Questa è la mia bandiera.
Rappresenta unità, libertà, pace, democrazia, uguaglianza, civiltà, diversità, stato di diritto, scienza, bellezza e forza.
Non c'è niente di più importante per cui lottare.
This is a very important article that deserves far more attention and discussion.
Its central argument is that the European Court of Human Rights should reassess the standards by which it evaluates Georgian cases and place them in the context of the country’s ongoing democratic backsliding and institutional capture.
A legal system cannot be assessed in isolation from the political reality in which it operates. https://t.co/FaRJzG8al3
Irakli Lomouri, Georgian writer, protests every day for the consecutive 560 days of #GeorgiaProtests.
Coming slowly with his cane and foldable chair in heat, rain, snow and storm.
I'm surprised he's not jailed because of the chair, which the regime prohibits.
📷 Levan Zazadze
A @OttoemezzoTW Prodi, parlando dell’ingresso dell’Ucraina nell’UE continua a ripetere che il problema di Putin sia la NATO, non l’Europa. Eppure nel 2014 l’Ucraina era neutrale e si parlava di accordo con l’UE quando la Russia invase Crimea e Donbas. In questi anni la Russia ha finanziato e sostenuto tutte le forze euroscettiche e populiste del continente. Nelle ultime settimane ha minacciato l’Armenia per il suo avvicinamento all’Europa. Persino oggi al Forum Economico di San Pietroburgo si sono presentate slide nelle quali si metteva la disgregazione dell’Europa nello scenario ottimale. Cosa non è chiaro a Prodi? Intendo, a parte il fatto che per il diritto internazionale gli stati cuscinetto non esistono.
VOLKER: Crimea might be more vulnerable and easier to separate than Donbas. Ukrainians already cut off sea access and ports. They can cut connections, Kerch Bridge and land corridor that connects Donbas to Crimea. This could become a viable option for Ukraine to isolate Crimea.
Russia's logistics towards Russian-occupied Crimea is being cut off.
Today, trains were stopped at the Kerch-Simferopol part of the railroad. Most suburban trains were stopped, as well.
Buses (which were circulating with delays due to fuel shortages) have been re-routed to transport the passengers of the trains. Earlier, Crimean "authorities" reported that 400 buses did not start their routes due to the fuel crisis.
Russian tourists who arrived in Crimea by cars now report it's very hard to leave as there's no way to simply buy fuel, harsh restrictions were introduced.
The situation with logistics in Crimea will worsen.
HODGES: Ukrainians don’t need to attempt a large-scale amphibious landing to capture Crimea right now. They’ve taken a two-step approach. First, isolating Crimea by steadily eroding its mainland connectivity. Second, making Crimea untenable for Russians. There's nowhere to hide.
Crimea blockade — the beginning of its liberation?
Ukraine is systematically destroying the logistics connecting Crimea with Russia and the occupied territories.
In recent days alone, the Armed Forces of Ukraine have repeatedly struck the Chongar area, railway lines, and the “Novorossiya” highway.
According to some Ukrainian military experts, the goal of these attacks is not an assault on the peninsula, but a gradual isolation of the Russian grouping.
Analysts compare the situation to Kherson in autumn 2022. Back then, after damage to the Antonivskyi Bridge, Russian supply lines came under threat, eventually forcing a withdrawal from the right bank of the Dnipro.
A similar scenario may now be developing for Crimea: the harder it becomes to deliver fuel, ammunition, water, and food, the more difficult it is to maintain a large occupying force.
Fuel sales restrictions have already been introduced on the peninsula.
There are reports of queues at the Kerch Bridge exit and mass cancellations of tourist bookings. The holiday season has started poorly, despite being the main source of income for locals.
At the same time, most analysts consider a large-scale Ukrainian landing in Crimea unlikely, calling it highly risky and unlikely to succeed.
A more realistic scenario, they say, is continued pressure on transport infrastructure and a gradual weakening of Russian positions in southern Ukraine.
Ukraine’s priority remains not Crimea itself, but the liberation of parts of the Zaporizhzhia and Kherson regions.
If that succeeds, the peninsula would become highly vulnerable, and Russia would find it increasingly difficult to hold it.
Insane video of Ukrainian drones targeting and severely damaging the crucial Chongar Bridge connecting Crimea with the southern frontline.
There are basically 3 road tha lead to Crimea, one destroyed, second under drone control, 3rd is Crimean bridge where lines are up to 6h one way.
