Ieri a quest'ora hai iniziato il tuo ultimo viaggio, quello senza ritorno, in 12 anni ci hai insegnato il senso dell'amore, abbiamo imparato tutto da te, grazie amore nostro, non averti più è una lacerazione profonda del cuore, stiamo soffrendo senza pace la tua assenza #Malù 😭
Spieghiamo cos’è l’ipocrisia.
Non quella ingenua: la bugia detta per non ferire, il silenzio per pudore. Parlo di quella malevola, quella che usa il galateo come paravento della cattiveria.
C’è un tizio che da quattro anni ripete che l’Ucraina non può vincere. Che va abbandonata, lasciata a sé stessa. Che il gas conviene comprarlo dai russi, che poi sono amici nostri, gente perbene.
Intanto in Ucraina muoiono a centinaia. Uomini, donne, bambini. La colpa è una sola, non volersi piegare al giogo russo. Resistono, e lo fanno con le armi dei paesi che credono ancora nella democrazia.
Dei morti però lui non parla mai. Dei missili che di notte prendono i condomini invece delle caserme, silenzio assoluto. In televisione si sforza di raccontare una guerra asettica, pulita, senza sangue. Una guerra dove i buoni sono i forti, i bulli, i prepotenti, e i cattivi sono quelli che hanno l’ardire di resistergli.
Poi un giorno il tizio si ammala.
Dispiace, certo. Dispiace sempre. I social si riempiono di auguri di pronta guarigione scritti da gente a cui, se guarisce o no, non importa niente. Rituale. Bollino di buona educazione da appiccicarsi addosso.
Prova però a fare una battuta sulle sue posizioni di questi quattro anni. Apriti cielo. Era inopportuna, non andava fatta, di fronte alla malattia non si dicono certe cose. Davanti a un malato si sospende tutto, si azzera la biografia, le parole dette in televisione per mille giorni non contano più.
Sono morti una cinquantina fra donne e bambini, in questi due giorni passati a discutere se la battuta fosse opportuna. Dilaniati. Corpi da raccogliere a pezzi.
Su quelli nessuna nota di biasimo. Nessun richiamo al buon gusto. Nessuno che scriva pronta guarigione.
@bettafiorito E soprattutto smettiamola di equiparare il woke al movimento per i diritti civili. Chi dice di affermare diritti civili negando quelli di altri non ha nulla a che fare con l'essere libertario. Stop.
🇮🇱🥇 GANÓ EL ORO. LO DESCALIFICARON POR MOSTRAR LA BANDERA DE ISRAEL.
Yotam Budnik tiene 17 años, vive en Rehovot y es una de las mentes jóvenes más brillantes de Israel.
En la Olimpiada Internacional de Informática 2026, realizada en Uzbekistán, obtuvo el puntaje correspondiente a una medalla de oro.
Pero había una condición política: desde 2025, la organización no reconoce a Israel como delegación nacional. Sus estudiantes solamente pueden participar individualmente, bajo la bandera neutral de la IOI.
Yotam subió al podio, recibió su medalla y sacó una bandera israelí que llevaba escondida. Se la colocó sobre los hombros frente a todos.
La organización reaccionó anulando su resultado, borrándolo de la clasificación y retirándole el certificado. También intentaron quitarle la medalla.
Él se negó a devolverla.
Su puntaje no cambió.
Su código no cambió.
Su talento no desapareció.
Solamente mostró la bandera de su país.
Pueden borrar su nombre de una página.
No pueden borrar que Yotam Budnik ganó el oro.
🇮🇱 Nunca escondas quién sos.