Siamo quello che siamo e dove siamo, perché prima lo abbiamo immaginato.
Founder di #MarinoArchitetti e Impresa di Costruzione SMITH srls @marinoarkitect
Ma tanto i coglioni #propal non si lasciano minimamente disturbare da queste verità
A loro serve solo odiare l’occidente e la cultura Cristiano-giudaica
Il resta non importa
#gaza la più grande truffa del secolo
Ecco come ha funzionato per anni il "Sistema Gaza", spiegato semplice a chi si chiede ancora dove siano finiti miliardi di euro di aiuti:
Il passaporto magico: Hanno creato gli unici rifugiati ereditari della storia. Potevi nascere in una villa ad Amman con passaporto giordano, ma per l'ONU restavi profugo a vita. Un vitalizio geopolitico che ha fatto gonfiare i numeri da poche migliaia a sei milioni.
Welfare a scrocco: Scuole e ospedali li hanno sempre pagati l'UE e l'UNRWA. Comodo fare i re a Gaza: zero spese civili per la leadership e dipendenti dell'ONU che, come hanno dimostrato le inchieste, a tempo perso facevano i miliziani o nascondevano le armi.
La Metro dei sogni: Hanno tirato su 500 km di tunnel militari. Il trucco? Semplice: intercettavano il cemento e i materiali edili arrivati con i piani umanitari per le case della gente e li spostavano sotto terra, blindando i bunker dei comandanti.
Bomber da resort: Mentre la popolazione dipendeva dai sacchi di farina per sopravvivere, i capi storici della rivoluzione accumulavano patrimoni a nove zeri, gestendo la miseria in diretta streaming dalle suite dei resort di lusso a Doha.
Il nemico che conviene: La più grande contraddizione? Alla leadership palestinese avere Israele come nemico storico è sempre comodissimo. Se fai la pace e crei uno Stato normale, poi devi iniziare a lavorare, produrre, far quadrare i conti e rispondere ai cittadini. Tenendo vivo il conflitto, invece, puoi giustificare la dittatura interna, azzerare il dissenso e dare la colpa di ogni fallimento economico a Tel Aviv.
Il loop perfetto: Hanno attirato il record mondiale di ONG e telecamere per far piangere l'Occidente. Chi ha favorito questo sistema lo ha fatto per convenienza: l'Occidente si puliva la coscienza mandando miliardi per ricostruire, e le milizie intascavano le tasse locali per comprare razzi con cui attaccare di nuovo.
Mentre il resto del mondo dopo le guerre si è messo a fabbricare microchip per svoltare, qua hanno capito che rendeva molto di più il riciclo creativo dei fondi stranieri e l'industria del vittimismo. Geniali.
Direi che può bastare.
If you don't celebrate your own traditions, then you will have to celebrate someone else's traditions.
The Norwegian team celebrates the right way and we all love it.
The Viking way. But also wearing the Cross of Christ with pride.
@CarloVerdelli La sua è vera propaganda spicciola. Le racconto ciò che mi diceva un anziana donna italiana tornata dall’America dopo aver vissuto 50 anni. Quando arrivò lì i suoi parenti dovettero garantire per lei, all’epoca depositare una cauzione di 10.000 dollari e tanta voglia di lavorare
@SkyTG24 Faccio il giornalista al posto di voi falliti di SKy . Avresti dovuto dire che è stato un tentativo fallito visto che quelli di AfD sono arrivati molto presto al mattino e i cretini di sinistra pensavano di bloccarli ma AfD era già passata 😂😂😂😂
"Gli italiani perdonano tutto, i ladri, gli assassini, i delinquenti di tutti i generi, meno il successo. Il successo non lo perdonano a nessuno". (Enzo Ferrari)
#Sinner ❤️
#Wimbledon
Ogni mattina, due padri si svegliano nello stesso lembo di terra.
