Come prevedibile, è partita la macchina ideologica e propagandistica della colpevolizzazione integrale del maschio in quanto tale. Ovviamente in relazione all'orrendo e imperdonabile delitto di Giulia Cecchettin. Ad esempio, il cantante Piero Pelù, che in effetti sarebbe meglio se continuasse soltanto a cantare, sulla propria pagina Facebook ha scritto letteralmente di vergognarsi di essere uomo e, in relazione agli uomini, che sono tutti da rifare. In maniera analoga, il cantante Renga ha scritto, sempre sulla propria pagina Facebook, che chiede scusa a Giulia. Siamo a livelli comici di subalternità. Per definizione, la colpa in senso sia giuridico sia morale è sempre legata all'individuo, e non può essere attribuita a gruppi particolari, etnici, sociali o quant'altro. E invece ora la macchina ideologica, complici anche le prestazioni dei cantanti più di moda, cerca di far passare lo squallido messaggio secondo cui l'intero genere maschile sarebbe colpevole per l'osceno omicidio di Giulia. Ideologia allo stato puro, coerente con il nuovo ordine della globalizzazione neoliberale, che vorrebbe creare conflitti orizzontali tra maschi e femmine, spezzando la solidarietà di genere e disgregando come sempre il vero conflitto, quello verticale tra gli sfruttati e gli sfruttatori. Nulla di nuovo, come sempre. Il capitalismo riesce a vincere nella misura in cui ci fa scambiare per amici i nemici e per nemici agli amici. Complici anche, naturalmente, le prestazioni dei cantanti, che come dicevo farebbero un buon servizio alla comunità se si limitassero a cantare.
@EZanaboni Concordo in pieno, siamo in un'epoca di crisi di valori, un'epoca in cui il maschio non tollera la perdita e reagisce in modo primitivo, forse da questo dato culturale si può partire con un ragionamento
@PEmendamento@ale_dibattista Beh, quando è stato presidente del consiglio ci ha messo la faccia tante di quelle volte sulle decisioni governative... che alla fine non se ne poteva più. E ha girato per l'Italia confrontandosi con la gente, non solo con gli elettori. Insomma: tutto il contrario di Draghi.