«Poi incontra la ragazza della fonte, è una di quelle ragazze che danno l'acqua per guarire: è bellissima, giovane e antica, bambina e già donna, autentica, solare! Non c'è dubbio che sia lei la sua salvezza»
Una ragazza di diciott'anni pubblica il suo romanzo e diventa una star internazionale. Nel 1954, in una famiglia borghese del Midi francese, una liceale timida ma determinata finisce di battere a macchina un romanzo scritto di getto in poche settimane. Si intitola «Bonjour tristesse» e ha per protagonista una diciassettenne capricciosa che trascorre l’estate nella Costa Azzurra. La firma è uno pseudonimo, Françoise Sagan, dietro cui si nasconde Françoise Quoirez, nata nel 1935 a Cajarc, in Lot, cresciuta tra collegi, conventi e una solida educazione borghese.
Il manoscritto, mandato quasi per scommessa a un editore parigino, diventa in pochi mesi un caso letterario. Il romanzo vince il Prix des Critiques e vende centinaia di migliaia di copie, suscitando scandalo per la libertà con cui parla di desiderio, ozio, sensualità e cinismo adolescenziale. La critica si divide, ma un Nobel come François Mauriac liquida ogni dubbio con una frase rimasta celebre: «Le talent de la terrible fille n’est pas discutable», il talento di quella terribile ragazza non è in discussione.
Da quel momento Sagan non è più solo «la ragazza scandalosa che ha scritto Bonjour tristesse», ma una professionista della scrittura. In pochi anni pubblica «Un certain sourire» (1956), «Aimez-vous Brahms?» (1959), «Les Merveilleux Nuages» (1961), imponendo uno stile sobrio, psicologico, costruito attorno a personaggi borghesi disincantati e a dialoghi in cui serpeggiano solitudine ed echi esistenzialisti. Nel 1958 «Bonjour tristesse» arriva al cinema con la regia di Otto Preminger, consacrando definitivamente la sua creatura e fissando l’immagine pubblica di Sagan come icona irriverente della nuova gioventù europea.
Dietro l’icona c’è una vita che procede per eccessi e cadute. Corse in auto, un grave incidente, amori turbolenti, due matrimoni (tra cui quello con l’editore Guy Schoeller), un figlio, processi per questioni fiscali, problemi di dipendenze. Eppure, per decenni, la costante è la pagina. Più di cinquanta opere tra romanzi, pièces teatrali, racconti, biografie, fino agli anni Novanta, sempre fedeli a una manciata di ossessioni – l’amore, la libertà, la noia, il prezzo delle scelte sentimentali – affrontate con una lingua nitida e apparentemente leggera.
Quando muore nel 2004, a 69 anni, dopo un lungo periodo segnato da solitudine e difficoltà economiche, il suo nome resta legato per sempre a quel primo romanzo scritto da adolescente, capace di farla diventare in poche settimane la terribile ragazza della letteratura francese.
Il ministro Sangiuliano si è dimesso dopo l'inchiesta di Dagospia, la ministra Santanché dopo Report. Il sottosegretario Delmastro dopo il lavoro del Fatto Quotidiano. Il giornalismo non vive il suo momento migliore ma bisogna ricordarsi di quanto sia ancora fondamentale.
1974 Milano: Astor Piazzolla chiama Tullio De Piscopo per Libertango. Parte batteria quasi vuota. Tullio improvvisa il groove iconico. Piazzolla: «Questo è il NUOVO tango!
Piango Loris Costantino, operaio di 37 anni all’Ilva di Taranto impiegato in una ditta impegnata nelle operazioni di pulizia di un nastro trasportatore, è precipitato da un'altezza di 12 metri .
E’ il secondo operaio che in pochi mesi muore nelle stesse circostanze.