After much reflection, I have decided to resign from my position as Director of the National Counterterrorism Center, effective today.
I cannot in good conscience support the ongoing war in Iran. Iran posed no imminent threat to our nation, and it is clear that we started this war due to pressure from Israel and its powerful American lobby.
It has been an honor serving under @POTUS and @DNIGabbard and leading the professionals at NCTC.
May God bless America.
Un testo robotico ("we are looking forward"), pavido (non fa nomi) e di rara bruttezza, persino per una leader mediocre come Kallas, che forse però qui ha poche colpe: la verità è che l'establishment europeo si trova, da destra a sinistra, nella posizione di un personaggio dei cartoni animati che corre oltre il bordo di una scogliera e continua a correre nel vuoto per alcuni secondi prima di rendersi conto che non c'è più terreno sotto di lui.
Con Von der Leyen e Kallas, l'UE si è sostanzialmente trasformata in un'ala politica della NATO, ma senza alcuna visione autonoma, con una sovraestensione degli oneri in rapporto ai mezzi (vedi quello che succede in Moldavia o in Georgia) e alla capacità di fare capitalismo politico (vedi l'Ucraina), in un momento in cui l'egemone statunitense era in piena crisi identitaria, e superava altre economie avanzate in termini di deprivazione materiale, disuguaglianza e violenza.
Kallas sa di essere la figura meno adatta per una qualunque trattativa: disprezzata da diversi leader socialdemocratici per la sua postura da falco bellicista, si era augurata in passato la balcanizzazione della Russia in molti stati nazionali più piccoli e ha sostenuto con entusiasmo i NAFO, sciami noti per organizzare campagne di molestie online xenofobe contro chiunque – inclusi ex e potenziali futuri alti funzionari della difesa statunitense – fosse percepito come "morbido con la Russia". Ieri il capo del Pentagono in conferenza l'ha definita, chissà se per ignoranza o derisione, "ex primo ministro dell'Estonia".
Kallas è certo inadeguata al momento storico, ma il problema europeo è molto più grave, ha a che fare forse con limiti strutturali del progetto, e non sarà risolto a breve.
reporter: the French pension protests are mad, millions of ppl on streets. there's unions workers cutting electricity to cabinet ministers and CEOs. and macron doesn't care. Pushing reforms thru senate
editor: no its a culture of laziness story https://t.co/jIOztx2AoE
Mesut Hancer holds the hand of his 15-year-old daughter Irmak, who died in the earthquake in Kahramanmaras, close to the quake's epicentre, the day after a 7.8-magnitude earthquake struck the country's southeast. @AFP pic by @AdemAltan3
It's general election day in Italy. I have again seen lots of strange stories and statements on Italy in the international press.
So here's a data-based summary thread that may help in debunking claims about a "profligate, reform-lazy Italy", pulling all of Europe down. 🧵#CAIN
More people have died trying to cross the English Channel in the last decade than those who crossed the Berlin Wall for the entire time it was up (almost 30 years).
Forget appeals to historic authoritarianism and suffering - these are the bad old days.
Leggere le notizie sulla fondazione Open e accendere l’ennesimo cero a Sposetti per aver tenuto il patrimonio PCI fuori dalle mani di sta gente con un complesso schema di fondazioni e leve.
The last US soldier who left Afghanistan in night's darkness on Monday was Mjor Gen. Chris Donahue while Gen. Gormove became the last ex-Soviet soldier who quit the country holding a bouquet of flower in the middle of day.