IL SEGNO DELLA CROCE
"Quando fai il segno della croce, fallo bene. Non così affrettato, rattrappito, tale che nessuno capisce cosa debba significare. No, un segno della croce giusto, cioè lento, ampio, dalla fronte al petto, da una spalla all'altra. Senti come esso ti abbraccia tutto?
Raccogliti dunque bene; raccogli in questo segno tutti i pensieri e tutto l'animo tuo, mentre esso si dispiega di fronte al petto, da una spalla all'altra.
Allora tu lo senti: ti avvolge tutto, corpo e anima, ti raccoglie, ti consacra, ti santifica. Perché? Perché è il segno della totalità e il segno della redenzione. Sulla croce nostro Signore ci ha redenti tutti. Mediante la croce Egli santifica l'uomo nella sua totalità, fin nelle ultime fibre del suo essere.
Perciò lo facciamo prima della preghiera, affinché esso ci raccolga e ci metta spiritualmente in ordine; concentri in Dio pensieri, cuore e volere; dopo la preghiera affinché rimanga qui in noi quello che Dio ha donato. Nella tentazione, perché ci irrobustisca.
Nel pericolo, perché ci protegga. Nell'atto della benedizione, perché la pienezza della vita divina penetri nell'anima e vi renda feconda e consacri ogni cosa. Pensa a quanto spesso fai il segno della croce.
È il segno più santo che ci sia. Fallo bene: lento, ampio, consapevole. Allora esso abbraccia tutto l'essere tuo, corpo e anima, pensieri e volontà, senso e sentimento, agire e patire, e tutto diviene irrobustito, segno consacrato nella forza di Cristo, nel nome del Dio uno e trino".
Romano Guardini, "I santi segni".
DOPO
Dopo ti chiamo.
dopo lo faccio.
Dopo lo dico.
Dopo io cambio.
Ci penso dopo.
Lasciamo tutto per dopo
come se il dopo fosse il meglio,
MA NON SAPPIAMO CHE:
dopo il caffè si raffredda…
dopo la priorità cambia…
dopo l’incanto si perde…
dopo il presto si trasforma
in tardi…
dopo la malinconia passa…
dopo le cose cambiano…
dopo i figli crescono…
dopo la gente invecchia…
dopo le promesse si dimenticano…
dopo il giorno é notte…
DOPO LA VITA FINISCE…
Ci vuole la tristezza per capire la felicità, il rumore per apprezzare il silenzio, l'assenza per capire il valore della presenza di qualcuno.
#8novembre
Un giorno, mia nonna mi diede un consiglio che non ho mai dimenticato.
Mi disse: “Nei momenti difficili, fai piccoli passi. Non pensare a tutto quello che ti aspetta domani o dopodomani. Fai solo ciò che puoi fare oggi. E fallo un po’ alla volta.”
“Lava i piatti. Spolvera un angolo. Prepara una zuppa. Scrivi una lettera. Piccole cose. Piccoli gesti. Ma fatti con amore e pazienza.”
“Fai un passo. Poi fermati. Respira. Riconosci lo sforzo. Fatti i complimenti. Poi fai un altro passo. E poi un altro ancora. Senza fretta, senza pressioni.”
“Non te ne accorgerai subito, ma quei passi cresceranno. E arriverà il momento in cui potrai guardare avanti, pensare al futuro... senza più piangere.”
Parole semplici, ma profonde. Un invito alla tenerezza verso noi stessi. Un promemoria che anche nei giorni più bui, il cammino si costruisce un passo per volta.
E forse è proprio così che si guarisce: preparando una zuppa, scrivendo una lettera, facendo pace con il presente. Uno sguardo alla volta. Un gesto alla volta. Un giorno alla volta.
Elena Mikhalkova
Alla mia età non ho
più tempo né pazienza.
Non ho più voglia di
capire tutto e tutti.
Non cerco più di piacere ma cerco io ciò che mi piace.
Non ho più voglia di falsi sorrisi, di cortesie obbligate, di rapporti di convenienza.
Sei sempre stata brava a fermarti nel cuore degli
altri quando hanno avuto bisogno di te...
Ora fermati nel tuo cuore.
Ascoltalo.
Perché la persona che ha bisogno di te
più di tutte sei proprio
TU...
RINASCI:
Non per andare avanti, ma per tornare a vivere.
AMATI:
Non per dovere, ma perché te lo devi.
DIMENTICA:
Non per vigliaccheria, ma perché nel cuore si tiene solo ciò che vale.
S. Nelli