Totale incapacità di analisi di Aldo Cazzullo, tuttologo informatore creativo su @Corriere . Mischia calcio ed economia , la Germania si è autodistrutta pensando che il green fosse una scommessa vincente. Le sue guerre la Germania le ha perse tutte.
1. Se non ti rendi conto in alcun modo che:
- se cala l'inflazione (a causa di prolungati tassi alti e di già intrapreso consolidamento fiscale al netto della spesa transitoria, riducendo la crescita nominale del PIL);
- e simultaneamente riduci ancora (e ancora) il deficit (indebolendo INEVITABILMENTE la crescita reale);
- il debito pubblico/PIL aumenta (poiché il deficit, pur abbassato, diventa più alto della crescita reale + deflatore del PIL);
EBBENE, ti ritroverai a violare le regol€ e, quindi, contemporaneamente a dover inasprire il consolidamento fiscale, e quindi a crescere nulla o ad andare in recessione.
2. Via via che si continuerà, nei prossimi anni, con assurdi "sacrifici" imposti dall'UE, - a fronte di spazi di manovra fiscale anticiclica praticamente nulli (o più probabilmente di segno negativo) -, diventerà chiaro (tranne che per media e grandi imprese che credono ancora nella crescita solo export-led) che il problema da affrontare NON è l'ammontare del debito pubblico, ma la crescita (data l'evidenza plateale, e non nascondibile, fornita dal periodo di sospensione delle regole fiscali €uropee).
3. Bisogna vedere se l'idea che il bilancio dello Stato sia come quello di un'azienda privata rimarrà ancora radicato e incontestabile per i decidenti pubblici, allineati con l'ortodossia ordoliberale UE-EZ.
E questo, anche se significasse perdere le elezioni.
4. Ed infatti, - per quanti conflitti sezionali (tra subalterni tutti assoggettati all'impoverimento, ma confliggenti tra loro su questioni non di primaria importanza), o "scenari geo-politici", si vogliano affrontare -, oltre un certo livello di depressione&stagnazione economica, lo scontento da (aggiuntivo) impoverimento, disoccupazione "effettiva" (sottoccupazione non statisticamente rilevata), impossibilità di mettere su famiglia e di provvedere ai bisogni essenziali (salute, istruzione, vecchiaia), sarà diffuso nella schiacciante maggioranza.
5. E lo sarà in una misura che sarà prevalente su qualsiasi altro aspetto, pur se abilmente alimentato dalla propaganda mediatica (ordoliberale e sovranazionalista).
15 anni sono passati, qualcuno lo ha compreso (in colpevole ritardo), ma purtroppo non è cambiato molto. La strada mi sa che sia ancora lunga, ma arriverà l’inevitabile redde rationem.
Non disturberei l’amico Borghi, che, più intelligente di me, un dibattito a sinistra non ha neanche provato ad aprirlo. Io ci ho provato:
https://t.co/uyEtN5llJD
e 15 anni dopo lo chiudo con le parole di quel fascista di De André: per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti.
Ieri un momento sublime, letteralmente sublime. Una vera e propria liberazione.
De Angelis: «al documento di #Trump l’#Europa dovrebbe rispondere col Piano Draghi».
Segue una risata straordinaria di @marcotravaglio.
Quella risata ha rappresentato, davvero ne sono sicuro, tantissima gente per bene che è stufa di sentire sciocchezze.
Penso però che il momento più esilarante sia arrivato con la risposta del ferito #DeAngelis: «non capisco cosa ci sia da ridere». Non lo capisci? Dici sul serio?
Solo in Italia uno come #Draghi potrebbe essere assunto a modello. Solo da noi uno come lui può ancora essere indicato come punto di riferimento. È davvero emblematico della decadenza politica e culturale del nostro Paese, ma soprattutto di quella del nostro “giornalismo” (le virgolette immaginatele così marcate da bucare il foglio).