Uno sveglia i figli, prepara la colazione, li accompagna a scuola con la speranza che tornino.
L’altro benedice i figli perché non tornino: devono diventare "martiri".
Uno investe in libri, tecnologia, ricerca.
L’altro in razzi, propaganda e odio.
Uno costruisce rifugi antiaerei per salvare vite.
L’altro piazza le rampe di lancio accanto agli ospedali, alle scuole, alle case.
Uno prega che la sirena non suoni.
L’altro prega che la sirena suoni, perché vuol dire che ha colpito.
Due popoli, due padri, due visioni del mondo.
Poi accendi la TV e ti dicono: “è una guerra tra pari”.
No.
È una guerra tra chi ama la vita e chi la usa come arma.
I nomi?
Te li lascio indovinare. Ma se ancora non li hai capiti…
forse non vuoi davvero capirli.
COSA C’E’ DA DIRE SUL CASO GHF-HAARETZ
Cos’è il GHF
È il meccanismo creato tra Israele e privati americani per distribuire gratuitamente aiuti a Gaza tagliando fuori Hamas da una delle sue principali fonti di reddito. È la chiave per sconfiggere definitivamente Hamas a Gaza. Oggi opera solo nella zona “liberata” del sud di Gaza.
Chi spara contro “le file del pane”
Non occorre Sherlock Holmes. Hamas aveva annunciato che avrebbe sparato contro chi ritirava gli aiuti gratuito (senza pizzo di Hamas) e l’ha fatto più volte.
La tattica di Hamas
1) Spara contro chi riceve gli aiuti
2) Attacca le recinzioni e i percorsi con i suoi armati, costringendo l’IDF che difende il perimetro a respingerli
3) Produce quotidianamente la sua velina, che passa ad Al Jazeera, che poi fa il giro di tutti i giornali, che annuncia che “Israele spara contro i civili in fila per il pane”. No. Sono loro che sparano, sia contro i civili in fila per il pane, sia contro chi difende il perimetro dei centri di distribuzione (ossia l’IDF)
Ha senso che sia IDF a sparare?
Non ha il minimo senso. IDF ha messo in piedi questo costosissimo meccanismo per sconfiggere Hamas. Quando spara (in aria, per quanto possibile) è per difendere il perimetro dagli attacchi di Hamas.
E’ Hamas che attacca e uccide, lo dice l’ANP
La stampa occidentale, stranamente, pubblica ogni velina di Hamas ma ignora i comun
icati ufficiali ANP che accusano Hamas delle morti ai centri di distribuzione GHF. Potete vederlo qui, con testimonianze dei locali.
https://t.co/8a7q0TBPxU
E’ Hamas che attacca e uccide, lo dicono i gazawi
È la stessa ovvia risposta che si ottiene interrogando i gazawi https://t.co/WrG8MYpoaW
Il caso Haaretz. Tra “Il Fatto quotidiano e Al Jazeera”
Haaretz è stato un tempo, molto lontano, un quotidiano autorevole della sinistra israeliana. Dopo vari passaggi di mano è, sostanzialmente, un quotidiano che in Israele non legge più nessuno, nemmeno nella sinistra più inferocita. Il giornale e i suoi giornalisti hanno subito numerose condanne per diffamazione da parte della magistratura (molto liberal) di Israele, è escluso dalle conferenze stampa dei ministri. È oggi un paria. Qualcosa a metà tra lo scandalismo pluricondannato del Fatto e Al-Jazeera.
Il suo business model è stato autorevolmente definito “dare agli antisemiti di tutto il mondo qualcosa di stampato in Israele da quotare”.
La lingua biforcuta di Ha-Haaretz
Come Al Jazeera, Ha-Haretz è stampato in due lingue: ebraico e inglese. Curiosamente, il funzionamento delle due versioni è opposto.
-In ebraico: Haaretz cerca di mantenere un minimo di decenza, per mantenere almeno gli ultimi lettori di estrema sinistra in Israele.
