato che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dal Presidente degli Stati Uniti.
La Repubblica è morta.
Viva la Repubblica!
#2giugno
Prossimi eventi:
- Cerea 29 maggio
- Modena 5 giugno, con Lanfranco Turci
- Roma 7 giugno, con Alessandro Di Battista e Thomas Fazi.
Tutte le informazioni su https://t.co/ONoW1Bq1nt
IL CETO MEDIO DEVE MORIRE
I nuovi dati Eurispes fotografano un Paese che si sta consumando dall’interno.
Dal 2021 il potere d’acquisto del ceto medio italiano è sceso di circa il 7,5%. Nel solo 2023 il reddito reale delle famiglie si è ridotto dell’1,6%, mentre i beni essenziali — utenze, cibo, medicine — sono aumentati più dell’inflazione.
Più di 6 italiani su 10 faticano ad arrivare a fine mese. Oltre un terzo deve usare i propri risparmi per reggere il costo della vita. A pesare di più sono l’affitto, che mette in difficoltà il 45,6% delle famiglie, seguito dalle utenze per il 28,7%, dal mutuo per il 27,2% e dalle spese mediche per il 25,5%.
Intanto il 10% più ricco delle famiglie possiede quasi il 60% della ricchezza nazionale, mentre la metà più povera appena il 7,4%. Nel 2024 la ricchezza dei 71 miliardari italiani è cresciuta di oltre 61 miliardi di euro: 166 milioni al giorno. E la ricchezza netta delle famiglie italiane, tra il 2014 e il 2024, è scesa del 5,5%.
Questa non è una crisi passeggera. È il risultato storico di un modello. È il finanzcapitalismo che si è imposto come sistema dominante in Occidente dalla fine degli anni '70, e che in Europa si chiama Unione Europea.
L’Italia è entrata nell’euro accettando una promessa: più stabilità, più benessere, più peso internazionale. È accaduto il contrario. Abbiamo perso la leva del cambio, compresso la domanda interna, tagliato investimenti pubblici, svalutato il lavoro, privatizzato pezzi strategici dell’economia, accettato vincoli fiscali costruiti contro la crescita.
Insomma, il suicidio è il nome nascosto dell'integrazione europea.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: salari fermi, produttività stagnante, industria indebolita, giovani impoveriti, famiglie costrette a consumare i risparmi e a vivere del patrimonio accumulato dalle generazioni precedenti, marginalità geopolitica, conformismo.
E mentre l'UE prevede flessibilità per le spese militari, sul piano della spesa energetica, degli aiuti di Stato, del coordinamento tra politica monetaria e fiscale, non si muove niente.
E gli italiani percepiscono questa follia: il 44,2% considera le spese militari soprattutto un costo per il Paese. Vedono una contraddizione enorme: si chiedono sacrifici a una società impoverita, mentre mancano risorse per salari, sanità, scuola, casa, natalità, industria, lavoro.
Un Paese che non controlla più le leve fondamentali della propria economia non può infatti difendere davvero il proprio interesse nazionale.
Per trent’anni ci hanno spiegato che non c’erano alternative. Che anzi stavamo preparando l'irenismo internazionale e il superamento degli egoismi degli Stati.
Non serve nostalgia. Serve una nuova strategia nazionale.
Perché senza sovranità economica non c’è giustizia sociale.
E senza giustizia sociale non c’è nemmeno libertà politica.
Gabriele Guzzi
Carissimi, c'è grande entusiasmo attorno a questo evento.
Ne siamo davvero felici.
Ci sono ancora dei posti, ma vi invitiamo a prenotarvi il prima possibile, e comunque di arrivare in anticipo il 7 giugno per assicurarvi il posto seduto!
COSA POSSIAMO FARE? Oltre l'EUROSUICIDIO e la DEMOCRAZIA DEVIATA - Di Battista e Guzzi, modera Fazi
Link per prenotarsi: https://t.co/AYCNQTWp0A
L’Europa entra nel nuovo scenario mondiale senza una vera sovranità politica, senza una strategia economica comune, senza una democrazia all’altezza della crisi.
La Germania torna a proporsi come potenza militare continentale. L’Italia resta schiacciata tra debito alto, crescita bassa e vincoli europei sempre più stringenti. La BCE continua a condizionare le scelte politiche dei popoli, mentre profitti energetici e finanziari crescono dentro l’impoverimento generale.
Non servono illusioni. Serve guardare la realtà.
L’Unione Europea ha fatto il suo tempo? Possiamo ancora trasformarla o dobbiamo immaginare nuove forme di cooperazione tra popoli sovrani?
Ne parleremo dal vivo nelle prossime tappe.
📍 Cerea — 29 maggio
📍 Modena — 5 giugno
📍 Roma — 7 giugno
Nel tempo dell’Eurosuicidio, non è dolce naufragare in questo mare.
1/3