Al di là del giudizio morale che si può nutrire del figuro — dal Britannia alla macelleria sociale imposta alla Grecia, fino alla lettera della BCE del 2011 con cui condannava il suo stesso Paese al declino — il problema è un altro: riguarda l’affidabilità tecnica del personaggio. Sì, perché a te potrebbe anche stare antipatico sul piano etico, morale o politico, ma se fosse un genio te lo potresti pure far andare bene. Insomma, se le azzeccasse tutte, per quanto ideatore del “pilota automatico” (evoluzione del vincolo esterno: quanto di più lontano possa esserci dalla democrazia), uno potrebbe persino dire: "oh, non mi piace per nulla, ma nelle sue mani siamo al sicuro".
Il problema è che non ne azzecca una. Stiamo parlando di quello che diceva che chi non si vaccinava faceva fuori se stesso e gli altri. Di quello che sosteneva che il green pass ci metteva tutti al sicuro. È quello che ci chiedeva di scegliere tra i climatizzatori e la pace in #Ucraina. È lo stesso che, all’Onu, raccontava che i nostri pacchetti di sanzioni stessero mettendo in ginocchio l’economia russa. È uno che, in un Paese serio, non lo starebbe a sentire più nessuno: lo triterebbero. Invece qui gli facciamo gli applausi.
Ed è pure un pentito di professione: dalla sua tesi di laurea, in cui spiegava come l’euro (riporto liberamente) fosse una cacchiata; alle posizioni sull’auto elettrica in Europa, prima sostenuta e poi definita insostenibile. È quello che in audizione al Senato ha spiegato che l’avvizzimento dei salari fosse dovuto alle strategie europee di compressione della domanda interna (da lui sempre suggerite). Ultimamente propone politiche espansive, sì, ma gli investimenti mica nello stato sociale: negli armamenti.
Ripeto: Draghi non viene presentato come un politico, ma come il migliore degli italiani, come un tecnico straordinario e visionario. Se gli togli l’affidabilità — e io non gli affiderei nemmeno un condominio — che cosa gli resta, di preciso?
Continuano a presentarcelo come il Messia, uno che viene automaticamente candidato a qualsiasi ruolo: Presidente della Commissione Europea, Segretario Generale della NATO, Quirinale. Ecco, forse quest’ultimo incarico gli calzerebbe a pennello, visti i tempi. Ma ne parliamo solo noi, soprattutto alcuni di noi. Magari qualche giornale finanziato anche con i soldi dell'UE.
All’estero — eccezion fatta per il circoletto tecnocratico eurounitario — non se lo fila nessuno. Ed ecco perché quella risata di #Travaglio rappresenta tanta gente per bene: rappresenta tutti coloro che sono stanchi, esausti, di ascoltare bugie e ricostruzioni semplicemente grottesche, farsesche, ridicole oltre ogni immaginazione. Tocca ridergli in faccia, infatti: questo meritano.
Ecco, De Angelis, presumo che il motivo della risata fosse questo. Ma potrei anche sbagliarmi.
Ma l'impero americano è defunto, o più centrale che mai? https://t.co/jxLWRnQJT5 Molto interessante, fa riflettere sul brutto momento che stiamo vivendo.
Duemila firme per stasera ce la si può fare? Una firma non costa nulla e non impegna a nulla ed è del tutto anonima... non verrà mai pubblicata. Serve solo per per depositare la proposta di legge di iniziativa popolare. Ce ne vogliono 50mila in sei mesi. https://t.co/6ncI5uVzH6
@VincenzoLibera4 Incontrarlo per gli avversari è un’occasione e cercano di sfruttarla. È normale. Bublik ha giocato una partita straordinaria trovando colpi straordinari. Anche il n. 1 può perdere da giocatori nei primi 100 del ranking. Si rifarà.
🧵La classifica dei Governi italiani per tasso di crescita dei salari medi unitari trimestrali. Considerando che il primo governo Prodi non era zavorrato dall'euro, i due governi che dentro l'euro hanno fatto meglio sono stati Meloni e Berlusconi III.⤵️