Ukrainian geography update! 🇺🇦 Our drones took control of the land corridor linking Crimea—Russian logistics down by 70%! Now, Russian troops are fleeing from Kinburn Spit. Liberation of Crimea looks more promising! One day, you’ll see its beauty firsthand. Share, subscribe, and watch Putin’s collapse! 🌊🔥
#CrimeaIsUkraine #RussiaIsCollapsing #StandWithUkraine #MakeRussiaSmallAgain
La situazione di buona parte dei territori occupati sta precipitando e ora la Russia teme il colpaccio contro la Crimea.
L’Ucraina, data per spacciata fin dai primi giorni dai nostri giornaliZti e opinioniZti, in questi anni ha non solo mostrato una incredibile resilienza sul piano strettamente operativo-militare, ma anche sviluppato tecnologie che hanno consentito di stabilizzare il fronte e persino di rendere vana la millenaria strategia moscovita di pretendere aree cuscinetto a spese dei vicini, trasformare quelle aree in zone pienamente russe e quindi pretenderne di nuove, in un infinito bisogno di allontanare i confini dal centro.
La guerra dei droni, che Kyiv sta vincendo sia sul piano numerico che tecnologico fa sì che nulla sia più al sicuro, elemento questo che mina le precondizioni non solo di un’ulteriore avanzata di Mosca, ma anche del mantenimento di quanto illegalmente occupato sinora, non dal 2022, ma dal 2014.
In questi giorni sui social appaiono immagini di interminabili code nei distributori in Crimea. Il carburante è stato ufficialmente razionato, ma in alcuni punti della penisola è già esaurito. Questo è risultato della strategia che l’Ucraina ha pianificato dall’ottobre del 2022, da quando cioè colpì uno dei treni cisterna che regolarmente transitavano sul ponte di Kerch, che collega la regione occupata alla Russia, danneggiandone seriamente la sezione ferroviaria, poi ulteriormente indebolita dall’attacco di droni marini. Le autorità, a seguito dell’attacco, hanno quindi sospeso il trasporto su rotaia (ciascun vagone trasportava anche 60 tonnellate di carburante), sia per evitare il possibile cedimento della struttura, sia per scongiurare che ulteriori attacchi ucraini potessero causare uno spettacolare crollo.
A questa chiusura si è cercato di ovviare istituendo il cosiddetto Kerch Ferry Crossing, un servizio di traghetti cargo (Ro-Ro) che spola tra i porti di Kavkaz (sulla sponda russa) e Kerch (in Crimea), per trasferire gli stessi vagoni cisterna che non possono più attraversare il ponte. Ma, una volta perso il dominio dei mari, per la Russia, anche questa soluzione si sta rivelando impraticabile. Solo nelle ultime settimane, l'Ucraina ha preso di mira i traghetti chiave (come la Avangard, la Conro Trader e la Slavyanin), oltre a varie motovedette, facendo crollare verticalmente il traffico di combustibili.
L’unica alternativa diventa quindi ora quella della M-14 (la spina dorsale che collega Rostov a Mariupol, Berdiansk, Melitopol fino alla Crimea). Ma anche quell’arteria, essenziale per l’approvvigionamento delle truppe di occupazione, si sta rivelando una gigantesca trappola. L'introduzione massiccia di droni ad ala fissa di nuova generazione e sistemi a lungo raggio (come i droni Hornet, potenziati con algoritmi di riconoscimento dei target) ha esteso a dismisura la "kill zone" ucraina, tanto che gli stessi Z-blogger ormai quotidianamente riportano notizie di decine di mezzi in fiamme ai lati della strada.
La strategia di Kyiv di “logistical lockdown” si sta dunque rivelando straordinariamente efficace, dal momento che proprio i blogger militari riferiscono di truppe costrette a centellinare benzina e munizioni, che arriverebbero al fronte nella misura di circa il 40% rispetto alle reali necessità, al punto di scomodare il sacro mito dell’assedio di Leningrado per rappresentare la gravità dello strangolamento in atto e combattere la tendenza di diversi generali di far arrivare a Mosca rapporti falsi nei quali si nega la reale gravità della situazione.
Se a questo si sommano i recenti colpi messi a segno dall’Ucraina contro radar, sistemi missilistici, depositi di carburanti e munizioni in Crimea (una delle aree più difese al mondo, a riprova dell’altissimo valore propagandistico che la penisola riveste per il regime), c’è da aspettarsi che a breve le forze ucraine tentino un massiccio attacco per abbattere del tutto il ponte di Kerch, ottenendo l’isolamento pressoché totale della penisola e della parte occupata di Kherson, rendendo pertanto entrambi indifendibili nel breve-medio periodo. Il crollo del ponte o l’ipotesi di un solo soldato ucraino che poggi gli scarponi sul suolo della Crimea, rubata con una occupazione, seguita da un referendum illegale nel 2014, avrebbe un impatto devastante sulla fiducia anche interna che la Russia sia in grado di continuare a sostenere questa guerra e comprometterebbe la tenuta stessa del regime, che sulla retorica della potenza militare e delle invasioni per sopravvivenza basa la propria esistenza.