-In inglese: il pubblico sono i pro-pal dell’Intifada mondiale e si può dare la stura alle calunnie più fantasiose e a qualsiasi cosa gli antisemiti del mondo possano gradire, cliccare, condividere, eccitati per avere trovato qualcosa di israeliano che conferma il loro pregiudizio (è un meccanismo antisemita vecchio come il mondo quello di trovare le “fonti ebraiche”, si sono scritte biblioteche in questo format).
In sostanza Haaretz fa il contrario di Al Jazeera, che tiene i contenuti più violenti in arabo e distribuisce in inglese una forma edulcorata. Nel caso di un giornale che serve per aggredire la mostruosità succhiasangue ammazzabambini ebraica, serve il contrario (in Israele ha meno mercato).
Ovviamente le volte in cui Haaretz scrive cose equilibrate e sensate (succede a tutti, anche a loro), il loro pubblico internazionale non è triggerato. La caccia al clic impone quindi una direzione diversa, che è quella di cui finalmente stiamo parlando.
La grande inchiesta di Haaretz sulle uccisioni ai centri di distribuzione
Inutile dire (non interessa nessuno) che *tutto* quello che scrive Haaretz è stato smentito sia dal portavoce IDF che dal governo. Ci sarebbe anche la logica che ho esposto prima, ma nessuno ha mai pensato che gli affamati di odio anti-israliano (la forma contemporanea dell’odio antiebraico) siano attenti a quisquilie come queste. Vediamo dunque come funziona.
Haaretz: un’ “inchiesta” in stile Le Iene
Tutto il gran can can mondiale di Haaretz si basa sulle testimonianze anonime di qualche riservista. C’è stato un tempo in cui le fonti anonime non venivano nemmeno considerate, ma evidentemente è passato.
L’IDF è un esercito di leva. Dentro ci si può trovare di tutto, dall’estremista pro-palestinese a quello che qui sarebbe immediatamente definito “fascista-suprematista”. Quello che interessa a chi odia gli ebrei (cioè al pubblico internazionale di Haaretz) sono appunto questi casi break che vengono serviti e usati ora in una salsa ora nell’altra.
E’ un po’ come se il racconto di una missione italiana all’estero fosse affidata alle “gole profonde” una di Forza Nova, una del Partito Comunista Rivoluzionario… Spazzatura.
Sorpresa: Haaretz non dice nemmeno quello che viene quotato all’estero
Teniamoci per la fine la chicca più gustosa. Haaretz si stampa in due versioni: nella versione originale ebraica, la “gola profonda anonima” non dice nemmeno che IDF spara per uccidere i civili. Usa un verbo che significa “in direzione di”.
“Per tenerli a distanza”
E soprattutto spiega la ragione, “tenerli a distanza”: una espressione del tutto compatibile con quello che sappiamo IDF deve fare per difendere i perimetri dei centri di distribuzione (e i civili veri) dall’attacco continuo della teppaglia di Hamas.
Lo vedete qui (se sapete leggere l’ebraico) https://t.co/WrG8MYpoaW
Tutto lo “scandalo di Haaretz” è una immane bufala. Ma perché @VEParsi1 , @MarcoFattorini@TizianaFerrario , e tutto il circo mediatico gli vanno appresso? La mia risposta la sapete.
Date pure la vostra.
TB
Ps: avvertirò un tizio che fuma la pipa e di cui ormai so tutto di prepararsi a qualche ulteriore genialata.
1979, Oriana #Fallaci intervista #Khomeini, storico leader della rivoluzione islamica in #Iran.
Dopo un acceso scambio di battute, la giornalista italiana si tolse il #chador lanciandolo a terra: “Questo cencio medievale non fa per me”. Un gesto storico di sfida.
Ci auguriamo che le donne iraniane come #MahsaAmini possano presto fare lo stesso 🇮🇷