Giovani violenti: gridano contro il capitalismo e intanto desiderano gratis i suoi simboli più costosi. Il successo altrui diventa prova di un’ingiustizia. Questa cultura non nasce nelle periferie ma fra gli intellettuali
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Invece di ascoltare i "cattivi maestri" che vi strumentalizzano cari ragazzi di #Milano degli #scontri del #17ottobre vi consiglio di ascoltare i consigli dell'avv. #Chiesa per evitarvi guai futuri.
“tra tanti appassionati,c’eran pure alcuni più di sangue freddo,che stavano osservando con molto piacere che l’acqua s’andava intorbidando,e s’ingnegnavano di intorbidarla di più con quelle storie che i furbi sanno comporre e gli animi alterati sanno credere”
A.Manzoni cap. XII
1. US starts war in Ukraine.
2. US tells EU to ban Russian energy.
3. US breaks all other energy supply chains.
4. US tells EU to buy energy at inflated price from US.
5. US gets that energy cheap from Russia to sell to EU at huge profit.
That's literally what has happened.
L’Unione Europea ha inviato agli Stati una lettera. Il tono è quello di sempre: tecnico, compassato, “responsabile”. Tagliare i consumi di gas e di elettricità. Limitare le temperature negli edifici pubblici. Spegnere le luci. Prepararsi all’inverno. Come se si trattasse di un evento atmosferico. Come se la crisi fosse caduta dal cielo.
Non è caduta dal cielo.
Prima si è deciso di fare la guerra per procura. Poi si sono imposte sanzioni a raffica, si è spezzata una fornitura energetica a basso costo che teneva in piedi industrie, case, ospedali. Si è proclamato che era una questione di principi. Si è detto che l’Europa non poteva più dipendere. Si è detto che il prezzo, qualsiasi prezzo, andava pagato. Quel prezzo, si scopre ora, non lo pagano i firmatari delle comunicazioni ufficiali.
Oggi i depositi europei sono più bassi dell’anno scorso. I prezzi salgono. Il commissario scrive ai ministri e invita a “ridurre la domanda per tutto il tempo necessario”. Tradotto: razionate. Fate freddo. Fate buio. Fate meno. E chiamatelo resilienza.
Questa è la sequenza classica del potere che non rende conto a nessuno. Prima si crea il disastro con una decisione politica. Poi si presenta il disastro come un dato di natura. Infine si chiede al popolo di adattarsi, in nome della comunità, della sicurezza, della “crisi di approvvigionamento”. L’approvvigionamento non è mancato per magia. È stato interrotto. È stato sostituito con forniture più care, più lontane, più volatili. Qualcuno ci ha guadagnato. Qualcun altro dovrà spegnere il termosifone.
Si parla di “misure volontarie”. È la formula prediletta di chi non vuole pronunciare la parola razionamento. Volontario, finché lo è. Poi diventa raccomandazione. Poi diventa obbligo. Poi diventa spegnimento selettivo. La burocrazia ha sempre un vocabolario per non dire quello che sta facendo.
Chi ha votato quelle sanzioni non passerà l’inverno a 19 gradi. Chi ha applaudito ogni nuovo pacchetto di sanzioni non spegnerà l’illuminazione del palazzo. Chi ha trasformato la politica energetica in un’arma continuerà a parlare di valori mentre le bollette fanno quello che le armi non osano fare in pubblico: colpire i civili in casa loro.
Ci sia almeno un minimo di onestà. Se la scelta era la guerra e l’embargo, se si è deciso di spezzare i tubi e di comprare altrove a prezzo di mercato, allora si abbia il coraggio di dire: abbiamo scelto noi questa povertà energetica. Non è un incidente. Non è Putin che chiude il rubinetto stanotte. Non è un mistero meteorologico. È il conto di una politica.
Invece no. Arriva la lettera. Arriva l’invito a consumare meno. Arriva la predica sull’efficienza. Arriva, puntuale, la morale a senso unico: il cittadino deve sacrificarsi perché i decisori non debbano mai ammettere di aver sbagliato.
È una infamia precisa. Non è un errore di calcolo. È il trasferimento sistematico del costo di una strategia geopolitica sulle spalle di chi non l’ha disegnata e non può revocarla. Si bombarda il mercato dell’energia e poi si chiede alla famiglia di abbassare il riscaldamento. Viene
chiamata responsabilità. È predazione con timbro europeo.
Basta con questa follia. Basta con la finzione che il razionamento sia virtù e la continuità della stessa linea sia coraggio. Il coraggio sarebbe dire che si è preferito il conflitto al calore, la posa morale al pane, la comunicazione alla verità. Finché non lo si dice, ogni nuova lettera su gas ed elettricità è solo l’ultimo capitolo di un ricatto: prima vi abbiamo portato qui, ora spegnete la luce.
Probabilmente non fregherà a nessuno ma io lo scrivo lo stesso
Se avete coperte, pile o asciugamani da buttare, potete donarle al rifugio o canile più vicino, per loro sono preziose.