Perché tutto questo a noi appare così strano? Perché la guerra in questi anni ce la siamo fatta finora raccontare da Travaglio, Di Battista, Orsini e dal generale Mini, che per un mix di ignoranza, supponenza, egocentrismo patologico e consapevole disinformazione ci hanno spacciato i successi tattici della Russia per vittorie strategiche, ridicolizzando il sostegno dell’Europa e sottovalutando l’eroica resilienza dell’Ucraina, nonché, diciamocelo, anche la straordinaria rete civile di resistenza contro il cinismo promosso dalla propaganda russa che noi tutti abbiamo costruito in questi anni.
Siamo dalla parte giusta della storia. E la storia ci sta dando ragione.
Secondo il gruppo partigiano crimeano Atesh, i russi hanno dovuto in tutta fretta abbandonare la piccola penisola di Kinburn, ultimo lembo di terra occupato nella regione di Mykolaiv, una notizia estremamente interessante sul piano anche tattico e militare.
Le notizie riportate da Atesh arrivano da fonti interne al raggruppamento russo Dnepr e fotografano in modo chiaro le conseguenze della campagna incessante di “logistic lockdown” avviata dagli ucraini con l’utilizzo di droni di ultimissima generazione.
Si tratta di un vero e proprio ripiegamento, dovuto all’impossibilità di rifornire un’area così esposta (una lingua di terra completamente piatta fatta di sabbie e paludi) e di assicurare la rotazione delle truppe, elemento questo dimostrato anche dal recente ridispiegamento di alcuni piccoli gruppi in rinforzo ad alcuni settori, sui quali le forze ucraine stanno esercitando maggiore pressione in direzione Zaporizhzhia.
La ritirata dal Kinburn Spit conferma la pesante compromissione delle catene logistiche russe, essendo una scelta tutt’altro che indolore sul piano strategico. Kinburn era stata infatti utilizzata dai russi per sigillare il porto commerciale di Mykolaiv ed assicurarsi il controllo dell’intero estuario. Lì erano stati inoltre installati sistemi di guerra elettronica e punti di lancio dai quali sinora sono state martellate, soprattutto con attacchi sui civili, la località di Ochakiv e la costa di Mykolaiv. Il presidio serviva inoltre a scongiurare un possibile sbarco in un’area così strategica per la tenuta del fronte.
Oltre alla possibile ripresa dei traffici a Mykolaiv e all’alleggerimento degli attacchi nella zona, per l’Ucraina si liberano ora anche ampi spazi costieri per il lancio di droni marini. Spostando la linea più a est, le rotte verso la baia di Sebastopoli, la costa occidentale della Crimea (Tarkhankut) o le piattaforme di gas strategiche (le cosiddette "Torri Boyko") diventano molto più dirette e fulminee, sfruttando peraltro una zona d’ombra radar creata dalla geografia della penisola, complicando la vita alle già logorate difese russe in caso di attacchi combinati.
È ovviamente ancora prematuro immaginare un attacco anfibio ucraino, ma la vistosa falla apertasi nella difesa russa dell’area conferma il successo della campagna finalizzata all’isolamento delle zone occupate di Kherson, Zaporizhzhia e Crimea, una situazione che per Mosca non potrà che peggiorare.
In Crimea per incentivare il turismo ridotto ai minimi storici ti regalano 10 litri di benzina se prenoti 2 notti in albergo.
Così ti ci dai fuoco.
Solo la Russia riesce a essere così meravigliosa e miserabile al tempo stesso.
Residents of Russian occupied Crimea - that is now without fuel, public transport, and with only a few functional trains per day - are now trying to figure out how to live in the Russian world.
La scena di Maria Zakharova che saluta Markus Frohnmaier merita un commento supplementare. Perché il rapporto tra i due non è esattamente alla pari e la visita del rappresentante di AfD non è semplicemente di cortesia.
Un’inchiesta del 2019 di Der Spiegel, ZDF, BBC e Dossier Center ha rivelato un documento interno del Cremlino (redatto dall’ex ufficiale dei servizi segreti russi Petr Premyak e inviato al funzionario del Cremlino Sergey Sokolov) datato 2017, appena prima delle votazioni che avrebbero sancito l’ingresso di AfD nel Bundestag, nel quale parlando dell’imminente elezione di Frohnmaier, si diceva che “avremo a disposizione un deputato assolutamente sotto controllo”. L’accordo prevedeva sostegno materiale e politico, in cambio di una posizione favorevole al Cremlino su gas e sanzioni. In seguito Frohnmaier ha anche effettuato varie trasferte nelle zone occupate e in Crimea.
Negli anni la Russia ha pagato anche varie missioni di lusso degli esponenti di AfD, supportato il partito attraverso campagne di propaganda mirate ed i Doppleganger, cioè articoli di false testate giornalistiche manipolate per somigliare agli originali.
La scena non è quindi quella di un ospite che saluta il padrone di casa, ma di una creatura politica che ringrazia chi l’ha fatta crescere. Che non sarebbe nemmeno troppo assurdo se non fossero nazisti i primi e “denazificatori” i secondi. Qualcuno lo dica ad @AndreaLucidi, che gira il mondo a caccia di svastiche altrui, ma poi non vede quelle il suo amato regime criminale coltiva in provetta e che gli sfilano accanto proprio ora a San Pietroburgo.
Continua il lavoro degli ucraini per isolare Kherson e la Crimea. Nelle ultime 24 ore si è infatti registrato un secondo colpo al ponte di Chongar, che collega le due regioni, il quale ha costretto le autorità ad interrompere del tutto il transito di mezzi.
Attraverso il ponte transitavano dai 70 ai 120 camion giornalieri per il rifornimento del raggruppamento Dnepr, che occupa attualmente parte dell’oblast’ di Kherson pari al 60-70% delle forniture su gomma. L’intero traffico deve essere ora dirottato su Armiansk e Perekop, con conseguente allungamento di almeno 120-150 km di percorso, attraverso strade più strette ed in parte inadatte. Questo comporta un raddoppio dei tempi di trasporto (e dunque un dimezzamento delle capacità di movimentazione totale per ciascun mezzo), l’appesantimento della già grave crisi di carburante e pericolosi incolonnamenti ai checkpoint, che espongono i convogli ai colpi dei droni ucraini.
Resta per ora l’alternativa ferroviaria interna che da Rostov, passando per il "corridoio terrestre" occupato (Mariupol-Berdiansk-Melitopol), alimenta le retrovie del fronte. Tuttavia, i treni portano i materiali solo fino ai grandi depositi nodali. Da lì, il trasporto "dell'ultimo miglio" verso la linea di contatto deve avvenire comunque su gomma. Inoltre, la rete ferroviaria nel sud dell'Ucraina è ormai costantemente bersagliata dai droni, che hanno reso anche quella via non più sicura.
Il soffocamento logistico delle forze di occupazione di Kherson sta dunque subendo una brusca accelerazione, esponendo la stessa Crimea, annessa illegalmente dal 2014 e nel cui territorio sono in corso attacchi sistematici contro i costosissimi sistemi di difesa, al pericolo di incursioni di sabotatori o di piccole pattuglie di militari, pronti ad azioni fulminee e spettacolari dall’alto valore propagandistico che finirebbero per ridicolizzare l’immagine dell’imbattibilità della Russia, già fortemente compromessa.
Comunque la si veda, questa guerra, al di là dell’immensa tragedia che rappresenta per i popoli che sono coinvolti, è destinata a finire nei manuali di strategia militare, sui quali si racconterà come una superpotenza militare sia stata umiliata da una nazione con un quarto della sua popolazione e un decimo del suo PIL grazie a inventiva, resilienza e determinazione.
Experiencing a complete and total collapse of every institution around you, and I don’t mean just state institutions; the collapse of most things that ever provided you with stability;
And needing to thrive as you float in the air and across borders, as well as to prepare grounds for a future reconstruction — somehow.
Is so debilitating, surreal in the sense that one would think it’s been left behind in the 19th and 20th centuries, but also so profoundly historic and biblical.
Especially when so many people around you continue their daily lives like normal, and you feel like Elijah felt under the Juniper tree.
Not saying I’m biblical, though, just saying how all personality archetypes, life trajectories, and narrative arcs can be found there.
Freedom to Afgan Sadygov!
🔴 Daily pro-EU demonstrators in Georgia are expressing their support for the journalist who was expelled from the country and unjustly imprisoned in Azerbaijan. Before his arrest, he was a notable participant in Georgia's ongoing pro-European movement.
La Russia sta bruciando, nella Crimea occupata non c'è più gasolio e chi ha visitato il Forum di San Pietroburgo descrive la nazione come "un aereo che sta precipitando dal cielo con l'accelerazione di gravità, e tutto ciò che resta ai passeggeri è pregare."
Ma non preoccupatevi perché il dittatore nel bunker dice che va tutto bene. 💙😁